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Cronache di Sanremo - quarta serata

Bentornati al commento onesto di Sanremo! Pronti per rivivere insieme la quarta serata.

Apriamo come sempre con un'apparizione fiorelliana che scende la Scala con una (brutta) parrucca sulle note di George Michael. Diciamo che non dobbiamo esprimerci oltre.

Dopo l’introduzione della direttrice d’orchestra Beatrice Venezi, si esibiscono a tempo di record le nuove proposte: per le 21.20 Davide Shorty, Folcast, Gaudiano e Wrongonyou hanno già tutti cantato. Incredibile. Quest’anno Sanremo giovani 2021 lo vince Gaudiano, con la sua “Polvere da sparo”; subito dopo l’annuncio, il ragazzo giustamente si commuove. Resta un po' di amaro in bocca per quel secondo posto a "Regina" di Davide Shorty, ma bravo Gaudiano.


Dopo aver mostrato la classifica provvisoria, facendoci scandalizzare una volta di più, Annalisa apre le danze dei big: sarà il secondo ascolto, sarà che sono ancora sul pezzo e il sonno non ha ancora avuto la meglio ma mi pare migliore della prima sera. Comunque sia, la canzone risulta sempre un po' soporifera.


Dopo di lei arriva l’irreprensibile Aiello, con quello che sembra un altro accappatoio rubato dal guardaroba di Achille Lauro. A differenza della prima sera, oggi capiamo cosa canta (oltre alla mirabolante e poeticissima frase “sesso e ibuprofene”), ma non smette di urlare come se la signora avesse scordato i limoni. In più sono ancora offesa per come ha rovinato “Gianna” ieri sera.

A risollevare le sorti della serata arrivano poi i Maneskin, che si mangiano il palco come la prima sera; hanno mai fatto qualcosa di diverso dallo spaccare? Comincio a credere di no perché in questo festival, ogni volta che sono saliti sul palco hanno devastato tutti, anche i nostri cuori. Facciamoli vincere, portiamoli all’Eurovision e chiudiamola qui. Inoltre Damiano, impegnato nel rompere gli stereotipi di genere, va imperioso a prendere il mazzo di fiori (che sarebbe stato per Vittoria) “Questo lo prendo io”.


Ennesimo siparietto di Amadeus e Fiorello, e a questo punto siamo già stufi (capiteci, è la quarta serata). Viene introdotta la co-conduttrice della serata, Barbara Palombelli, che annuncia l’esibizione di Noemi che, dopo la misera scena di ieri, torna sul palco e va meglio del suo duetto con Neffa. “Glicine” di per sé non è male ma sono al secondo ascolto e già un po’ mi annoia. E dire che a me piace anche ma la canzone mi lascia così.


Sono le 22.06 e Fiorello parla di leoni col riporto. Va bene tutto ma dopo essersi fatto la barba in prima serata anche questo non ce lo meritavamo. Il problema è che poi continua: sentivamo il bisogno di una lezione sull’apparato riproduttore del gorilla? No. La battuta sul pitone? No. Avessimo voluto vedere un programma sugli animali ci saremmo affidati alla famiglia Angela che sono a mani basse più competenti. Dateci la gara!


È poi il turno di Orietta Berti, che come tutte le sere sovrasta vocalmente gran parte dei concorrenti in gara. Continuiamo a chiederci se era proprio necessario farsi inseguire dalla polizia per ritirare vestiti del genere. Il mio primo pensiero è Edna Mode de "Gli Incredibili" che urla “NIENTE MANTELLO!”. Mandiamo anche lei all’Eurovision.


La scaletta dice che ora ci dovrebbero essere Colapesce e Dimartino, ma arriva Zlatan Ibrahimović (sì, ANCHE stasera); il jingle che accompagna la sua entrata in scena però mi fa sempre ridere. I due cantautori siciliani infine arrivano e la loro “Musica leggerissima” è proprio bella, niente da dire, e la cantiamo e balliamo già tutti (anche se la pattinatrice che arriva alla fine dell'esibizione continua ad urtarmi, mi disp).


Non c’è nulla da fare, Max Gazzè non sa cosa sia la sobrietà ed è per questo che lo si ama così tanto. Questa sera si spoglia della Trifluoperazina band e veste i panni di Salvador Dalì, a cui tra l'altro somiglia molto fisionomicamente.


Incredibilmente si va avanti spediti con Willie Peyote, che sembra più rilassato rispetto alla prima esibizione, nonostante sia sempre un po’ statico mentre rappa; la canzone comunque è forte e potente, e viene ben valutata anche dalle varie giurie. Davvero un bel brano quello di Willie, che rimane se stesso e porta la sua musica sempre più in alto con forza ed energia.


Sempre più sorpresa, apprendo che è subito ora di un’altra cantante, Malika Ayane (in realtà sono già le 22.45, quindi si vede a che ritmi eravamo abituati le prime due sere). Malika continua il suo involontario omaggio a Lady Gaga ma sul palco stasera la sento piattina. Escici la voce Malika, senza paura! Fai volare i parrucchini a…beh all’orchestra.


A sorpresa arriva subito Achille Lauro, che stasera rappresenta il punk rock: “Dio benedica chi se ne frega”. Dopo aver sceso le scale avvolto in un enorme vestito di tulle bianco da sposa, bacia Boss Doms e inizia a cantare “Me ne frego”: siamo rispediti all’anno scorso in un secondo. Fiorello, che accompagna questo quarto quadro di Lauro, canta insieme a lui "Rolls Royce", ha addosso dei vestiti veramente improbabili: ma del resto, chi va con lo zoppo impara a zoppicare. Lauro continua a rotolarsi sul palco e poi niente, è amore. Per lui, per Boss Doms, per la band tutta. Questa sera ci hanno proprio fatto volare.


Ineccepibile performance de La Rappresentante Di Lista: pazzeschi sotto ogni punto di vita, anche oggi sono vestiti color evidenziatore e anche stasera sono in formissima, forse anche carburati dall’uscita del loro nuovo disco. Unico momento basso: Amadeus che porta i fiori a Veronica e alle componenti della band ma non a Dario; lei, con una naturalezza disarmante alza le spalle in segno di rassegnazione. Quanto siete puri, ragazzi miei.



Madame scende la scalinata vestita con capezzoli disegnati sul vestito e con uno sguardo fiero e sicuro canta la sua canzone come se fosse l’ultima volta della sua vita. Dopo i quadri di Achille Lauro mi immagino i cinquantenni boomers medi che spengono la televisione indignati e mi viene un po' da ridere. Ho trovato l’esibizione un po’ meno carismatica rispetto alla prima, forse a causa del suo vestito lunghissimo che non le permette grande libertà di movimento. Poi, continua a non scandire le parole: peccato, la canzone avrebbe anche del potenziale.


Di nero vestita, Arisa canta ma non si sente. La colpa deve essere del reparto fonici che tiene i volumi molto bassi e così mi perdo le parole. Avete urlato al sabotaggio?


Fiorello e Amadeus scendono le scale con due parrucche discutibili: in teoria dovrebbero impersonare Jo Squillo e Sabrina Salerno che cantano “Siamo donne”. A voi i commenti.


Dopo l’ennesimo siparietto, arrivano i Coma_Cose. La domanda però che aleggia ormai da giorni è solo una: DOV’È VESSICCHIO? Comunque, i due ragazzi fanno molto meglio dell’altra sera. Fausto e Francesca passano tutto il tempo a guardarsi negli occhi e cantano così presi nel loro mondo che ciao, è già gelato e depressione perché dove lo trovo un amore così io non lo so. L’ultimo posto di ieri era proprio immeritato.


Ospitone del giorno: Mahmood. Gli vogliamo bene ma sono tre anni che canta “Soldi” sul palco dell’Ariston. Oltre a quella però si è esibito con un medley dei suoi pezzi più famosi: è stato tutto molto bello.


L’esibizione di Fasma inizia con il rapper che prova il microfono ancora traumatizzato dall’inconveniente di ieri sera. Sembra un cucciolo impaurito ma con l’aiuto dell’autotune ce la fa e va anche meglio di quanto mi aspettassi. Bravo Fasma, gran rivelazione del festival.


La stessa Palombelli è poi protagonista poi di un discorso a tema emancipazione e diritti delle donne che tra alti e bassi prova a incoraggiare ogni ascoltatrice a darsi da fare, rimboccarsi le maniche e studiare tanto, inquadrando questi tre elementi come gli unici alla base del successo personale. Non va proprio così, al mondo d'oggi purtroppo: come diceva ieri Elodie, nascere qui piuttosto che lì ha tristemente un ruolo ancora più determinante nel successo personale rispetto all'impegno profuso da ciascuno. Aggravano la posizione alcune premesse poco coerenti e consistenti col tenore del discorso: iniziare sancendo il ruolo determinante delle donne nel "tenere il paese, le scuole aperte con i tablet, le famiglie tranquille, accudiscono tantissime persone che hanno la positività" non fa che alimentare vecchi stereotipi di donne viste come sole custodi e assistenti, più che di vere protagoniste della modernità. Fa storcere il naso anche la pretesa di definire le donne italiane di oggi come coloro che oggi nascono già cullate di tutti gli agi mentre al suo tempo quegli agi dovevano conquistarli con veemenza: le statistiche odierne raccontano una storia diversa di disparità e sfruttamento, per cui non saremmo certo al punto in cui siamo senza l'impegno e le battaglie di tante donne (e uomini) dagli anni '70, ma di certo la strada da fare è ancora lunga. Insomma, capiamo il suo invito a studiare e lavorare per conquistarsi la meritata indipendenza, ma certe parole subito prima e subito dopo fanno cadere quel castello di carte che voleva essere il succo del discorso.



I regaz de Lo Stato Sociale iniziano la loro performance vestiti come ci si vestiva a Seattle nel '94; i regaz si divertono come sempre. Questa sera Lodo è sul palco tutto il tempo, Carota levita e Bebo si trasforma nel Dalai Lama. Sto capendo molto poco di tutta la situazione ma venderei reni altrui per poter essere lì a divertirmi con loro "male e senza capire niente".


I braccialetti di Fedez devono aver fatto effetto perché risulta più calmo rispetto alla prima sera ma il suo apporto alla canzone continua ad essere minimo. Fortuna che c’è Francesca Michielin che trascina per entrambi.


Non sentivo Alessandra Amoroso dai primi anni di liceo e un’onda di ricordi che speravo di aver rimosso mi sommergono. Canta insieme ad Emma Marrone il loro ultimo singolo "Pezzo di Cuore" ma non ci colpisce più di tanto, sarà che non siamo molto fan delle due.


La registrazione della prova generale di Irama è irritantemente orecchiabile ma non mi gasa come al primo ascolto, sicuramente penalizzato dal non avere un effetto novità nelle sue esibizioni.


È il turno degli Extraliscio e Davide Toffolo: sento il bisogno di chiamare i miei nonni per ballare con loro alla festa di paese in montagna come quando ero piccola. Porterei anche gli Extraliscio all’Eurovision perché voglio vedere come San Marino e la Spagna riescono ad emularli. E siamo già a tre che porteremmo all'Eurovision.


Altro giro, altro ospite: Enzo Avitabile in combo con Fiorello e Amadeus corredati di turbanti alle due meno poco non ce li meritavamo. Deleteri per la nostra salute mentale e il nostro equilibrio già precario a quest'ora della notte.


Segue però Ghemon che non ho mai amato così tanto come ora per avermi ristabilizzato la vista. Finalmente sbottonato – in tutti i sensi – l’artista si diverte e speriamo che questo gli faccia guadagnare posizioni, in caso contrario bisogna che s’inventi altro.


All’annuncio di Francesco Renga mi sento morire: urla “sempre” senza imbroccare una nota che sia una, ma il karma lo colpisce a inizio canzone perché il microfono è spento e perdiamo le prime parole del brano. Ne risente anche il suo assolo di sorriso Mentadent.


Niente, il karma ci colpisce più forte e così Amadeus – dopo un intervento di Alessandra Amoroso e Matilde Gioli a sostegno dei lavoratori dello spettacolo con ventiquattro ore di ritardo rispetto a Lo Stato Sociale che ha fatto la stessa cosa – permette al cantante bresciano di ripetere il brano dall’inizio. Come se una volta non fosse una punizione divina già abbastanza grande.


Riguardo il predetto intervento del duo Amoroso & Gioli, seppur come detto in colpevole ritardo rispetto alla performance di ieri de Lo Stato Sociale, fa finalmente altra luce sulle difficoltà di essere artisti e vivere di arte oggi. Dicono bene "il lavoro deve essere un diritto di tutti, non un colpo di fortuna", come lo stipendio stellare e sproporzionato dei conduttori.

"E adesso che tutto è sospeso, che il mondo si è fermato, che le platee sono vuote, le loro vite ancor più delle nostre, sono sospese in attesa di una ripartenza difficile da immaginare o di un aiuto che non è mai arrivato. [...] Questi professionisti però non possono più aspettare e tanti di loro si sono dovuti reinventare in un nuovo lavoro o nel peggiore dei casi sono rimasti senza nulla nella “disperata speranza” di recuperare la loro dignità" (Alessandra Amoroso e Matilde De Angelis)

Un contributo in ogni caso necessario, incisivo e che finchè la situazione non cambierà non ci stancheremo mai di ascoltare.


Dagli archivi Rai mi ricordano però che nel 2008, quando ai Finley non attaccarono gli strumenti non gli fu permesso di ripetere il brano. Chiediamo quindi di ripetere la canzone a distanza di tredici anni e consegnare a loro la vittoria meritata e rubata da Giò Di Tonno e Lola Ponce. Fine della polemichetta.


Non capisco come sia possibile che Gio Evan abbia un pubblico così vasto. La sua canzone mi pare un insieme di frasi fatte e insipide. Devo dirvi anche stasera che quei bermuda non si possono vedere?

Ermal Meta si presenta sul palco con la versione brutta della giacca dei My Chemical Romance e le scarpe di Dorothy de “Il Mago di Oz” ma senza tacco. Presto attenzione alla canzone e non posso che chiedermi: ma se questa canzone è uguale a tutte le altre che ha già fatto e portato a Sanremo, si può parlare di autoplagio?


Completa la tripletta Bugo di cui vi annuncio aver trovato un pregio nella sua canzone: le trombe durante il ritornello. Sì, quando non canta. Anche se devo ammettere che riascoltata registrata su Spotify migliora decisamente.


Una luce di speranza entra sul palco. Quella luce si chiama Fulminacci – vestito di tutte le zone regionali – ed è il ventiquattresimo. Bravo, la canzone più la si ascolta più convince. Già ci sogniamo con chitarra e falò in spiaggia a cantarla. Se vuoi unirti, Filippo sai dove trovarci.


Penultima canzone: “Cuore Amaro” di Gaia è una bella canzone ma nelle nostre menti deve competere con Elettra Lamborghini e la sua “Musica (E Il Resto Scompare)”. Mi aspetto il twerk da un momento all’altro e non me la godo a dovere.


Ultimo artista in gara Random e vorrei riassumere il mio pensiero con una poesia: "Se le note sono un mare, Random va in montagna".


E alle due meno cinque Amadeus e Fiorello annunciano la classifica della sala stampa, che ci fa tornare un minimo a credere nell'umanità:

1. Colapesce e Dimartino

2. Maneskin

3. Willie peyote

4. La Rappresentante di Lista

5. Ermal Meta

6. Noemi

7. Arisa

8. Irama

9. Malika Ayane

10. Madame

11. Francesca Michelin e Fedez

12. Orietta Berti

13. Coma_Cose

14. Max Gazzè

15. Lo Stato Sociale

16. Fulminacci

17. Annalisa

18. Extraliscio e Davide Toffolo

19. Ghemon

20. Gaia

21. Fasma

22. Francesco Renga

23. Bugo

24. Gio Evan

25. Aiello

26. Random


La top ten aggiornata è quindi la seguente:

1. Ermal Meta

2. Willie Peyote

3. Arisa

4. Annalisa

5. Maneskin

6. Irama

7. La rappresentante di lista

8. Colapesce Dimartino

9. Malika Ayane

10. Noemi


E così anche oggi abbiamo fatto le due, ma non temete! Domani, o meglio, oggi c’è la finale e dopo quella potremo passare la giornata a recuperare le ore di sonno!


Commento a cura di Giulia Gallo e Martina Strada.