"Non esiste amore a Napoli": il debut album di Tropico - Recensione

Davide Petrella, uno degli autori più talentuosi del panorama musicale italiano, decide di essere il protagonista indiscusso di un nuovo progetto musicale: Tropico.

Questo è il nome che divide la doppia vita dell'artista: se da un lato quest'ultimo è stato il creatore di molte hit radiofoniche, ora vuole prendersi tutto e dimostrare al pubblico di poter volare alto con le sue canzoni.


Il suo album di debutto "Non esiste amore a Napoli" ne è la prova. I quattordici brani rappresentano un viaggio in cui le relazioni e l'amore sono i protagonisti. E' un album che va ascoltato traccia per traccia, per comprendere appieno quanto sia straordinaria la capacità dell'artista di parlare d'amore in maniera originale e differente, in confronto ai lavori discografici odierni.


Il tutto ha inizio con "Non esiste amore a Napoli", titletrack del disco che l'ha portato a scrivere brani che avessero un altro sound, un'occasione che gli ha favorito un cambio di rotta, un nuovo modo di raccontare il suo vissuto. Il brano è presente in una duplice versione: la prima interpretata con Calcutta, in cui le loro voci si alternano in un dialogo dinamico per raccontare in musica un amore interrotto a metà che ha la capacità di cancellare la bellezza della città di Napoli; la seconda versione è interamente cantata dal cantautore, che congeda l'ascoltatore raccontando una seconda volta la bellezza della sua città natale e il suo amore perduto. Quella con Calcutta non è l'unica collaborazione all'interno del disco, ad arricchire ulteriormente il racconto del cantautore è la presenza di tre artisti molto noti al pubblico: Elisa, Coez e Franco126.


Il brano "C'eravamo tanto amati" interpretato con Elisa, ha un sound delicato e dolce. I due artisti uniscono le loro voci in un vortice di emozioni per rappresentare al meglio due anime complementari che, anche se distanti, continuano a cercarsi.


Invece con "Vasco" si cambia registro. Tropico e Coez manifestano quello stato di ansia e d'insoddisfazione nei confronti della vita con una ritmica che si avvicina al mood urban.

Con "Piazza Garibaldi", in duetto con Franco126, ci si ritrova nella famosa piazza romana, luogo in cui gli amori sospesi, mai maturati o interrotti, sono raccontati in una canzone pop dal sound fresco ed avvolgente.


Tropico nel suo "Non esiste amore a Napoli" ci rende partecipi del suo passato con i brani "Non vogliamo diventare grandi" e "Garage days". Quegli anni irrequieti e spericolati alla ricerca disperata di trovare il nostro posto nel mondo. Gli anni in cui si fumavano le sigarette di nascosto e con la mente si viaggiava verso un futuro lontano dalla provincia e da quelle quattro mura che ci hanno visto crescere.


Ma allo stesso tempo uno dei punti focali, oltre all'immaginario femminile presente in modo centrale nelle canzoni "Bambina", "Americano" e "Bambolina Vodoo", è Napoli.

La città non viene mai direttamente nominata all'interno dell'album ma è presente in ognuna di esse. Una città piena di fascino con un'identità molto potente, una cultura e una personalità molto forte.


Napoli è il centro del mondo, senza Napoli non sono niente. Ovunque vada è sempre casa mia. È un insieme di cose irripetibile. Ombre e luci, la vita e la morte, il mare e la strada, il teatro e la vita vera, la bellezza e la fame, le persone, la musica”.

Tropico non ha nulla da invidiare ai grandi della musica attuale, le sue canzoni hanno le spalle larghe e posso permettersi di prendersi il loro spazio all'interno di questo affollato panorama musicale italiano.