• Iris Chindamo

CIMINI e il nuovo album “PUBBLICITÀ” - Recensione

Il primo di aprile Cimini ha presentato “Pubblicità”, il suo nuovo album prodotto per Garrincha Dischi, a più di tre anni di distanza dal suo album di debutto “Ancora Meglio”. La produzione artistica è stata affidata a Fabio Gargiulo e ad Enrico Roberto, meglio conosciuto come “Carota” nel gruppo “Lo Stato Sociale”. L’artwork della copertina è opera dell’illustratrice Noemi Vola, che ci proietta immediatamente in un mondo variegato e pieno di colori, vicino a quello dei cartoni animati.

Le tonalità prevalenti sono quelle del giallo e dell’azzurro, e, personalmente, credo che siano i colori che più rispecchino Cimini come persona: giallo, caldo come la sua terra di provenienza - la Calabria - e azzurro come una giornata di sole nella città in cui risiede attualmente, ovvero Bologna. Credo che questo lato cromatico estremamente allegro e solare nasconda in realtà una profonda malinconia dell’artista, che viene svelata solamente in alcuni suoi testi.

“In questo disco c’è la mia visione del mondo, l’ironia, l’intimità, le sfighe e gli amori impossibili, la mia vita di provincia e quella di città.”

L'album si apre con la traccia “Hey Truman”, che prende nome da “The Truman Show” di Peter Weir, con protagonista Jim Carrey. Attraverso questo titolo, l'artista vuole farci riflettere sul fatto che spesso ci sembra di essere all’interno di un reality show, in cui la privacy viene meno perché qualcuno può sempre osservare i nostri comportamenti dall’esterno. L’uomo è un essere sociale che fa parte di un contesto in cui deve interpretare una parte e recitare un preciso copione, come se fosse sempre coinvolto in un grande spettacolo dell'esistenza. Questo concetto mi ha riportato alla mente il libro “La vita quotidiana come rappresentazione” di Ervin Goffman, famoso sociologo che utilizza la metafora del teatro per indagare l'importanza dell’azione sociale dell’uomo. Ognuno sceglie di essere una determinata persona, rappresentandosi in modi sempre diversi di fronte al proprio pubblico. Mi dilungherei troppo a raccontarvi tutti i pensieri che questa canzone mi suscita, dunque mi soffermerò solo sul fatto che sia il mio pezzo preferito del disco… niente male come inizio Mr. Cimini!


Il secondo brano è “Innamorato”, una celebrazione dell’amore in tutte le sue forme e senza pregiudizi, aspetto perfettamente comprensibile dal testo che richiama il mondo del cinema e, in particolare, un film che tratta di una relazione omosessuale, ovvero “Chiamami col tuo nome”.



Si arriva poi a “Karaoke” che è forse la canzone che più mi ricorda l’estate e mi ha sorpreso fin dall’inizio. Il tema centrale è l’amore fugace per una ragazza incontrata una sera e mai più rivista, scenario quasi poetico e cinematografico. In questo brano il cantante si è divertito a raccogliere numerose citazioni di alcuni dei suoi pezzi preferiti, creando una sorta di collage di testi. Possiamo infatti trovare estratti di molti classici italiani: “Cuccurucucu” di Franco Battiato; “Gianna” di Rino Gaetano; “Piange il telefono” di Domenico Modugno; “Maledetta primavera” di Loretta Goggi e "Certe Notti" e "Vivere" di Vasco Rossi.


Di seguito troviamo “Tirreno”, una piacevole ballata riflessiva, le cui strofe sono quasi “narrate” dal cantautore, che ci racconta il suo allontanamento dalla provincia -che gli stava stretta- per andare a vivere e studiare in città. La separazione dalla propria terra rappresenta una fonte di libertà, ma anche la possibile presenza, in alcuni momenti, di una profonda solitudine e malinconia, come traspare chiaramente in alcune parti del testo.


“Mentre cerco la felicità nelle foto degli altri, nelle storie degli altri”

La traccia “Scuse” rappresenta una critica alla società attuale in molti suoi aspetti, che è cambiata nel tempo e che fa spesso pressione sugli artisti. Anche in questo caso, Cimini raccoglie due principali citazioni: la prima rimanda ad una frase presente in "L'avvelenata" di Francesco Guccini, famoso cantautore italiano, che all'epoca si è sentito quasi costretto ad inserire questo pezzo in uno dei suoi album, pur essendo per lui solamente uno "sfogo da concerto" e non una canzone da inserire nella propria discografia ufficiale. La seconda, invece, fa riferimento alla canzone “La legge di Murphy”, presente nel suo primo lavoro "Ancora Meglio", con il verso “com’è che sono ancora tutti migliori di me?” e lasciando intendere giudizi e aspettative che egli deve portarsi sulle spalle ad ogni sua nuova uscita.


“È il mondo del lavoro che è cambiato. Un cantante conta più di un laureato”

“Notte Cingomma” è un brano dolce e malinconico che parla d’amore e che ci fa ripensare a quando ancora potevamo passare le serate in compagnia di amici, chiacchiere e spensieratezza.


“Barconi” paragona il viaggio su questa metaforica barca alle numerose relazioni che abbiamo durante tutta la nostra vita. Rapporti che vanno e vengono in continuazione, come le onde del mare che ci lasciano sempre qualcosa di nuovo e inaspettato, compreso il sentimento di immensa solitudine quando tutto questo finisce.


L’album si conclude con “Domenica mattina”, che racconta dei postumi del Sabato Sera, serata speciale, nonché titolo di una traccia presente nel suo primo lavoro in studio. In questo “sequel” domenicale la situazione rappresentata è sicuramente meno euforica rispetto a quella del sabato; il divertimento è finito e si cerca di tornare alla normalità dopo una notte folle e spensierata. Trovo che questo concetto sia perfetto per chiudere l’album: le canzoni ci hanno fatto fare un magico percorso, come in un bel sabato sera; ma quando finiamo di ascoltarlo, è come se dovessimo svegliarci di domenica, stanchi ma ancora entusiasti per i momenti precedentemente trascorsi.



Oltre ad un'approfondita retrospettiva della società, il cantautore calabrese svolge anche una profonda introspezione della propria vita: dagli amori travolgenti ed impossibili, passando per le serate riflessive in centro Bologna, ai grandi cambiamenti come la migrazione dalla provincia alla città. Il nostro nostalgico millennial è ancora attaccato alle vecchie band, alla semplice bellezza del karaoke e alla sua terra d’origine. Il disco fa sicuramente parte del cantautorato pop e orecchiabile che ci piace cantare e ascoltare un po’ ovunque: da soli sotto la doccia, come sottofondo in un momento di relax, oppure durante un’ipotetica serata con gli amici cantando a squarciagola con una birretta in mano e un chitarrino scordato.

“Nel film della nostra vita, io preferisco la pubblicità”

Se tutte le pubblicità fossero come quella di Cimini, di sicuro le ascolteremmo più volentieri e in attesa di rivederlo dal vivo il più presto possibile, vi auguro un buon ascolto!