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Cronaca di Sanremo 2026 - Seconda serata: Pilar e Lillo al posto giusto, Carlo Conti scivola spesso e i festini bilaterali di Elettra Lamborghini

di Martina Strada, Iris Chindamo e Moreno Bertolazzi.


Bentornatə al nostro commentone onesto, questa volta sulla seconda serata del Festival, che è stata decisamente più monotona della prima e dunque, per compensare, vi racconteremo tutto nei dettagli. Con voi, alla tastiera trovate sempre Martina, accompagnata per la primissima volta in assoluto da Iris e Moreno.


La serata inizia con Laura Pausini e Carlo Conti che insieme presentano il dj e podcaster Gianluca Gazzoli e i partecipanti di Sanremo Giovani. Tra i nomi in gara per la semifinale troviamo Niccolò Filippucci e Blind, El Ma & Soniko, Mazzariello e Angelica Bove.


Il primo ad esibirsi è Niccolò con la sua “Laguna”: il brano ormai lo conosciamo e lui è sicuramente molto talentuoso. Possiamo dire che abbia anche una grande presenza scenica, decisamente meglio di svariati artisti Big.


A seguire il dinamico trio composto da Blind, El Ma & Soniko canta “Nei miei DM”: brano che vorrebbe essere descrizione dell’amore moderno, ma che suona come una canzone tagliata dall’ultima stagione di “Mare Fuori”. Possiamo dare vinta questa manche a Niccolò e andare avanti? A quanto pare sì, infatti è proprio Filippucci ad essersi meritato la finale della categoria.


Si passa così alla seconda sfida tra Mazzariello e Angelica Bove. Inizia il buon Mazzariello con “Manifestazione D’Amore” e il suo brano suona indie nostalgico a tutto cuore: potremmo dire che sta calcuttando alla grande, e infatti ci piace un sacco. Bella presenza, bella esibizione, siamo sicuri che portare e cantare quel brano sull'Ariston per lui sia stata già una vittoria, ed è solo l'inizio.


Grande abbraccio tra i due concorrenti ed è il turno di Angelica Bove con il brano “Mattone”: un bel pezzo diametralmente opposto a quello di Mazzariello ma bello uguale, forse un po’ più tecnico. Loro li tifiamo entrambi quindi chiunque vinca noi saremo contenti. Entrambi con gli occhi lucidi ma ci siamo, la decisione è stata presa: Angelica Bove andrà in finale contro Niccolò Filippucci questa sera. Possiamo però dirci un po’ tristi? Mazzariello resti comunque nei nostri cuori.


Gazzoli ci regala un momento piantino di ringraziamenti ma Carlo Conti, che nella prima puntata si era trattenuto, ricomincia a correre ed eccolo lì a dare i numeri (del televoto): “Sisi ho capito la mamma certo certo, COMUNQUE IL TELEVOTO…”


La prima artista in gara è una divina Patty Pravo in rosso cardinalizio e ciabattine matchate: Party Pravo. Personalmente uno degli arrangiamenti più belli, peccato che il testo sembra scritto senza tanta voglia.


Fermi fermi: momento Achille Lauro, primo co-conduttore della serata che ha deciso di presentarsi con il vestito della cresima e al collo l’intero PIL della Lombardia.


Si inserisce nella serata presentando LDA e Aka7even: il brano è carino e ci fa tenere il ritmo mentre scriviamo l’articolo, chiaramente il duo partenopeo vuole vincere tutti i bonus della serata del FantaSanremo, bravi.


Si passa poi a Enrico Nigiotti con “Ogni volta che non so volare”: non saprà volare ma fa volare noi. Lo abbiamo ascoltato diverse volte e ci piace. Chiediamo anche un consiglio all’hairstylist di Enrico per quello chignon perfetto.


Si passa al Coro dell’ANFFAS di La Spezia  - assolutamente più intonato rispetto ad alcuni big in gara - a cui si unisce Laura Pausini. Un bel momento di condivisione e sensibilizzazione.


Sale sul palco la seconda co-conduttrice della serata, Pilar Fogliati, con un vestito cromato come una Lancia Ypsilon. Però bellissima. Annuncia il quarto cantante in gara Tommaso Paradiso con “I Romantici”: sudato, sbiascicante e assolutamente nel suo elemento. Su quel palco c’è lui e il punto alla sua destra che fissa per tutta la canzone. Il pezzo però è un grosso continuum con i brani precedenti, c'è poco effetto novità.


Sale sul palco Lillo, terzo e ultimo co-conduttore, che parte ricordandoci che “è meglio fare tante cose male che una bene”, esattamente il nostro motto a commentare tutte le serate di Sanremo e la mattina dopo andare al lavoro.



Elettra Lamborghini vestita con un po’ di fogli Cuki e tulle ci propone la versione cheap dell’Eras Tour di Taylor Swift con quelle piume. Il brano non ci dispiace ma non è certo una hit che ricorderemo dopo questa settimana. Conclude l'esibizione con un momento polemica sui festini nei locali intorno agli alberghi degli artisti, che definisce "Festini bilaterali", grazie sempre per i meme Elettra.


Momento Olimpiadi e patriottismo anche all’interno di Sanremo: scendono dalle scale Francesca Lollobrigida e Lisa Vittozzi per rivivere alcuni dei momenti salienti che le hanno portate a vincere le loro medaglie d’oro, per ricordare poi l’importanza di seguire anche le paralimpiadi. Un po' triste e fuori luogo l'uscita di Carlo Conti che ricade nella polemica della Lollobrigida di qualche giorno fa durante Milano Cortina, chiamandola sul palco come la "Mamma d'oro". La maternità non è un titolo olimpionico, si può essere mamma e vincere le olimpiadi certo, ma se è lì con una medaglia al collo diamo valore a quello nel giusto contesto. Perchè non limitarsi all'ambito sportivo se è stata invitata esattamente per quello?


Fratel Ermal Meta ci fa dimenticare i social giustamente perplessi dalla scena appena vista e ci propone la sua “Stella stellina”: un brano che non ci dispiace per niente. Questo acuto quasi straziante, passatemi il termine, rientra perfettamente nel mood della canzone e inoltre, dopo aver concluso l’ultimo verso, ha affermato: “I bambini dovrebbero fare rumore, non silenzio”.


La versione drag di Laura Pausini, a cura di Vincenzo De Lucia, ci spezza, soprattutto con la battuta “ti vedo scuro in volto” a Carlo e, dopo la pubblicità, ci prepariamo per il momento karaoke vero, quello dove la Pausini canterà insieme a Lauro “16 marzo”.


Nell’attesa ci troviamo a confrontarci nella chat di redazione e notiamo che non ci sono momenti alti ma nemmeno bassi (circa). Notiamo un livello di noia generale che non viene rialzato nemmeno dagli ospiti.

Per l’anno prossimo speriamo che Stefano De Martino (se verrà confermato lui come presentatore) faccia qualcosa in più per movimentare e riprendere il ritmo e l'imprevedibilità che Amadeus aveva giustamente accolto sul palco.


Torniamo al festival, ridipinto come concerto a lume di candele per “16 marzo” cantata da Achille Lauro insieme alla Pausini. Ci sono all’incirca 12 chitarristi su quel palco. Momento toccante.


Dalla galleria Conti si fa intonare “Carlo uno di noi” e lascia il palco a Lillo e Pilar che presentano Levante: l’unica cantante in gara che è anche un participio presente.

Palese problema tecnico di un in-ear della cantante ma, da mega professionista quale è, lo ignora e canta il suo brano facendoci venire i brividi altissimi e, quando si commuove, ci spezza dentro anche a noi.


Momento Bresh, lo troviamo sul Suzuki Stage pronto a cantare “Crueza De Ma” a cui segue un mashup di alcuni dei suoi brani più conosciuti.


Si torna alla gara con Lillo e Carlo che presentano Bambole di Pezza con “Resta con me”, accompagnate dall’orchestra diretta da Enrico Melozzi, la cui cresta arriva ormai alla stratosfera e ci chiediamo se nessuno gli consigli qualcosa di meglio di questo look per lui iconico, per noi cringe.


Vedere lo spot de “La Pennicanza” fa venire il magone. Fiorello ritorna e salvaci da Carlo Conti.


Tornati dalla reclame Carlo introduce “Perdutamente” di Achille Lauro dedicandola alle vittime di Crans-Montana. Inutile dire che non solo abbiamo il magone per l’accaduto ma ci scorre qualche lacrimone perché l’adattamento orchestra-coro-solita lirica è veramente straziante. Sarebbe bello un momento così anche per Gaza, per le guerre in corso, per i naufragi in mare che ancora accadono senza aver più risonanza mediatica.


Carlo taglia corto anche i ringraziamenti a Lauro, snocciola i codici del televoto e cerca di far velocizzare anche la Pausini e Lillo a presentare Chiello. Questo ragazzo deve aver palesemente scambiato il palco dell’Ariston per il Lucca Comics, dato che si è vestito da figlio di Crudelia Demon. Se vogliamo anche un po’ bad boy dei film anni 2000, ma almeno loro le note le prendevano.


Pilar torna sul palco bella e brava: parafrasando Antonio Albanese: ‘cchiù Pilar pe’ tutti !


Entra in scena lo zio d’America J-AX vestito da cowboy. E dobbiamo quasi dire che questa cosa, per qualche strana e fuori tempo, funziona. 

Nel senso, non che sia una delle sue canzoni migliori, ma almeno ci tiene svegli...YEEE-AAAH! Plauso speciale per Maria Adelaide al violino e ai ballerini più fighi dell’emisfero boreale.


Nayt (che ricordiamo di cognome all’anagrafe fa Mezzanotte) ci fa scendere un po’ l’entusiasmo che ci aveva regalato Lo Zio. La schizofrenica regia del festival non lo aiuta: Nayt si becca un cambio di inquadratura ogni mezzo secondo, il che risulta in un effetto mal di mare non indifferente.


E a proposito di mare, colleghiamoci con il momento Karaoke Millennial: Max Pezzali dalla nave da crociera Costa Toscana con lo stesso cappello da cowboy dello zio Ax. Riassumendo: un tizio di Pavia, vestito da cowboy che canta su una nave da crociera che si chiama Toscana, ma si trova in Liguria? Is this real life? 


Quantomeno il pubblico è più attivo, sicuramente di più dei dormienti sotto il Suzuki Stage. Pezzali usato tatticamente in scaletta per tenere sveglio il pubblico.


Fulminacci, vestito come un anziano in fila per prendere la pensione, ci canta nuovamente il suo brano “Stupida Sfortuna”, le ripetizioni nel ritornello la rendono orecchiabile e facile da canticchiare, ma manca comunque qualcosa, dai Fulmi, lo sappiamo che puoi fare più di così. 


Il dinamico duo della musica che non necessitavamo, Fedez e Masini ci cantano “Male Necessario”. Un brano che non ha niente di innovativo per nessuno dei due. Forse la frase peggiore è quella dove il rapper di Rozzano si paragona al buon Gesù o ad uno degli Apostoli.


Dopo svariati deliri e gag di Lillo si passa al momento vintage della serata con la consegna del Premio alla carriera a Fausto Leali: vogliamo la skin care di Leali. Allucinante. Segue mash up “Mi Manchi” e “Io Amo”. A mezzanotte e quattro. Devastante per l’anima campare in questo modo.


Dargen D’Amico con la sua “AI AI” torna sul palco, questa volta abbandonando il parquet e sperimentando un look da jedi che è passato al mercato dei tappeti persiani per farsi il mantello. Questa canzone meno bella delle altre due ma va bene lo stesso.


Finalmente ultima esibizione della serata: Ditonellapiaga sale sul palco vestita come un pasticcino e una coda in pieno mood Ariana Grande. Non se ne esce, è un brano molto forte da podio.


Ornella perdonali per aver messo l’omaggio a te e alla tua persona praticamente alla terza serata di Festival. Meritavi di più nonostante tua nipote Camilla Ardenzi abbia una voce pazzesca. Ci mancherai sempre.



Recap delle esibizioni e noi ci sentiamo morire. Quando finalmente ricompare Carlo sul palco cominciamo a vedere il cuscino in fondo al tunnel. Però ci illude e quindi ecco un’altra gag di Lillo. Siete senza cuore.


La classifica randomica è la seguente e fa più o meno così:


  • Tommaso Paradiso

  • LDA & Aka7eve

  • Fedez & Masini

  • Nayt

  • Ermal Meta


Ce la aspettavamo? Qualcosa. Siamo felici di questa classifica? Non pienamente.

Siamo preoccupati per la classifica finale? Siamo onestamente più preoccupati delle ore di sonno che non riavremo indietro.


Vi aspettiamo questa sera con i prossimi quindici e una tanica di caffè.

Forza che siamo a metà!


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