• Giulia Gallo

Venerus vive in un mondo tutto suo – e con “Magica Musica” ce lo ha confermato

Ci sono dischi capaci di costruire atmosfere, spazi ampi e ariosi, in cui puoi sia fermarti un attimo a riflettere, sia lasciarti trasportare dalla corrente di ciò che stai ascoltando. È questo il caso di “Magica Musica”, l’album di debutto di Venerus, cantautore milanese classe ’92, uscito il 19 febbraio per Asian Fake e Sony. Primo suo progetto full-lenght, l’artista aveva rilasciato in precedenza 2 EP, ovvero “A che punto è la notte” e “Love Anthem”, insieme ad altri singoli e collaborazioni (quasi sempre in simbiosi con Mace, suo assiduo compagno di viaggio), tra cui la fortunatissima “Senza di me” con Gemitaiz e Franco126, la quale conta al momento più di 55 milioni di streams su Spotify: tutto questo, ovviamente, aveva alzato di molto le aspettative.

Un debutto attesissimo articolato in ben 16 tracce in cui Venerus ci porta nel suo mondo colorato e perso da qualche parte nel cosmo. Oppure da qualche parte in una grande città, dipende da come la si guarda. Il disco mescola pop, r’n’b, elettronica e jazz, e dà vita ad un sound urban ed ibrido che è sempre stata la cifra stilistica del cantautore. Quasi tutte le tracce sono state prodotte insieme al sopracitato Mace, e figurano anche alcune collaborazioni, tra cui le radiofoniche “Appartamento” con Frah Quintale e “Buyo” con Gemitaiz, la dolce “Sei acqua” con i Calibro 35 e l'esotica “Namastè” con Rkomi. Venerus riconferma la sua penna delicata e poetica, che si unisce al suo riconoscibile timbro di voce (che talvolta viene anche autotunato). Il tessuto musicale è lussureggiante, come una foresta piena di vegetazione e animali nascosti tra gli alberi: la copertina del disco, molto ricca di forme e colori, riflette bene il mood generale di tutto il lavoro. Molto presente è sempre anche una certa atmosfera notturna, tanto cara a Venerus che si dipinge spesso come creatura della notte, più che diurna (“Di notte penso ad occhi chiusi, di giorno sogno ad occhi aperti”, canta in “Dal tramonto all’alba”, presente in “OBE” di Mace).



Il tutto è compendiato molto bene nel ritornello della opening track, “Ogni pensiero vola”:

Forse è che appartengo a un mondo un po’ magico Vorrei volare via lontano da qui E a volte sento tutto attorno un po’ strano Chissà se qualcun altro è fatto così

Molto interessanti e suggestive sono anche le tracce “Fuori, fuori, fuori…” e “Lucy” (dove c’è anche un piccolo richiamo ai Beatles), ma anche “Lacrima=piccolo mare”, “Cosmic Interlude”, traccia interamente strumentale e “Luci”. In realtà, ogni traccia ha la sua particolarità e scegliere una preferita sulle altre non è così semplice.



Combinare insieme tutti questi aspetti non è semplice, a meno che non ti venga naturale: è quindi un progetto senza dubbio ambizioso, anche nella lunghezza (più di un’ora), che considerando i trend odierni è sempre più raro vedere nel panorama musicale. Probabilmente l’uscita di “OBE” 2 settimane fa gli ha spianato la strada, essendo anch’esso un disco di genere affine e di lunghezza identica.


Nonostante ci sia qualche traccia un po’ meno a fuoco, nel complesso “Magica Musica” è un album fortemente identitario, che potremmo anche definire “concept” per la volontà di creare una sorta di personalissimo mondo in cui rintanarsi, a metà tra il cosmo, i viaggi esotici e la notte di una grande città. Con questo suo esordio, Venerus convince e introduce nel pop italiano elementi di interessante novità: un sound dalle sfumature molto variegate, atmosfere oniriche e anima cantautorale. Ci auguriamo che possa fungere da punto di partenza per quello che verrà.



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