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Ecco perchè dovresti ascoltare "Crush" di Giuse The Lizia - Il Sabato del Vinile - recensione

Il “Sabato del Vinile” di oggi è dedicato ad un disco d’esordio che, fin dal primo ascolto, mi ha fulminato facendomi fatto provare sensazioni che non provavo da tempo ascoltando un album di debutto. Sto parlando di "Crush", primo disco in studio del cantautore Giuse The Lizia, pubblicato lo scorso 14 aprile dall’etichetta indipendente Maciste Dischi.


Dopo essersi fatto notare con alcuni pezzi su Soundcloud, Giuse The Lizia, nome d’arte di Giuseppe Puleo, ha esordito nell’aprile del 2021 per Maciste Dischi con "Vietnam", singolo prodotto da Mr Monkey, a cui seguì, qualche mese più tardi, il suo primo Ep, "Come minimo", uscito a novembre e accolto positivamente dal pubblico e dalla critica. Nel 2022, anticipato da diversi singoli e alcune collaborazioni di livello con Laila Al Habash e Memento, è uscito a maggio il suo secondo Ep, "LALALACRIME", accolto ancora una volta in ottima maniera dal pubblico e dalla critica. Sul finire dell’anno, infine, Giuse ha partecipato anche alle selezioni di Sanremo Giovani 2022 con "Sincera", brano presente in "Crush", riuscendo ad accedere alla finalissima ma purtroppo non al palco dell’Ariston 2023.



"Crush" è un disco composto da 12 canzoni in cui si vede e viene riconfermato tutto il talento di Giuse, un artista a cui piace sperimentare, capace di passare da brani più cantautoriali ed introspettivi a pezzi in cui emergono vibes rap ed urban. I temi trattati nel disco sono vari, troviamo brani che parlano d'amore e di relazioni, di quelli che ci si aspettano di più da un artista giovane classe 2001, ma anche temi legati alla critica di una gioventù pressata dal disagio sociale, che si sente non ascoltata e capita dalla politica e alla ricerca di un equilibrio per sopravvivere e non ripetere gli stessi errori che le generazioni precedenti hanno commesso.


Lato A


Il disco si apre con "Amarla", la prima delle due bonus track aggiunte al disco il 14 maggio. Questo pezzo è musicalmente caratterizzato da un sound essenziale intervallato, ogni tanto, da una chitarrina malinconica. Il testo, che mostra tutto il talento e la profondità della scrittura di Giuse, sembra descrivere l'atmosfera dopo una pesante litigata con la persona con cui si sta insieme che sfocia nella rottura. Un momento in cui si ha pianto e si è incazzati e delusi con l'ex partner ma, ripensando sia a quello che è appena successo, sia a tutti i momenti vissuti durante la relazione, via via si capisce che quella storia era tossica, non basata su un sentimento, ma sul bisogno, ossia più che sull'amore, sulla paura di stare soli.


"Cerchiamo un po' di pace in mezzo a una rivoluzione E passeremo il tempo ad inseguire storie vuote" (da "Amarla")

La facciata prosegue con "Into street", brano che presenta una musica molto coinvolgente e più che cantato, è mezzo parlato, rappato. Come suggerisce la base e anche alcune parti del testo, la canzone racconta una cotta rapida, ricambiata da entrambi. Questa infatuazione, che si scorge nelle strofe del pezzo, potrebbe essere la classica storia estiva, veloce e distruttiva come una tempesta, ma spesso effimera come un "teniamoci in contatto" detto prima di salutarsi.


"Tienitele strette Tutte le carezze e le parole d'amore Anche se sembreranno così vuote" (da "Into street")

La terza traccia è "Lato A Lato B", il capolavoro del disco. Se Frah Quintale invitava la ragazza su per bere del vino con uno scopo abbastanza scontato, qua Giuse invita la sua ex ad ascoltare un vinile. A differenza dello spensierato, per certi versi cinico, pezzo dell'artista bresciano, in questo caso il cantautore classe 2001 invita la ragazza di cui è ancora innamorato ad ascoltare un disco a casa, come facevano quando erano ancora insieme. Il Lato A e Lato B, oltre ad altri sensi, potrebbe simboleggiare anche la voglia di Giuse, nonostante lei sia la causa dei suoi giorni blu, di riprovarci, di avere una seconda possibilità, di riprendere ciò che avevano interrotto, ossia ascoltare anche l'altro lato del Vinile della loro storia.


"Ma nonostante quello che mi dicono Io proprio non capisco perché mai dovrei passarci su Del resto a me piaci tu La causa dei giorni blu" (da "Lato A Lato B")

Segue "Ricomincio da Tre", brano scritto, come il precedente, dal cantautore palermitano trapiantato a Bologna insieme al compagno di etichetta Fulminacci, il quale, in questo caso, partecipa anche cantando. Questa canzone descrive i dubbi che possono sorgere durante una lunga relazione, quelle perplessità che possono svilupparsi anche dopo anni in cui si sta insieme e non si capisce più se quello che unisce le due persone sia amore o abitudine. I due cantautori, per affrontare questo momento critico che ogni relazione attraversa, sembrano suggerirci di guardare dentro, alla vita di coppia, di ricordare come tutto è iniziato, perché si è arrivati a quel momento e di parlare, confrontarsi. Infatti, se scavando nei propri ricordi, si trovano dei fattori comuni a cui aggrapparsi, ed entrambi i protagonisti hanno la voglia di far sì che la storia non finisca, hanno l'obbligo morale di giocarsela, ossia di provare a resettare alcuni aspetti e di ricominciare da quelli buoni, come diceva Massimo Troisi nel nell’omonimo celebre film << Chello ch’è stato è stato… Basta, ricomincio da tre. / Da zero? / Eh / Da zero: ricomincio da zero. / Nossignore, ricomincio da tre… cioè… Tre cose me so’ riuscite dint’a vita, pecché aggi’a perdere pure chelle? Aggi’a ricomincià da zero? Da tre! >>


"Ormai ho solo vuoti da riempire, tipo Dimmi cosa devo fare, che così mi fai morire E volevamo sposarci col rito civile E invece stiamo andando a farci benedire" (da "Ricomincio da tre")

Il quinto brano del lato A è "Erba", l’altra bonus track aggiunta agli inizi di maggio, musicalmente trascinante ed orecchiabile. Il testo parla di una cotta, ma in questo caso di una relazione non relazione, ossia quelle storie non ben definite in cui sembra ci sia un'attrazione ma, allo stesso tempo, si sta come sulle montagne russe. Per superare questi alti e bassi continui, che fanno sentire la persona più presa una pezza tutto il tempo, Giuse chiede consigli al tipo che gli vende l'erba, sperando però che stavolta non gli venda merda, ossia non gli dia consigli inutili o, peggio ancora, della merce di basso livello.



La prima facciata si chiude con "Edwige Fenech", brano perfetto per scatenarsi ed urlare a squarciagola. Quando lo ascolti sembri di star vivendo dal vivo quello che Giuse racconta. Una serata tra vino rosso, erba e discoteca che, però, tutto ad un tratto viene svoltata da un incontro, una visione, una ragazza, così bella che sembra Edwige Fenech, la quale sta al gioco, ricambia lo sguardo. Canzone in cui l'ascoltatore facilmente si può immedesimare, sia per il testo fatto di immagini chiarissime, quasi fossero polaroid, sia perché a tutti è capitato, almeno una volta nella vita, di vivere un gioco di sguardi al bar, in discoteca o in qualsiasi altro posto. Inoltre, questo pezzo presenta la risposta con cui risponderò alla fatidica domanda: che musica vuoi che metta su? Ossia, "metti una canzone che stia in mezzo tra Vivaldi e i Clash".


"E come si muove, come mi guarda E chiudila piena, e mettine tanta E fine serata sopra le panche Odore di weeda e luci di guardie, sai" (da "Edwige Fenech")

Lato B


Il lato si apre con "One more time", traccia strappa lacrime con un inizio delicato, sostenuto solo dalla tastiera, che via via cresce fino ad arrivare all'esplosione del ritornello, forte come un urlo liberatorio dopo una litigata. Questa canzone è un malinconico ma speranzoso appello al "cielo torna azzurro dopo questa tempesta", ossia al fatto che anche se ci si sente smarriti, persi, incapaci di non rovinare i rapporti sociali e capaci solo di fare le scelte sbagliate, come accumulare rimpianti per cose non fatte o non dette, non bisogna buttare la spugna. Arrendersi a questa tristezza, infatti, sarebbe la scelta più semplice ed inutile; invece, Giuse sembra volerci dire che bisogna cercare di capire e convivere con questi momenti e pensieri no, anche prendendosi dei momenti per stare con noi stessi, per riordinare quella testa pesante che ci fa guardare solo in basso invece che "guardare in alto per scappare altrove".


"Ho come l'impressione che stia tornando il sole Rivedo i colori della mia città Ho rotto delle cose a cui tenevo davvero Bottiglie di vetro e pezzi di vita" (da "One more time")

Segue "Riprova domani". Giuse è un fan de I Cani, il suo sogno sarebbe collaborare con Contessa, e, dal punto di vista musicale, questa canzone prodotta da Drast degli Psicologi si muove proprio sulle vibes synth-punk, synth-pop de I Cani, soprattutto il ritornello. Questo pezzo è un inno generazionale rivolto alla Generazione Z che si sente annegare nel disagio sociale, si sente schiacciata dal peso dell'attuale società italiana. Infatti, al giorno d’oggi sembra che conti solo il lavoro, quanto produci, l’inseguire i propri sogni è diventata un'utopia. Tra le tante situazioni tossiche, dei nostri giorni, spicca anche il mito dell'eccellenza derivante dal narcisismo di una società dove se sei normale sei visto come un fallimento in diversi settori, soprattutto nell'ambito universitario in cui molti vivono in costante ansia per gli esami, solo per il fatto che se si viene bocciati o se si finisce fuori corso si è etichettati come falliti. Un inno generazionale targato Giuse, dunque, contro questa società tossica, rovinata dal capitalismo e da ideali, politici e no, da cancellare, in cui i prezzi della vita stanno lievitando e come unico Dio, tolto quello della propaganda, c'è solo il denaro. Tutti questi ideali, soprattutto quello riguardante il lavoro e la propria immagine di sé, fanno sprofondare i giovani in un disagio esistenziale, poiché la nostra generazione, a differenza di quella dei nostri padri, non viene considerata sia dal mondo politico, che dal mondo lavorativo, si sente dire spesso un ti faremo sapere ai colloqui di lavoro o si vede arrivare proposte lavorative ridicole, stipendi da fame che non permettono di vedere speranza di indipendenza nel proprio futuro.


"La mia prima amica sognava Berlino, una vita diversa Adesso alle sette comincia in ufficio e pausa sigaretta" (da "Riprova domani")

Il terzo brano del lato B è "Gocce sugli occhi", pezzo dalle vibes retro tipiche della musica italiana a cavallo tra la fine dei '70 e i primi '80. Giuse, insieme alla straordinaria partecipazione di Altea, le cui voci si fondono alla perfezione, ci canta anche qui di una storia d'amore dove però, stavolta, è il protagonista che, dopo aver lasciato andare la persona amata, è preso dai rimorsi e vorrebbe tornare indietro, cambiare strada e riprendere quella relazione che gli sembrava essere inutile, stretta, ma in realtà lo faceva sentire speciale. Nonostante questa volontà, il tempo è ormai passato, i due ex innamorati hanno assunto ormai un'altra maschera, nata dalle gocce sugli occhi, ossia le lacrime, che quella storia finita troppo presto ha fatto versare e quindi, all'innamorato rammaricato non rimane altro che attaccarsi all'immagine sbiadita della sua ex, a quelle parole dette quando stavano insieme che fanno da faro a quelle notti insonni e tristi che si vivono quando si è consapevoli di aver fatto una cazzata.


"Perché dicono che di me Dici solo belle cose Però ignori le chiamate Vorrei dirti mi dispiace" (da "Gocce sugli occhi")

La facciata prosegue con "Sincera", pezzo presentato da Giuse The Lizia a Sanremo Giovani 2022 ma, ahinoi, scartato malamente in finale. Come altri brani del disco, anche "Sincera" racconta una storia d'amore, tema molto toccato dal cantautore ma sempre con sfaccettature diverse. Infatti, in questo caso Giuse racconta di quegli amori improvvisi, non i classici colpi di fulmine, ma quelli che nascono pian piano, incontro dopo incontro, messaggio dopo messaggio. Relazioni che bisogna coltivare, cogliere al volo, in maniera sincera, godendosi il turbinio di emozioni che causano, senza pensare a come si evolveranno o a come potrebbero finire.



La penultima traccia del lato B è "Cara vita", pezzo che, musicalmente, strizza l'occhio al rap old school e ci mostra sia il lato rap, dove spicca un ottimo flow, sia quello cantautoriale di Giuse. Anch'esso sembra un inno diretto alla Gen Z, zero futuro; infatti, nella varie strofe e nel ritornello, il cantautore tocca alcuni temi legati alla sua generazione, ossia gli amori tormentati, le notti passate a fare baldoria bevendo o insonni e tormentati da mille problemi, mille paranoie e la difficoltà di trovare un equilibrio nella propria vita tra lo spazio del proprio ego e la fiducia verso le altre persone.



Questo album si chiude con "Eravamo ragazzini", struggente canzone dalle atmosfere nostalgiche dove Giuse si immerge nei suoi ricordi per recuperare quella spensieratezza che, una volta cresciuti, pian piano inizia a scomparire. Infatti, a chi non è mai capitato, durante momenti difficili o anche al bar con gli amici, di rifugiarsi nei ricordi della propria adolescenza, periodo dove gli unici problemi sembravano essere le interrogazioni a sorpresa, le verifiche di matematica o italiano, il non riuscire a vedere la ragazza di cui si era innamorati. Il cantautore, attraverso le strofe del pezzo, fa riaffiorare tutte quelle situazioni in cui ci si faceva guidare solo dall'irrazionale spensieratezza, una sensazione che ci portava a compire delle meravigliose scelte scellerate ma indelebili nella nostra mente, come portare un mazzo di rose, sotto un diluvio universale, alla ragazza che ti piaceva solo perché sapevi che era triste, rubare al bar una goleador per dopo farsi seppellire dai rimorsi, passare le notti a fare serate, ascoltare musica, bere le prime birrette e farsi le prime canne o solo a parlare senza pensare a niente, al cosa il domani si doveva fare o aveva in serbo per noi.



Nonostante "Crush" sia uscita in formato digitale il 14 aprile del 2023, la versione in vinile è stata pubblicato il 14 maggio dello stesso anno, poiché al suo interno doveva contenere anche le due bonus track, "Amarla" e "Erba". Del vinile ne sono uscite due edizioni, differenziabili solo dal codice a barre: una in vendita sui vari canali di e-commerce e nei negozi di dischi, ed un’altra venduta esclusivamente sul sito dell’Universal, ed ora esaurita, che si caratterizzava per il barcode differente e per la presenza dell'autografo del cantautore.



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