• Martina Strada

Un film, un reality e un documentario per scoprire meglio la comunità LGBTQ+

Benvenuti al secondo appuntamento della seconda edizione del PrideVision dove non giudichiamo nessuno per il proprio orientamento sessuale ma solo per il rispetto che ha verso chi non ha ancora i suoi stessi privilegi.


Artisti che supportano la comunità LGBTQ+ ce ne sono sempre di più - fortunatamente; e così come ci sono cantanti e musicisti ci sono anche innumerevoli film, serie e documentari che appoggiano la comunità e le sue lotte.

In questo articolo troverete un film, un reality e un documentario per imparare qualcosa di più sul mondo LGBTQ+ e su ciò che lo circonda.


IL FILM

Mine Vaganti” è un film di Ferzan Ozpetek dell’ormai lontano 2010 che, come la stragrande maggioranza delle sue opere, affronta il tema dell’omosessualità. Questo film racconta di una famiglia agiata della Puglia con grandi pregiudizi e due figli gay che però non possono fare coming out per via della mentalità chiusa del paese.

Ozpetek racconta la storia della famiglia Cantone con una leggerezza profondissima e il sarcasmo più tagliente che si possa immaginare perché affronta le difficoltà del nascondere la propria identità a chi si ama e la fatica di chi non è pronto ad accettare una notizia “non nei canoni” di una società che ha paura del giudizio altrui e delle malelingue.

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Portano sullo schermo questo film un Riccardo Scamarcio incredibilmente bravo, Lunetta Savino, Elena Sofia Ricci e Carolina Crescentini…sì, la cagna maledetta di “Boris” che non dice una parola ma che è oltremodo bravissima. È molto italiano.



La colonna sonora è la ciliegina sulla torta, con Nina Zilli, Patty Pravo e “Sorry, I’m a Lady

Guardate questo film senza pregiudizi. Fa ridere ma fa anche riflettere.

Lo trovate su Netflix.


Prendete 5 uomini super competenti nei loro campi, portateli in uno stato americano e mandateli a fare un restyling completo di una persona che si è sempre fatta in otto per gli altri. Ah sì, i cinque in questione sono gay. Shakerate il tutto e avrete “Queer Eye”.

“Queer Eye” va in onda dal 2018 con la formazione attuale che vede schierati Tan France per la moda, Antoni Porowski per la cucina, Jonathan Van Ness per la cura del corpo, Karamo Brown per la cultura e Bobby Berk per il design.

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I Fab Five viaggiano ogni stagione in una città diversa per aiutare qualcuno a ricominciare in maniera migliore la propria vita. Vi annuncio che se avete il cuore di panna e vi commuovete anche solo guardando il cagnolino della nota marca di carta igienica questo no, non è uno show da guardare in metro o in mezzo a molta gente. È però di grande ispirazione per chi si sente un po’ perso o per chi ha bisogno di vedere che almeno qualcuno nel mondo ha una gioia ogni tanto.

Poi si può dire che sono proprio bellini? Se vi interessa il genere ovviamente.


Anche loro li trovate su Netflix.


Fun fact: tra il 2003 e il 2004 c’è stata anche un’edizione italiana trasmessa da La7. Confesso di non averla ancora vista ma se qualcuno l’avesse fatto batta un colpo e ci racconti com’è.


IL DOCUMENTARIO

Sapete quando siete annoiati e cominciate a vagare su Netflix nella speranza di trovare qualcosa da guardare ma vi addormentate nel mentre e addio buone intenzioni? Ecco, facendo questo "giochino" mi sono imbattuta in un documentario semplicissimo ma estremamente dolce e delicato.

Si intitola "All In My Family" e racconta la storia di Hao Wu, un regista cinese e di come la sua famiglia, fortemente radicata nelle convinzioni e nelle credenze del paese asiatico abbia accettato il suo orientamento sessuale e la famiglia che si è creato in America col suo compagno.

Non dura molto, sono 40 minuti intensi dove abbiamo la prova che tutte le famiglie sono chiassose e piene di litigi ma dove c'è l'amore, anche le difficoltà e le diversità si accettano. Con grande fatica spesso e almeno provandoci.


Per oggi è tutto. Torniamo domenica, pronti a stupirvi e colorarvi il fine settimana e ricordate che supportare i diritti della comunità LGBTQ+ è supportare i diritti umani. Ne più, ne meno.

A presto!