IndieVision Awards 2021: i migliori album dell'anno secondo noi

Eccoci come ogni anno a fare il punto di un 2021 forse altrettanto movimentato quanto il 2020 che pensavamo di esserci definitivamente lasciati alle spalle. Se le drammatiche notizie d'attualità non ci hanno lasciato tregua, fortunatamente il versante musicale dell'anno appena trascorso non ci ha delusi affatto. Dal ritorno sulla scena di rinomate stelle all'esordio di nuove promettenti comete, siamo pronti a raccontarvi il meglio della musica che quest'anno ha saputo offrirci.


Ogni membro della redazione è stato chiamato a scegliere il migliore album per quattro distinte categorie:

  • Miglior album italiano;

  • Miglior esordio italiano;

  • Miglior album internazionale;

  • Miglior canzone.


Le scelte di @Eccenico


Miglior album italiano: "Exuvia" (Universal Music Italia) di Caparezza


Sono convinto che l'impronta che lasci ogni nuovo album di Caparezza sia irraggiungibile (o perlomeno non ancora raggiunta) da qualsiasi altro artista contemporaneo italiano. La capacità di maturare, mettersi in gioco, esplorare ogni ambito dello scibile umano e mixare sapientemente questi ingredienti in lavori di altezza e spessore culturali altissimi è non solo tipica ma forse anche di completo dominio di Caparezza in ambito hip-hop. "Exuvia" è un lavoro mastodontico che raggiunge vette altissime per il rapper pugliese, a mio parere il più geniale, versatile ed interessante che l'Italia abbia conosciuto. La sua discografia è così sfaccettata e profonda che è impossibile non trovarci qualcosa di vostro gradimento, dagli echi sessantottini de "Le dimensioni del mio caos" alle ironie politico religiose di "Il sogno eretico" passando per i guizzi artistici di "Museica" fino ad arrivare alla completa messa in discussione del suo stesso personaggio in "Prisoner 709". "Exuvia" è una summa di tutto ciò che è stato e sarà Caparezza, ed il fatto che ogni suo nuovo lavoro alzi l'asticella così in alto dovrebbe farci temere capolavori sempre più sonori.


Miglior esordio italiano: "Look!" (Oyez) di Dariush


Il timido e composto esordio di Dariush con "Look!" (di cui ci ha parlato col cuore in mano qui lui stesso lo scorso febbraio) mi aveva stregato al primo ascolto. Sarà stato lo stile a tratti innocente e sincero della sua poetica o sarà stato l'approccio molto diretto nella scrittura e nella produzione, ma questo album ha davvero lasciato il segno in me. Fortunatamente, non ho dovuto aspettare molto per avere un seguito dato che il 10 dicembre scorso è stato rilasciato "Memory radio", nuovo capitolo altrettanto interessante sia liricamente che musicalmente dell'universo Dariush, in questo caso dai toni più sperimentali ed elettronici. Se volete perdervi nella mente lussureggiante di un ragazzo che ha fatto della sincerità e l'autoanalisi la sua cifra, eccovi l'artista giusto da scoprire.


Miglior album internazionale: "Blue Weekend" (Dirty Hit) di Wolf Alice


Questo attesissimo nuovo album della spumeggiante band londinese Wolf Alice è stato senza dubbio l'album più consumato da me per quest'anno. L'incredibile voce della frontman Ellie Rowsell ci porta a scoprire un mondo rockeggiante fatto di amori, paranoie, incazzature, crescita e femminismo. Una band tra le più cazzute degli ultimi anni, i loro precedenti lavori, tutti ugualmente grintosi e spaziali, raccontano una storia di puro piacere e rispetto verso la musica di qualità. Non c'è persona a cui non abbia consigliato questo gruppo che non sia rimasta ammaliata ed estasiata da tanta passione. Quest'anno fate un regalo alle vostre sinapsi: scoprite i Wolf Alice.




Miglior canzone: "Inferno" (Woodworm) di Ministri



Sono ufficialmente tornati i Ministri (gli unici a fare bene il loro lavoro) e non potrei esserne più felice. L'EP "Cronaca nera e musica leggera", oltre ad omaggiare quella hit gigantesca ad opera del duo siciliano, è stato un viaggio breve ma intenso in pieno stile Ministri: critica sociale, frecciatine sferzanti ai nostri vizi e una lucidità invidiabile nei confronti di un mondo marcio fino all'osso, raccontato con la stessa sottile e geniale ironia delle più ciniche commedie italiane da Totò a Sordi. Un gioiello di band che si appresta a pubblicare molto presto un nuovo album, per prepararci al quale non c'è niente di meglio che sintonizzarsi sulle corde di "Inferno".



Le scelte di @Michela Ginestri



Miglior album italiano: "Semplice" (Woodworm) di Motta