Ella Codesta presenta "Le tue radici" - Intervista

Ella Codesta è tornata a riprendersi i nostri cuori con 3 nuove tracce, registrate ed eseguite live in un bosco, pregne di riflessioni agrodolci, colpe e meriti in una conversazione interiore lunga 11 minuti dedicata a scandagliare fin negli angoli più oscuri delle nostre certezze e insicurezze.



"Le radici sono quelle che troviamo negli altri, sono quello che in fondo abbiamo dentro, sono i ricordi, gli odori, i volti conosciuti, le cose che ci hanno ferito, ciò che ci rende come siamo, buoni, stronzi, pronti alla vita o no."

Sarà il periodo storico in cui siamo immersi fino ai capelli ma questa serie di confessioni accompagnate da un accompagnamento sonoro idilliaco quanto il setting in cui è stato girato, sono un toccasana per la mente. Parlando di radici, cuore e veleni capita spesso di soffermarci a chiederci cosa davvero vogliamo da noi stessi e dagli altri, di cosa resti di una storia chiusa e cosa invece resti da scoprire e conoscere nel mondo e nei suoi abitanti. Accompagnati dalla sua voce sincera e armoniosa in questa suggestiva cornice fiabesca, abbiamo rivolto a lei stessa alcune delle domande balenate nella nostra mente durante la visione del live show.


Credi di averlo trovato un posto per te in questo mondo?

Qualche anno fa, ero ancora studentessa in Accademia, avevo partecipato a un concorso di pittura con i miei compagni di corso, il tema era "L'abitare", ognuno di noi doveva produrre un'opera che rispecchiasse questo concetto, ricordo bene la difficoltà che ho provato nel decidere come rappresentarmi all'interno di questo tema così difficile per me. Cosi ho riflettuto su cosa significasse per me abitare, chi abita cosa? chi è casa di chi? Quello che ho capito, e con cui voglio rispondere a questa domanda, è che per me il mio posto al mondo, la mia casa, l'abitare, sono tutte cose che collego agli affetti, ai volti, alle persone, ai ricordi e alla me in tutte queste cose.



Qual è, se c’è, il “tempo migliore” per farsi male?

Il tempo migliore per farsi male è quello in cui viene a mancare il dialogo tra noi e gli altri, ci si perde di vista, non è una colpa, penso capiti a chiunque prima o poi, di perdersi cosi tanto all'interno degli altri da non trovarsi o sentirsi più. Così come l'esatto opposto, farsi schiacciare da cosi tante cose da perdere di vista l'altro. E' una grandissima confusione, la parte più difficile credo sia proprio rendersi conto di essersi persi e riconoscere il male che fa e che ci (si) fa.



Cosa te ne fai delle opinioni degli altri e in che misura le integri con le tue?

Non so se sono già arrivata al punto di riuscire a integrarle con le mie, sarebbe un bel traguardo! In generale le opinioni degli altri hanno sempre una grande importanza per me, nel bene e nel male, tendo a mettere sempre molto in discussione le cose, credo si ritorni sempre alla questione del dialogo, non saprei... forse è una deformazione mia, baso quasi tutto sull'ascolto e l'educarsi a vicenda. Però sono anche altrettanto ferma su alcune cose, tendo ad avere un carattere forte.



Quali sono i veleni che incontri più spesso ogni giorno? Da quali hai imparato a difenderti e da quali non ancora?

Questa è una domanda molto impegnativa, molto bella ma che fatico a riassumere ... quindi userò il bonus canzone e ti risponderò così: "E mi impegnerò a non volerti male, a non farmi male, il resto è solo contorno di chi parla sempre ma mai davvero, di chi ha pensieri forti ma in cuore ha veleno."



Stare nella natura ti aiuta a sciogliere i nodi della vita o li intreccia ancora più forti?

Penso entrambe le cose, dipende dalle situazioni e dai momenti, non sempre sono capace di staccare la testa, in realtà riesco a farlo pochissime volte, direi che spesso li intreccia più forti, sì.



Recidere i rapporti con le proprie radici può essere una soluzione ad uno smarrimento profondo?

Sicuramente in passato ho sentito il bisogno di recidere per poter ricominciare, adesso però non so se parlerei di recidere, penso sia semplicemente una trasformazione del concetto, un adattamento. Associamo le radici a qualcosa di forte, permettono alle piante di crescere e sopravvivere, stessa cosa nelle persone. Spesso però dimentichiamo che non sono uguali per tutti, anche solo nel significato che gli diamo, per me le radici non sono una questione geografica o di sangue, le associo a ciò che ho vissuto, una grandissima mescolanza di visi ed emozioni.



Credi che si parli più spesso in modo consapevole o strumentale di salute mentale nella musica?

È difficile esprimere un giudizio, voglio credere che quando se ne parla lo si faccia in modo consapevole, ecco, voglio credere questo. E' difficile non cadere nel generalizzare, banalizzare e quindi strumentalizzare certe cose perchè più una cosa è conosciuta più opinioni ci sono di essa, giuste o sbagliate che siano. Possiamo sognare? Nel mondo che vorrei sogno che certe cose non siano nè un tabù nè mode, le persone vanno accolte con tutto il loro bagaglio e valorizzate, non serve vendere le loro storie per darle in pasto.