• Edoardo Previti

"Multisala" di Franco126 - Il Sabato del Vinile

Dopo aver pubblicato due album entrati immediatamente nell'immaginario comune come classici istantanei, ovvero il meraviglioso e generazionale "Polaroid" del 2017, insieme a Carl Brave, e il nostalgico ed intimo "Stanza Singola" del 2019, Franco 126, nome d'arte di Federico Bertollini, in questo 2021 ha deciso che era giunta ormai l'ora di tornare sulla scena con un nuovo disco. Questo nuovo album d'inediti rappresenta una sorta di sfida per il cantautore romano classe '92 perché, come è ben noto, il secondo disco può essere un punto di svolta per la carriera di un artista, soprattutto in casi come questo, ossia quando, per via del successo ottenuto grazie al primo disco, attorno all'artista si generano aspettative e attese elevatissime.


Oggi per Il Sabato del Vinile vi parlerò proprio di "Multisala", secondo album in studio di Franco 126, pubblicato il 22 aprile 2021 da Bomba Dischi, Island Records. Un disco che fa venir voglia all'ascoltatore di ritornare a vivere il prima possibile un'esperienza che il dannato 2020 non ha permesso di fare, ossia andare al cinema, luogo dal fascino quasi retrò che ci permette di evadere per un po' dalla realtà e di vivere, mediante uno schermo, delle esperienze nuove, non comuni.

Le fasi di scrittura e registrazione dietro a "Multisala" sono iniziate sul finire dell'estate del 2019 e si sono concluse circa un anno dopo, fine dell'estate del 2020; a quest'anno di scrittura e registrazione, in seguito, si sono aggiunti un paio di mesi per limare e perfezionare tutti i dettagli dell'album. La produzione di questo disco, come ai tempi di "Stanza Singola", è stata interamente affidata a Ceri, uno dei migliori producer in circolazione, noto soprattutto per il suo sodalizio con Frah Quintale. Le sonorità realizzate da Ceri per questo lavoro si sposano alla perfezione sia con la caratteristica voce ruvida e malinconica di Franco, che con i testi evocativi frutto dalla mai banale penna del cantautore romano. Oltre a Ceri, due artisti, entrambi di casa Bomba Dischi, che hanno partecipato alla realizzazione di quest'album sono Giorgio Poi, già presente anche durante la realizzazione di "Stanza Singola", che ha suonato la chitarra o il basso in 7 pezzi su 10 e Colombre con la sua chitarra in "Che senso ha", mentre, la chitarra in "Vestito a fiori" è stata suonata da Ramiro Levy dei Selton.


La parte grafica dell'album è opera di Valerio Bulla, artista che cura l'artwork di moltissimi musicisti della scena indipendente italiana e non, e di Beatrice Chima, fotografa classe '90 vicina alla scena musicale romana. La copertina di "Multisala", in particolare, è una fotografia in cui è ritratto Franco, da solo, all'interno di una sala cinematografica vuota. Nella posizione in cui viene immortalato il cantautore, con il volto mezzo girato mentre si sta sistemando gli occhiali da sole, sembra che stia sbirciando con la coda dell'occhio l'ingresso della sala, quasi come se volesse invitare l'ascoltatore, spettatore ad unirsi a lui per la visione, ascolto di questo film, album.

"E non so come son finito qui è come fossi entrato già a metà del film io avevo addosso gli stessi blue jeans e tu avevi in bocca le stesse bugie" (da "Blue Jeans")

A differenza di "Stanza Singola", album in cui il lato malinconico, personale e più intimo di Franco emergeva prepotentemente in quasi tutte le canzoni e si legava a continui riferimenti a luoghi reali, ben identificabili, "Multisala", è un lavoro in cui i temi trattati, nonostante derivino da esperienze vissute dal cantautore, sono legati ad un contesto meno tangibile e più cinematografico. Le ambientazioni, fuori da un tempo e da uno spazio precisi, permettono comunque all'ascoltatore di rivedersi nelle situazioni narrate o descritte nei brani, perché, il talento di Franco sta proprio nel far riaffiorare nella mente del pubblico, tramite le sue canzoni, certi momenti o avvenimenti passati.


Lato A


Il disco si apre con "Che senso ha", brano caratterizzato da un testo che non è altro che un susseguirsi di domande, dubbi esistenziali simili a quelli che molte persone si pongono ogni giorno e che spesso fanno nascere insicurezze o paranoie. La risposta che Franco dà a questo continuo susseguirsi di interrogativi si trova nel ponte del brano, parte in cui il cantautore romano, in sostanza, dice che non bisogna scervellarsi davanti a queste domande, ma bisogna andare avanti per la propria strada, godendo quella che la vita ci regala senza perdere tempo nel domandarsi ogni due per tre per quale ragione certe cose accadono, perché, come diceva Lorenzo De' Medici, Del doman non v'è certezza.

"Forse non c’è nessun forse e nemmeno una ragione a volte basta tirare un filo per disfare l’intero maglione" (da "Che senso ha")

La seconda traccia è "Blue Jeans", forse il vero gioiello dell'intero album. Questo brano, che vede la partecipazione di Calcutta, è una ballad fuori da ogni spazio e tempo in cui l'elemento fondamentale non è la melodia, quasi solo di accompagnamento, ma le parole, parole che hanno la capacità sia di far proiettare nella mente dell'ascoltatore la pellicola cinematografica della propria vita, che di far venire a galla i più lontani e sfuocati ricordi.

Dopo questi due brani, già noti perché estratti come singoli alcuni mesi prima l'uscita dell'album, si arriva a "Miopia", brano dalle sonorità allegre e fresche in cui è presente un cameo di Frah Quintale, come corista e seconda voce. In questa canzone si racconta di due persone attratte l'una dall'altra, ma che non riescono a capire cosa in realtà vogliono, quali sono i loro desideri e soprattutto ciò che loro vorrebbero da questo rapporto. Proprio da questa incapacità da parte dei due protagonisti di mettere a fuoco i loro desideri e anche, per un certo senso, le loro emozioni, deriva il titolo del brano. Questo è forse il pezzo che, dal punto di vista testuale, si avvicina di più a "Stanza Singola", perché anche se non indica una realtà concreta, è composto da un continuo via vai di immagini molto evocative e di semplice immaginazione, che permettono una facile e immediata immedesimazione da parte dell'ascoltatore.

"Seduti sotto l’ombra dei palazzi noi a chiacchierare con gli sguardi la luna origlia su dai piani alti proprio non si fa mai i fatti suoi" (da "Miopia")

La penultima traccia del Lato A è "Simone", pezzo dal sound accattivante e coinvolgente che parla dell'amicizia sottolineando sia le luci, che le ombre di questo rapporto. Franco, per questo brano, ha preso spunto da una sua particolare amicizia, ma nei comportamenti e negli atteggiamenti, molto esasperati, di questo presunto Simone, ogni ascoltatore può facilmente rivedere tutte le contraddizioni spesso presenti in ogni rapporto d'amicizia.

"E continuiamo come sempre a perderci in un niente ad aspettare l’alba nel freddo che c’è a chiederci perché abbiamo sempre un po’ paura soffiando sulla birra per sgonfiare la schiuma" (da "Simone")

Questa facciata si chiude con il brano più sorprendente dell'intero album: "Vestito a fiori", caratterizzato da sonorità riecheggianti la bossa nova, che si sposano alla perfezione con un testo in cui la solitudine e la disillusione la fanno da padrone. La sensazione di solitudine che si percepisce mentre si ascolta questo brano, ricorda molto la solitudine vissuta durante il lockdown o la zona rossa, ossia una sensazione di isolamento che da un lato fa smarrire e rende infelice, dall'altro fa pensare che, prima o poi nonostante il periodo buio, si tornerà ad avere la fortuna dalla nostra parte, a passare il tempo non più da soli, ma insieme ad altre persone e a ritrovare la felicità o almeno un po' di serenità.

"La solitudine fa brutti scherzi ma prima o poi torneremo a avere la fortuna dalla nostra torneremo a guardarci senza farlo apposta" (da "Vestito a fiori")

Lato B


Questo lato si apre con uno dei brani migliori di questo lavoro: "Maledetto tempo", che parla dello scorrere del tempo e che, grazie al suo crescendo melodico, ricorda molto la musica italiana, cantautorale degli anni '70, '80. Il testo di questa canzone è stato influenzato dal discorso di addio al mondo del calcio che Francesco Totti, capitano e storica bandiera della A.S. Roma, pronunciò alla fine della sua ultima partita da professionista, Roma - Genoa del 28 aprile del 2017. In questo storico discorso di Totti, che probabilmente ha fatto commuovere tutti gli appassionati di calcio e non solo, si può sentire tutto il dolore che il 10 romanista ha provato nell'appendere gli scarpini al chiodo, perché nonostante la sua immensa passione e voglia di giocare, il capitano giallorosso fu obbligato a smettere per via della sua età. "Maledetto tempo" parla proprio della paura di crescere, diventare grandi, ossia di quella sensazione di disorientamento che si prova quando si cresce, la quale causa dubbi ed insicurezze nei confronti del proprio futuro, soprattutto in quei momenti cruciali, come la fine delle superiori, in cui si è costretti ad uscire dalla propria comfort zone, esplorare nuove direzioni per andare avanti con la propria vita.

"Il tempo passa e penso a che avrei fatto in quei momenti però con degli occhi diversi e non lo sguardo che avevo ieri" (da "Maledetto tempo")

La seconda traccia del Lato B è "Accidenti a te", il perfetto contraltare alle emozioni che "Maledetto tempo" può evocare. Questo è forse il brano meno originale dell'intero disco perché, ripercorrendo la falsa riga di "Noccioline" e "Fa Lo Stesso", parla in maniera leggera e scanzonata dell'amore. Il brano, introdotto dall'inconfondibile fischio di Gianni Bismark, non descrive l'amore perfetto, ma un tipo d'amore più comune, reale e forse più veritiero, ossia quell'amore fatto di continue incomprensioni e liti per i motivi anche più futili, il quale nonostante le continue montagne russe, riesce a funzionare, andare avanti e ad uscire sempre illeso, se non addirittura rafforzato.

"E fammi indovinare è colpa mia ma anche stavolta hai fato tutto tu ti ho detto addio sì ma solo in teoria ti giuro che no non ne esco più" (da "Accidenti a te")

Dopo questi due brani dai suoni e dalle sonorità molto differenti si arriva a "Nessun Perché", l'antitesi perfetta di "Blue Jeans", come dimostra anche il 45 giri in edizione limitata che contiene questi due singoli. Questo è il brano più sperimentale dell'intero disco, in cui Franco ha cercato di esplorare sia nuove sonorità, allegre e molto vicine al funk, che nuovi metodi di scrittura, il cui risultato è un testo triste, malinconico fatto però di immagini disconnesse, surreali, che accostate l'una all'altra danno l'impressione di essere all'interno di un quadro di Salvador Dalì o di una pellicola di Luis Buñuel. A causa di questa sperimentazione sonora e testuale, per molti motivi apprezzabile, "Nessun Perché" è probabilmente il brano dell'intera discografia di Franco, che necessita di più ascolti prima di essere compreso appieno e capito.

La penultima traccia del Lato B è "Ladri di sogni", brano caratterizzato da un testo fortemente evocativo e da un sound dalle atmosfere retro, molto anni '80. In questo pezzo Franco racconta di una camminata senza meta nelle atmosfere cupe della notte, durante la quale si incontrano le figure più disparate, che però hanno tutte un fil rouge in comune, ossia il fatto di essere sole ed infelici. Questa canzone è fortemente evocativa perché rievoca quelle notti in cui, dopo una serata deludente, si sta tornando a casa da soli e, durante il triste tragitto, il silenzio per certi cupo e malinconico della notte è rotto ogni tanto dai soli rumori dei bar, cinema che stanno chiudendo, delle macchine che passano e da altre persone sole che sono ancora in giro nel cuore della notte.

"E a quest’ora non ci sta un ombra dei paraggi e a quest’ora ladri di sogni sui miei passi e a quest’ora soltanto il cielo a cui aggrapparci" (da "Ladri di sogni")

Il brano che chiude questa facciata e di conseguenza il viaggio dai risvolti cinematografici di "Multisala" è "Lieto fine", due termini che spesso accompagnano la conclusione dei film. In questo brano Franco chiedendosi cosa succede dopo un lieto fine parla dell'amore, ma non quello da film con il lieto fine, ma dell'amore reale, duraturo che va avanti alternando e facendo convivere momenti di gioia con momenti di difficoltà, durante i quali, con il passare del tempo, i protagonisti di questa relazione si spogliano delle loro maschere, della luce dei riflettori e si mostrano così come sono, senza controfigure, sperando che i propri pregi e difetti siano accettati e perché no, amati, dalla persona che sta al loro fianco.

"Chissà che succede dopo un lieto fine quando il pubblico in sala si alza e si appresta ad uscire e restiamo da soli senza controfigure senza più i riflettori senza più le battute da dire" (da "Lieto fine").

"Multisala" è uscito il 23 aprile del 2021 in quattro formati, cd, vinile standard, special pack - cofanetto con all'interno vinile autografato, cd e kit cinema - e nella versione qui presente, vinile autografato in esclusiva per Amazon. Questa edizione, rispetto alla versione in vinile standard, presenta l'autografo di Franco 126 in alto a sinistra e un codice a barre differente, mentre la busta interna, presente in tutte le due edizione del formato a 33 giri, è fatta di un materiale non molto adatto per conservare il disco e presenta da un lato i titoli delle canzoni e dall'altro i ringraziamenti.