• Jacopo Greppi

5 canzoni per scappare nella foresta musicale di Kupla - Top of the Shots

Spesso, per chi ci cresce a stretto contatto, è impossibile separarsene, mentre, per chi ci vive lontano, è quasi un desiderio proibito e distante: parliamo della natura e del sogno di viverci immersi.

Oggi, in Top of the Shots, parleremo del delicato rapporto tra l'uomo e la natura, raccontato attraverso a 5 pezzi del compositore Kupla e 4 fotografie.

Per chi, come me, vive in centri urbani, il primo contatto con la natura è probabilmente avvenuto in uno di quei fine settimana di bel tempo in cui si decideva di fare una gita fuori porta. I ricordi di quelle giornate, nella mia testa, sono come quelli di un mondo che esiste come fosse tra parentesi, al di fuori delle quali restano tutti gli aspetti della vita in città. Al fascino ed alla curiosità dei luoghi che andavo a visitare si affiancava il disagio di trovarmi, per la prima volta, in un ecosistema che non fosse costruito esattamente per rispondere alle mie necessità: infatti, mentre la città è un ambiente costruito per adattarsi all'uomo, la natura ci costringe a fare dei compromessi per adattarsi ad essa. È proprio pensando a queste "giornate di fuga" che Kupla compone "Trip to the mountains", un brano estratto dall'album "Taiga Native" del 2017. Nel brano, la note del pianoforte introducono un feel un po' nostalgico, mentre in sottofondo i suoni di un fuoco acceso fanno percepire il calore e la quiete di una baita in montagna.

È proprio nel 2017 che Kupla rilascia il suo primo album "in.the.forest.we.are.wizards" e si guadagna un notevole seguito nella community di ascoltatori e produttori di lo-fi hip hop. L'album presenta in modo chiaro e preciso lo stile del compositore, che al campionamento di melodie di altri brani predilige quello dei suoni di ruscelli, foglie e vento, accompagnate dalle note di pianoforte suonate da Kupla stesso. Il brano "Emerald", come tutti gli altri presenti nell'album, sembra voler raccontare come, una volta immersi nel bosco, siamo in grado di ritrovare antiche percezioni e capacità che la vita in città ci aveva fatto dimenticare, come fossimo, effettivamente, degli stregoni.

Ma cos'è esattamente ad attirarci alla natura? Perché avvertiamo una sensazione così liberatoria quando dichiariamo di voler mollare tutto ed andare a vivere nei boschi?

Forse è proprio perché, a differenza della città, la natura non è costruita su nostra misura. Nel costante inserimento all'interno di sistemi antropocentrici può capitare di sentirsi oppressi da un ambiente che non ci lascia lo spazio di sentirci vivi e vulnerabili. Il timore suscitato da una foresta buia, da un ronzio di un insetto o da una parete a strapiombo ha un potere quasi calmante in confronto all'ansia di una scadenza mancata o di un treno perso. Questa spinta ad abbandonare i luoghi di appartenenza potrebbe essere la stessa dell'esotismo dell'epoca dell'arte romantica, alla ricerca di una meta distante, degna di essere chiamata "Locus amoenus". Con il brano "Alone in the World", dell'album "Owls and Pinecones" del 2018, Kupla sembra riprendere proprio una Rückenfigur romantica, ovvero l'immagine di una persona sola all'interno di un paesaggio immenso e deserto, vista di spalle in contemplazione di ciò che ha davanti, e con la quale l'ascoltatore è spinto ad immedesimarsi.

A questo profondo amore sembra antagonista l'avanzare imperterrito dell'urbanizzazione a sfavore della fantomatica "natura incontaminata", che ci sembra oggi una dimensione rara e di difficile ricerca. Per alcuni, l'idea di uscire dalla città anche per poche ore ha perso ogni attrattiva e può persino essere motivo d'ansia. In questa condizione apparentemente alienata il brano "Never Forget", dall'album "Aubergine" del 2018, ci invita ed aiuta a ricordare le suggestioni di quel mondo che può capitare di lasciarsi alle spalle.

Nonostante il numero di compositori che in quegli anni si avvicinarono al lo-fi hip hop fosse elevatissimo, grazie alla possibilità di auto prodursi con costi irrisori, i brani di Kupla rimangono originali e ben riconoscibili all'interno del vastissimo panorama. Con il passare degli anni, il suo successo cresce e si consolida e, nel 2019, rilascia un EP in collaborazione con il compositore tedesco Philantrope, con il quale aveva già collaborato in alcuni singoli. Il brano "Branches", tratto dall'EP, ha un feel decisamente allegro e vivace, quasi fosse un omaggio al dinamismo della vita del bosco e dei suoi alberi.

Forse, una fuga a tempo indeterminato non è la soluzione adatta a tutti e può risultare un po' drastica, ma, che lo si faccia una passeggiata al parco o un'escursione in montagna, riconnettersi ai nostri istinti naturali, dedicando del tempo all'esplorazione della realtà al di fuori della città, può essere un elemento di fondamentale importanza per riportare all'interno della nostra vita emozioni che avevamo perso, o che non sapevamo di aver dimenticato.