• Andrea Gattuso

Brockhampton: "ROADRUNNER: NEW LIGHT, NEW MACHINE" - Recensione

Ogni album dei BROCKHAMPTON è sempre sembrato potesse essere l’ultimo. Gli ultimi 18 mesi sono stati, infatti, tempi di dura prova per i fan del gruppo di Los Angeles. Con la band che si prendeva del tempo, avevano iniziato a circolare voci sempre più insistenti di una pausa permanente, con Kevin Abstract apparentemente felice di concentrarsi finalmente sul suo progetto solista, iniziato nel 2018 con l’album “American Boyfriend” e proseguito nel 2019 con “Arizona Baby”.


Il 2020 ha portato invece una sfilza di singoli ad hoc, con le varie uscite che avevano la sensazione di un atleta che sgranchiva le gambe, chiedendosi cosa, se non altro, fosse ancora possibile nei vari piani del collettivo.



E proprio per questo motivo il pubblico ha scoperto che il gruppo stava attingendo all'eccitazione febbrile che li ha sempre contraddistinti, incidendo un disco che racchiude un pugno emotivo sempre più marcato mentre li trova sempre più esperti ed esplorativi che mai dal punto di vista musicale e creativo.


Il crepuscolo si sta però avvicinando rapidamente per il collettivo di creativi che ha dato al termine "boyband" una nuova mano di vernice quando decisero di fare irruzione sulla scena a metà degli anni 2010: in termini letterali, il loro nuovo album è uno dei due progetti in uscita quest'anno prima di uno scioglimento programmato, come annunciato appunto dal fondatore del gruppo Kevin Abstract sui suoi profili social.


Anticipato dal singolo "BUZZCUT"e dal successivo videoclip, il 9 aprile è arrivato quindi l’atteso nuovo album dei BROCKHAMPTON. Nessuno degli album schizofrenici ma contagiosi del team pop-hop texano ha rivelato, negli anni, tanto quanto il suo nuovo “ROADRUNNER: NEW LIGHT, NEW MACHINE”, il primo dei due full-length promessi dai B-Hamp per il 2021.


Prova a nominare un'altra boyband veramente trasversale e multirazziale, con un frontman/writer orgogliosamente gay (Kevin Abstract) che include anche produttori, grafici, web designer, fotografi e manager come parte della sua mitologia musicale. Né riesci a trovare un'altra boyband la cui diversità reale e audace, la sua intelligenza di strada avvizzita e l'autobiografia destrutturata riescano a giocare nelle sue canzoni come il principale paroliere Abstract assicura che questo album lo faccia. Per un'autoproclamata “boyband”, inoltre, i BROCKHAMPTON non sono mai stati del tutto troppo convenzionali o mainstream, nonostante il loro successo in cima alle classifiche.


Entrando nello specifico, al centro dell'album si può subito notare la reazione del membro della band Joba al recente suicidio di suo padre. Oltre a una preghiera dedicata condotta da Bearface su "DEAR LORD", a Joba viene dato lo spazio per esprimere sentimenti e domande su "THE LIGHT" e il suo successivo bis ("THE LIGHT PT. II") che si rivelano essere il nodo emotivo dell’intero album. Kevin Abstract contribuisce all'intensità di entrambi i brani in misura non minore mentre spiega tutto ciò con cui ha a che fare un gay nero in America, attraverso la sua educazione in Texas e una relazione tesa tra madre e figlio. Egli infatti ammette: "Faccio ancora fatica a dire a mia madre di chi sono innamorato", affrontando i dilemmi inespressi dell'essere gay a tutti e non essere ancora in grado di aprirsi in uno spazio ritenuto inospitale.

In tutto ciò, “ROADRUNNER” presenta ancora alcuni dei marchi di fabbrica spacconi del gruppo; tuttavia, quando lo fa, è principalmente attraverso commenti obliqui e brevi deviazioni dalle tematiche classiche che li contraddistinguono.



Nella vera tradizione dei BROCKHAMPTON, anche i momenti di intensa collaborazione sono opportunità di introspezione. Tra il ridicolmente avvincente "BUZZCUT" di apertura con Danny Brown, il disinvolto featuring di JPEGMAFIA su "CHAIN ​​ON" e il fotomontaggio di classe di "WINDOWS", vari membri affrontano il loro dolceamaro accordo con la RCA, le maledizioni generazionali, la brutalità della polizia e il complesso industriale della prigione.

C'è però una buona parte del territorio già ben battuto in "ROADRUNNER": spunta il banale pop melodico di "OLD NEWS", una canzone di rottura che funge anche da possibile saluto al padre di Joba, la fastidiosa sensazione di rolodex in "WINDOWS" e il rimbalzo ostinato di "COUNT ON ME" con un verso stellare (non accreditato) di A $ A P Rocky.


"I know that it'll bе okay ,You ain't even need no money, you can count on me" (da "COUNT ON ME")

Due tracce si distinguono poi come terreno inesplorato per la band. "WHAT'S THE OCCASION" fa il broncio con un debole bagliore all'indie rock degli anni '90 che si trasforma in una ballata potente degli anni '70 diversa da qualsiasi cosa abbiamo sentito precedentemente nelle produzioni dei BROCKHAMPTON fino ad ora. Può essere considerata quindi una strana aggiunta a un catalogo già ampio. L’altro brano, “DON’T SHOOT UP THE PARTY" è altrettanto lussurioso quanto incensato; è un frenetico Outkast-style che dovrebbe diventare un punto fermo del catalogo della band, visti soprattutto i vari richiami G-funk che presenta al proprio interno.


"You are now tuned in, baby, to the new classic.., New machine, keep the peace, keep 'em dancing" (da "DON'T SHOOT UP THE PARTY")

Sotto la luce tremolante della veranda, i BROCKHAMPTON si crogiolano nella loro luce migliore, in un solco contagioso che rimbomba da dietro attraverso i vetri oscurati.



In un periodo relativamente breve, il gruppo è passato dall'anonimato ad essere una delle realtà più fresche e innovative che attualmente stanno prendendo d'assalto l’intera industria discografica. Con la pandemia ritirata, i BROCKHAMPTON hanno prodotto quindi uno spiraglio di luce.

Il nuovo album del gruppo enfatizza le loro qualità d'insieme, passando dalla trap al caramello soft R&B attraverso riferimenti hip-hop classici, il tutto fornendo la loro energia arch-futurista. È un'esplosione, ma anche sottile, che incorpora in egual misura pop e gospel del Millennio appena trascorso. Questi elementi sono tutte le convalide che i fan volevano per la band, cementando uno status di culto che pochi outfit contemporanei si sono guadagnati con la stessa rapidità. Incorniciato da "THE LIGHT", il disco è coerente, incisivo e conciso.


"For the record, I can fly, Around the world, absorbing light..Something's missin' deep inside,..The light"(da "THE LIGHT")

Una forza rinnovata, il ritorno dei BROCKHAMPTON arriva proprio mentre l'oscurità che ha circondato le nostre vite per 18 mesi inizia a dissiparsi. "ROADRUNNER: NEW LIGHT, NEW MACHINE” vede la band che corre in lontananza, superando di gran lunga i suoi pari.

Un album che trova una band che ha passato tante difficoltà nel cercare e poi finalmente scovare il loro passo e che cerca gioia e che vede i BROCKHAMPTON mettere a tacere chiunque temesse che avessero perso la loro scintilla. È un album quindi che, se è davvero uno degli ultimi, vede i componenti uscire col botto. Non ci sono trampolini di lancio di carriera migliori per inviare in orbita i rispettivi sforzi da solista e futuri sforzi creativi.

Ma prima, il collettivo ha un altro album nella pancia. Saremo lì ad accogliere il neonato con occhi e orecchie aperte.