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Un tuffo negli anni 2000 col ritorno dei Kaiser Chiefs

Di Sara Carrabba



Durante la finale di Sanremo, lo scorso sabato, c’è stato un concerto ai Magazzini Generali di Milano tutto dedicato ai nostalgici dell’indie rock britannico come me: quello dei Kaiser Chiefs.


La buona notizia è che Sanremo è durato talmente tanto col grande finale del tenore Grigolo Vitolo e l’apparizione dei Gente De Zona - che senza Marc Anthony non sono riusciti a farci sculettare come avremmo voluto - che, nella stessa sera, sono riuscita a perdere la voce su "Ruby" e a vedere ciò che pensavo fossero gli ultimi minuti del festival ma che si sono tramutati nelle ultime tre ore.


Ma torniamo ai Kaiser Chiefs. La band britannica, in italia per solo due date, sta facendo un tour europeo per la promozione del suo ultimo album "Duck".


Inaugurato con un concerto e Elland Road lo scorso 8 giugno per commemorare i 100 anni del Leads United F.C., "Duck" è indubbiamente un ritorno all’indie rock degli anni duemila, non una novità ma una rassicurazione. L'album, è composto da 11 tracce che ci fanno tornare ai vecchi albori del gruppo con un inizio più ritmato che si placa negli ultimi brani.

Il concerto è stato un salto nel tempo che ci ha fatto saltare, cantare e sorseggiare birra e che ha mantenuto alta la tensione per tutta la serata.




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