Cronache di Sanremo 2022: il resoconto della terza serata - Classifica

Cronaca a cura di Martina Strada e Ludovica Petrilli


Serata numero tre per il Festivàl di Sanremo: siamo a metà della settimana santa della musica italiana ma ieri sera ci siamo sentiti gladiatori indomabili con tutti i 25 i cantanti in gara che si sono esibiti.


Apre le danze Giusy Ferreri con il suo megafono e “Miele”: al secondo ascolto questo brano inizia ad entrarci in testa e apprezziamo anche il megafono che inizialmente ci era sembrato solo una base per meme.


Seguono Highsnob e Hu che nella prima performance sul palco ci hanno piacevolmente stupiti e quindi ora abbiamo le aspettative molto alte. Più ascolto la prima parte di questo brano e più Highsnob mi ricorda un Vasco Brondi 3.0. Coppia affiatatissima e sicuramente uno dei brani con un testo più potente in gara. Anche stasera si sono fatti travolgere dall’ondata del Fantasanremo e si inchinano salutando la zia Mara regalando a chi li ha in squadra 20 punti.


Segue Fabrizio Moro e la sua canzone ancora non ci convince a pieno essendo praticamente uguale a tutte le sue canzoni del vecchio repertorio. Non riesce ad entusiasmarci, scusaci Fabrì e scusateci fan di Fabrizio (se ancora ci leggete, ndr).


Siamo già alla quarta canzone e non siamo abituate a questa velocità. Oggi AKA 7EVEN vestito come una bomboniera da battesimo fa correre Amadeus a prendere l’asta. Canzone carina, la voce c’è e il miglioramento vocale dai tempi di amici si sente tantissimo. Il pubblico inizia a ballare per poi ricevere un caloroso applauso. Oggi con il televoto potrebbe salire di parecchie posizioni, chi rimarrà sveglio, vedrà.


L’entrata di Drusilla Foer, co-conduttrice della serata, è epicità dal momento zero e lancia ombre sui tatuaggi in posizioni che andrebbero coperte (ciao Belen!) e chiede pietà al direttore di Rai1 per poter cambiare il direttore artistico. Dicci dove firmare Drusilla che siamo con te.


Presentato da Drusilla e Amadeus, è il turno di Massimo Ranieri. Non c’è niente da fare Massimo Ranieri ha una padronanza del palco scenico da far invidia a tutti i concorrenti in gara, complice la decennale carriera. Sicuramente è una delle miglior voci di questo festival, ma la canzone ancora non riesce a convincerci. Va bene il vintage, però il testo ci sembra essere dedicato agli italiani espatriati in America negli anni '40.


Entra Dargen D’amico e si lamenta scherzosamente con Ama per farlo cantare sempre dopo grandi esibizioni o pubblicità, ma lo perdona e gli regala un mazzo di fiori. L’orchestra è pronta a suonare "Dove si balla" indossando degli occhiali da sole, che mood pazzesco. A noi questo tunz tunz tunz ci fa impazzire. Oggi il pubblico di Sanremo è insolitamente attivo e non riesce a star fermo. Dargen va in mezzo alla platea e vorrei fare i complimenti alla signora dai capelli rossi per come tiene il tempo meglio di noi che abbiamo meno della metà dei suoi anni.

Momento di commozione perchè è quasi un’ora che i cantanti di Sanremo effettivamente cantano.


Il pubblico dell’Ariston illumina con le torce del telefono l’esibizione di Irama che dimostra di avere una padronanza della voce ottima, migliore di quella di ieri sera. Bravo Fil, bravo davvero, se solo la tua stylist ti volesse un briciolo di bene sarebbe tutto molto meglio.


Nella vita abbiamo solo una certezza: la musica di Cesare Cremonini. Non importa che vi piaccia o no, Cesare è poesia in musica. Sale sul palco per festeggiare i suoi vent'anni di carriera e il festival diventa un one man show. Presenza scenica, coinvolgimento a pieno, personalità artistica da brividi e in pochi secondi ha l'attenzione di milioni di italiani incollati davanti alla televisione. Ci propone un medley dei suoi pezzi più famosi e fa emozionare il teatro e cantare senza ritegno e vergogna ogni persona sul suo divano. Sembra di essere sottopalco ad un suo concerto, soprattutto con "50 Special" in chiusura. Ovviamente non gareggia perchè sbaraglierebbe tutti gli altri quindi ringraziatelo.


Seguono - e ne apprezziamo il coraggio - Ditonellapiaga e Rettore con la loro “Chimica” che già dal primo ascolto ci aveva prese, pensate ora come stiamo messe. Ma cosa succede al microfono di Donatella? Non lo sapremo mai. Comunque la Rettore sta seguendo il regolamento del fantasanremo in maniera ottima e soprattutto si diverte da matti, che belle.


Torna Drusilla che alla scoperta dei 25 cantanti in gara finge un abbiocco (ti capiamo, molto) e presenta Michele Bravi, commuovendosi alla dolcissima frase del cantante nel salutarla “Sono felicissimo che tu sia qui, la tua presenza racconta la meritocrazia”.

Anche se sembra vestito da power ranger, la sua esibizione è impeccabile e al secondo ascolto la canzone acquisisce sempre più spessore.


Decimo cantante in gara Rkomi che scende le scale dell’Ariston con i guanti che usa mia mamma per lavare i piatti o con quelli da falconiere. Qui la redazione si spacca: una parte ha canticchiato trascinata dal ritmo e dall’entusiasmo del milanese, l’altra parte crede che questo brano sia tutto tranne che insuperabile. Alla demoscopica l’ardua sentenza.


La canzone di Mahmood e Blanco sta dando i “Brividi” a tutti ma forse la cosa migliore è la chimica tra i due (e Michelangeloooooo al pianoforte) però forse l’abbiamo ascoltata ancora troppo poco cantata live (anche se su Spotify è record di ascolti in 24h e quinta in classifica mondiale).


Drusilla Foer si traveste da Zorro in barba a tutti quelli che avevano sollevato le isteriche polemiche sul fatto che ci fosse un uomo travestito. “E allora mi sono travestita. Da Zorro.” Entro fine serata si prevede il premio assoluto della redazione di IndieVision per migliori frecciatine sul palco più quotato d'Italia.


(meme della pagina @aqtr.official)


Arriva Gianni nazionale che un bel sorrisone stampato in faccia e non possiamo che cantare “STAI ANDANDO FORTE! APRI TUTTE LE PORTEE!” come se non ci fosse un domani. La sua energia travolge il pubblico ed è subito standing ovation.

Segue un momento di dubbi e incertezze quando Amadeus afferma di avere una squadra al fantasanremo, come minimo è lui a costringere i cantanti ad urlare “papalina” ogni tre per due. Ma soprattutto ci chiediamo, chi sarà il suo capitano?


Momento Cremonini numero due e non c’è speranza per nessuno: come lui non ce ne sono altri. Unico e vestito di brillantini canta il suo nuovo singolo “La ragazza del futuro” e “50 special” con standing ovation del pubblico e ci fa cantare e ballare come avessimo davvero una Vespa che ci toglie i problemi.


Il tredicesimo artista in gara è Tananai e tornano i problemi tecnici! Il microfono dell’artista nella prima parte della canzone non ha intenzione di funzionare. Tralasciando il fatto che l’abito di Tananai ha avuto problemi con la candeggina, l’ansia evidente della prima serata ha lasciato il posto ad un’esibizione piena di energia. Questo brano sarà la colonna sonora delle nostre gite in macchina.


Elisa anche stasera eterea e vestita di bianco presenta il suo brano in maniera magistrale. Non ci lascia altre parole che non siano complimenti. Unico appunto: per quanto bellissima e travolgente non la vedo come una canzone da Eurovision.


Per ricordare i trent’anni della morte di Falcone e Borsellino, Amadeus chiama a raccontare le stragi di Capaci e via d'Amelio che ha segnato il Bel Paese, il giornalista e scrittore Roberto Saviano. Parla di coraggio, delle numerose morti dovute al coraggio di chi la mafia la combatte. L'orazione di Saviano ripercorre le uccisioni dei magistrati anti-mafia soffermandosi su alcune delle personalità che sono diventate parte integranti della storia alla lotta alla mafia.Cita anche la storia di Rita Atria, che a 17 anni divenne la prima testimone di giustizia d'Italia, "Il coraggio è sempre una scelta". Secondo momento di riflessione del festival dopo il monologo sul razzismo di mercoledì, perchè come dice il suo direttore artistico «Anche questo è Sanremo».

Il collegamento dalla Costa Toscana con Fabio Rovazzi e Orietta Berti vestita da piumino da cipria ci annuncia l’arrivo di Gaia con il brano che l’anno scorso ha portato in gara al Festivàl: “Cuore amaro” che è invecchiata benissimo.


Vestiti da fenicotteri sopravvissuti ad un incendio La Rappresentante Di Lista porta sul palco del Festivàl il brano che abbiamo già imparato a ballare. Ad ogni ascolto è più travolgente e coinvolgente bella. Sognamo la loro vittoria? Sì.


E’ il momento di Iva Zanicchi. Ogni volta che ripete “Voglio amarti”, ci fa venire voglia di lasciare la stanza. Indiscutibile la sua esecuzione canora, ma il brano è troppo impolverato, sentito e risentito. Mentre si prepara a cantare si rivolge a Drusilla con una gaffe che non meritiamo ancora: "Ma quanto sei alta!" e aggiunge "Hai anche altre cose più di me" a cui la presentatrice risponde "Si,sono più colta": lo stile, l'eleganza e la cortesia geniale di Drusilla che mette a tacere battutine insignificanti di Iva. Che meraviglia.


Dopo quella che sembra essere una pubblicità interminabile ecco arrivare sul palco Achille Lauro con l’Harlem Gospel Choir vestite tutte come se fossero uscite dalla chiesa di The Blues Brothers. Sono loro le protagoniste indiscusse del brano, mentre Lauro non porta niente di nuovo alla sua esibizione. Per innovarsi poteva sbalordirci e spogliarsi davvero, e invece no. Magari domani Lauro? Daje.


Brano numero diciotto all’alba delle 00.24. Speriamo in Matteo Romano per darci una scossa ma non è molto d’aiuto il giovane cantante. Al secondo ascolto il brano ci convince un po’ di più ma mica di troppo. Lui però una piccola rivoluzione gentile di questo festival. Diamo pure la colpa all’ora tarda che ci toglie mancanza di lucidità.


Purtroppo arriva Ana Mena e siamo sempre più convinti che questo brano avrebbe molto più senso se usato come sigla de “Il castello delle cerimonie”. Per noi è un no. Mi spiace Stella delle Winx ma per noi il tuo Sanremo finisce qui.



La Foer, dopo una pausa pubblicitaria ancora più lunga, introduce Sangiovanni con “Farfalle”, purtroppo la sua canzone non porta una boccata d’aria, è la solita canzone di Sangio. Apprezziamo però il saluto a Franci, la Madame tanto amica del cantante in gara. Bravo Sangio, friends first.


Emma, Ogni volta è così”: le sue canzoni, che sulla carta portano un messaggio profondo, per qualche ragione non ci colpiscono come dovrebbero ed è un vero peccato perchè hanno del gran potenziale. Se conoscete un modo per apprezzarle ditecelo perchè siamo sinceramente e non ironicamente curiose.


Il ventiduesimo artista in gara è Yuman, voce potente e riconoscibile, purtroppo il testo continua a non esplodere. E’ veramente un peccato. Menzione d’onore i piegamenti sul palco portano un sacco di punti al Fantasanremo. Che ragazzo sveglio...lui, visto che qui è l'una e zero sei e vediamo la fine molto lontana.


Ed ecco Le Vibrazioni che ci fanno riprendere da un abbiocco imminente. Il brano è energico ma non forte come quello che avevano portato negli anni precedenti. Bravi ma potevate fare di meglio.


Una sola parola: Immenso. Giovanni Truppi e la sua “Tuo padre, tua madre, Lucia” arrivano dritti al cuore. Il testo sicuramente migliore di tutte le canzoni in gara in quanto a profondità di sentimenti. In un mondo parallelo vincerebbe sicuramente il festival, ma purtroppo temiamo che non succederà.


Ultima cantante in gara Noemi che quasi ci crolla dalle scale (dal sonno?) ma si presenta bellissima come la sua canzone che stasera risulta più potente della prima sera. Forza Noemi, dai vita a questa canzone che sei capace!


All'una e trenta si chiude il televoto e usano Drusilla Foer come tappabuchi per fare un monologo non sulla differenza ma sull'unicità che, ironicamente, non esiste se non la si sa riconoscere in se stess*. Drusilla che si commuove e riempie il cuore di chi la guarda. Chiede di ascoltare, di ascoltarci e metterci in dubbio per migliorare e migliorarci. Vergognoso che anche in questa serata abbiano deciso di mandare un messaggio così forte ad un'ora così tarda, meritava di essere ascoltato sul picco di share della serata.


«Diversità è una parola che non mi convince. Quando la verbalizzo, sento sempre che tradisco qualcosa che sento o che penso. Trovo che le parole siano come le amanti, quando non funzionano più vanno cambiate subito. Ho cercato un termine che potesse sostituire una parola così incompleta e ne ho trovato uno molto convincente ed è: unicità. Mi piace come parola perché tutti pensiamo di essere unici e di trovare unicità nell’altro [...]»


Qualche minuto alle due di notte, quando annunciano la classifica votata per metà dalla giuria demoscopiaca, metà dal televoto:


1) Mahmood e Blanco

2) Elisa

3) Gianni Morandi

4) Irama

5) Sangiovanni

6) Emma

7) Massimo Ranieri

8) Fabrizio Moro

9) La Rappresentante di Lista

10) Dargen D'Amico

11) Michele Bravi

12) Ditonellapiaga e Rettore

13) Aka7even

14) Achille Lauro

15) Noemi

16) Rkomi

17) Matteo Romano

18) Iva Zanicchi

19) Giovanni Truppi

20) Highsnob e Hu

21) Giusy Ferreri

22) Le Vibrazioni

23) Yuman

24) Ana Mena

25) Tananai


Certo, è solo la terza classifica parziale ma alcune posizioni della classifica ci fanno già storcere il naso, ma noi siamo proiettati a stasera quando ci saranno le cover e alcuni duetti. Non stiamo più nella pelle!