"Pubblicità": l'album della consapevolezza per Cimini - Intervista

A tre anni da "Ancora meglio", Cimini è tornato a firmare un nuovo album, sempre in casa Garrincha Dischi, che racconta molto bene ciò che lo ha circondato in questi tempi. Con lui, per scoprirlo meglio, abbiamo parlato di musica leggera, musica pesante, amore, barconi, scuse e pregiudizi.


"Pubblicità", di cui abbiamo parlato approfonditamente in recensione, non è solo un album di musica leggera e pungente, è anche l'antidoto alla banalizzazione dell'arte e della musica che troppo spesso insegue solo numeri e mode, spogliandosi di qualsiasi merito creativo e abbracciando invece opportunistiche e a tratti ridicole attitudini artificiose. Di questa e altre cattive abitudini Terrestri abbiamo parlato nell'intervista di seguito.


Ciao Cimini! Sono passati tre anni dal tuo album d'esordio "Ancora Meglio" e da qualche giorno è uscito il tuo secondo album "Pubblicità". Come è nato questo disco e perché questo titolo?

Questo disco è nato guardandomi intorno e guardandomi dentro, ho scoperto che in entrambi i casi avevo qualcosa da dire. L’ho chiamato così perché odio le attese e visto che è più di un anno che aspettiamo il ritorno ad una vita normale, volevo dissacrare questo momento, paragonandolo ad una pubblicità, che prima o poi passa.


Il primo brano dell'album è "Hey Truman". Nel ritornello c'è una frase in particolare che mi ha colpita: "Sei il Truman di una serie tv". Su cosa vuoi mettere in guardia chi ti ascolta?

In realtà sono io che apro ai dubbi complottistici di quelle persone che credono di essere controllate da un grande fratello, sentendosi un po’ i protagonisti di un personalissimo Truman Show: gli dico “forse avete ragione voi”. Però poi questi sono gli stessi che pagherebbero per partecipare ad un reality sperando di vivere una bella vita sotto i riflettori. Prendo in giro quella sana contraddizione che distingue in qualche modo ognuno di noi.

Nel secondo brano "Innamorato" canti "Eh vuoi sapere cos'è l'amore? Te lo dico io". Cos'è per te l'amore?

Credo di non saperlo di preciso. Di certo è qualcosa che quando si riceve lo si nota. Sono dei gesti naturali capaci di provocare una sensazione piacevole, tipo due occhi che incrociandosi strappano un sorriso, o magari un pianto. Non lo so, l’importante è che sia un concetto universale e libero.


In "Karaoke" citi il brano di Battiato "Cuccurucucu paloma" che si trova all'interno di un album che da poche settimane ha festeggiato i suoi 40 dalla pubblicazione :"La voce del padrone". Perché hai deciso di citare questo brano in particolare?

Diciamo che in Karaoke ho deciso di affidare alle citazioni di canzoni per me importanti, la colonna sonora di una storia d’amore non corrisposta cantata nel pezzo. In questo contesto Cururuccucu Paloma entra prepotente nel ritornello perché è un brano che nasconde una malinconia festosa, come quando si ricorda il carnevale da bambini. Immaginavo con lo stesso mood i luoghi in cui si fa karaoke, sorridenti e spensierati ma allo stesso tempo un po’ tristi. Però è anche vero che ho anche deciso di citare Cucurucucu Paloma perché Battiato è stato un grande citazionista e proprio Cucurucucu di Battiato è a sua volta la citazione del pezzo omonimo di Harry Belafonte. In pratica ho voluto portare avanti una tradizione.


Nella canzone "Tirreno" canti "La provincia mi stava stretta/La provincia non mi dava retta". Da dove nasce questa conflittualità con la provincia e per quale motivo hai deciso di allontanarti da essa? Ti è servito poi allontanartene?

Ho deciso di allontanarmi dalla provincia proprio per i motivi cantati nel pezzo, così come hanno fatto negli anni milioni di ragazzi. Io sentivo il bisogno di crescere e ampliare il bagaglio culturale e mi ero reso conto che la Calabria non riusciva a darmi quello che cercavo. Una volta scappato però ha iniziato a mancarmi, quindi abbiamo fatto pace in qualche modo, e ogni volta che ci ritorno sto bene.


Un brano molto interessante è "Scuse". Ci sono molti aspetti di questa canzone che vorrei analizzare con te, partendo dal tuo pensiero sulla musica attuale. Nei primi secondi del brano canti "La musica di oggi mi fa solo pena. Aspetto solo che mi rubi la scena." Più avanti invece affermi: "Oggi i miei maestri sono tutti morti. Ascolto solo i gruppi che ci sono sciolti". Cosa non apprezzi della musica di oggi e allo stesso tempo cosa rimpiangi della musica dei tuoi maestri?

Scuse è un brano al confine tra l’ironia e il sarcasmo in cui mi sono divertito a sgamare quel “non detto” che è presente in molti momenti del nostro quotidiano. Qui non esprimo un mio parere personale ma elenco quelle frasi fatte che escono fuori da alcune convinzioni schematiche della gente. In questo contesto nascondo un po’ della mia verità: ad esempio provo pena per quella musica scritta soltanto per inseguire una moda, ma anche il ricambio esasperato di artisti che hanno come unico obiettivo le playlist. Spesso è una guerra tra poveri che mette l’arte in secondo piano. Io cerco di ascoltare di tutto quando la curiosità prende il sopravvento sulla pigrizia, quindi ascolto anche gruppi che non si sono ancora sciolti.


Un altro argomento che tratti nello stesso brano è quello dell'omofobia: "Salviamo gli animali, ti associ. Hanno pestato un gay, ti dissoci. Lasci la merda del tuo cane in giro e ti lamenti che c’è il pieno di froci". Proprio in questi giorni si è parlato molto del Ddl Zan che è stato osteggiato dalla Lega. Secondo te per quale motivo c'è ancora così tanta indifferenza e odio nei confronti di alcune minoranze?

C’è ancora una sorta di abitudine retrograda purtroppo. Non riusciamo ad accettare l’evoluzione “naturale” della società, spesso persino in buona fede accostiamo ciò che è minoranza a ciò che è diverso. Io invece credo molto nel concetto di normalità e non giudico nessuna forma d’amore o di genere perché li reputo semplicemente concetti naturali.

Onestamente non mi stupisco che la Lega o altre forze politiche reazionarie non comprendano certe cose riscontrabili su un libro di antropologia, ma mi fa paura la loro capacità - spesso strategica - di fomentare odio tra le persone.


Sempre in "Scuse" sembra di tornare al tuo primo singolo "La legge di Murphy" tanto che canti "Com'è che siete tutti migliori di me?". Veramente pensi di essere inferiore agli altri?

Non è un complesso di inferiorità. Quello che volevo dire con Murphy è che le sfighe fanno parte della vita di tutti i giorni, cadiamo e ci rialziamo e non possiamo fare a meno di notare che c’è sempre qualcuno che se la passa meglio di noi. Oggi con Scuse ho voluto ribadire il concetto però giocando sul fatto che quelli che se la passano meglio di noi sono in realtà i veri loser, i tipi un po’ furbetti e menefreghisti interessati solo a se stessi. Non so se mi spiego.


C'è qualcuno che vorresti mandare a quel paese?

Credo di averlo già fatto ampiamente in Scuse.

In "notte cingomma" ti riferisci alla notte come una spietata masticatrice di vite mentre in "tirreno" dici che "la provincia di giorno mi stressa": tra giorno e notte, tra sabato sera e domenica mattina, quand'è che trovi più ispirazione di solito?

Dipende perché quando scrivo una canzone non penso ad altro finché non mi sento soddisfatto del risultato. Di certo per ispirarmi ho bisogno di vivere la vita, quindi posso dire che se vivo bene un sabato sera, allora la domenica mattina scriverò un bel pezzo.


In "Barconi" canti: "Ho giudicato l'alba da una cantina" ci spieghi cosa intendevi?

Barconi è una canzone contro i pregiudizi. Quella frase è l’esasperazione di un pregiudizio, proprio perché è impossibile giudicare l’alba mentre si è chiusi in una cantina.


Ascoltando "Domenica Mattina" si ritorna un po' alla normalità che in questo ultimo anno e mezzo non abbiamo provato: "Le lattine rotte sotto i piedi, i baci che fanno rumore. La saliva e le parole che stanotte mi hanno rotto il cuore". Cosa ti manca di quella libertà?

Mi manca la possibilità di sbagliare liberamente. Chiuso in casa mi sento per forza di cose innocuo, e i dubbi e le domande esistenziali diventano paranoie da cui è difficile scappare. Tornare a vivere una vita normale vuol dire decidere del proprio futuro o esserne incoscienti, affrontare le esperienze e sentirsi comunque più aperti.


Ci sarà un tour per presentare "Pubblicità" al tuo pubblico?

Lo spero davvero. Non nascondo che sto facendo le prove con la mia band, stiamo preparando uno spettacolo da portare in giro. Spero che sia di buon auspicio.