Jacopo ET debutta provando a rispondere alla domanda "Siamo sicuri di essere giovani?" - Recensione

"Siamo sicuri di essere giovani?": questo è il titolo, sospeso tra dubbio e provocazione, che Jacopo ET ha scelto per il suo album di debutto, pubblicato oggi per Garrincha Dischi.

Il cantautore era già precedentemente noto per aver scritto brani per artisti dal calibro di Annalisa, Fedez e Max Pezzali e molti altri. Avevamo già avuto il piacere di farci raccontare da Jacopo qualcosa in più riguardo al suo percorso da artista, comprese le collaborazioni con Lo Stato Sociale nel singolo "Gli racconteremo" e con Jake La Furia in "La Vecchia Guardia", oltre al suo amore incondizionato per i brani degli 883 e Max Pezzali.

Vi lascio qui l'intervista:

https://www.indievision.it/post/jacopo-et-gli-racconteremo-intervista


Ora passerò ad un track-by-track partendo da alcune citazioni dei pezzi, cosa che personalmente gradisco molto e voglio condividere con voi:


"Dimmi che saremo per sempre quelli di sempre"

Il disco si apre così con "Motociclette", brano che forse ci rimanda maggiormente alle varie canzoni di degli 883 che parlano di amicizia o alla famosa "Sempre noi" di Max Pezzali in collaborazione con J-Ax. Sono presenti anche quel coraggio e quella spensieratezza che solitamente condiscono le più grandi avventure in compagnia degli amici di una vita.


“Ormai non si caga più nessuno, è tutto virtuale l’amore sta a digiuno”

Citazione proveniente da "La Vecchia Guardia", seconda traccia del disco nonché canzone alquanto nostalgica che elogia il passato e le persone a cui piace ricordarlo. Tutto ciò senza dimenticare però l'importanza del futuro, composto comunque dagli stessi individui. Del presente condanna invece il mondo digitale, che ci ha reso più apatici e meno in grado di esprimere chiaramente le nostre emozioni.


"Mi sembravi la vita e non eri nessuna"

Non poteva di certo mancare una canzone d'amore, anche se finito male, ecco qui infatti un'amara frase tratta da "Bellissima". Brano pieno di sentimenti dedicati però alla persona sbagliata, quella che sembrava bella all'apparenza ma in realtà, alla fine, non è nulla di speciale.


“Preghiamo Gesù che questo pezzo non piaccia alla critica”

Questa è a mio parere la frase maggiormente rappresentativa del brano "Post-genere", in collaborazione con Fresh Mula. Jacopo ET non vuole farsi etichettare a forza in un determinato genere musicale, odia questo tipo di regole e restrizioni sull'espressione artistica, che deve essere totalmente libera e a discrezione del cantante.


"E perdo un po' di tempo dove capita che di sistemarmi proprio non mi va."

"My Old Friend" possiede un ritmo lento che esplode successivamente nel l'orecchiabile ritornello dove vengono raccontate le avventure con gli amici di sempre, dei luoghi del cuore che lo fanno sentire a casa come il Bar Tre Scalini e la Piazzetta di San Ruffillo. Nel tempo le cose cambiano ma Bologna rimane per Jacopo un porto sicuro in cui potrà sempre trovare delle certezze.


"A me piacciono i buoni, ma non quelli dei film, perché quelli sono troppo buoni"

Si conclude così "Jacopo ET", traccia parlata ed evidentemente autobiografica in cui l'artista si sfoga e dice la sua riguardo vari argomenti. Parla di sé stesso, della sua moto, dei suoi amici e del fatto che le persone buone sono quelle vere e genuine, non quelle perfette e stereotipate.


"Dimmi, cosa possiamo dirgli, ora che i nostri figli vengono nel nostro stesso bar?"

Nell'intervista che vi ho citato all'inizio si parla anche del brano "Gli Racconteremo" in collaborazione con Lo Stato Sociale. Si tratta di una sorta di lettera aperta ai futuri figli che dovranno crescere con dei genitori come loro.


"Quando ti prenderai un po' di tempo per te, vieni da me. A sfidare il buio delle montagne, con una lucina di una casa a valle"

Il Buio Delle Montagne narra del suo amore per questo grande ambiente naturale, in particolare per le montagne di Sestola, la sua seconda casa, con la convinzione che alla fine nella vita si possa sfidare e affrontare sempre a testa alta.


"Una vita diversa, una vita diversa, ma a queste canzoni ci credi davvero?"

"Diversa" è la canzone dedicata a tutti quelli che non credevano nel progetto musicale di Jacopo. Il brano è lento ma culmina in un ritornello carico di rabbia e una successiva strofa densa di dubbi e perplessità esposti da persone incredule nel fatto che lui possa campare solamente facendo il musicista. Nonostante le persone a lui vicine lo spronassero ad avere un lavoro serio e ben pagato - e dunque sicuro - grazie alla sua laurea in giurisprudenza conseguita nel 2014, lui ha giustamente continuato per la sua strada, scegliendo di seguire il proprio cuore.


"Ma conoscersi in fondo beh, mica è una passeggiata"

Ma Tu? è l'ultimo brano del disco, particolarmente intimo e romantico, in cui Jacopo si espone raccontando il complicato inizio di una delle sue precedenti relazioni, forse troppo intriso di "ma" irrealizzabili e scarso di certezze.


Insomma, possiamo dire che si tratta di un debutto carico di nostalgia, ma anche di voglia di andare avanti, soprattutto perché Jacopo si è sicuramente fatto valere dopo essere rimasto per molto tempo un nome all'interno dei crediti delle canzoni di altri artisti, ora può essere fiero di essere lui il protagonista in scena.

Con questo album, il cantautore inneggia alla libertà e all'espressione artistica, ricorda il passato - compresi vecchi amici o amori - e rivendica la purezza dei sentimenti prima del digitale, cantando a pieno le emozioni che vive e che ha vissuto.


Senza ulteriori indugi, vi auguro ora un buon ascolto amici!