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"ZEROZERO" è natura primordiale al servizio del cinema - Intervista a Emanuele Braga

Il nuovo inizio di Emanuele Braga si chiama "ZEROZERO", ed è uscito il 12 maggio su tutte le piattaforme digitali. Si tratta di un EP che nasce dall'immagine della natura al suo stato primordiale, pura e incontaminata. Un progetto che contiene 5 tracce, i cui titoli derivano dalle sensazioni che ha provato durante la scrittura, come in "Ritorni", titolo che inaugura l'EP, e che parla del suo "ritorno" alla ricerca di un nuovo suono. Una ricerca che il compositore romano prosegue, fortemente ispirato dal film "Solamente tu", cortometraggio del regista Emiliano Locatelli, con protagonista Enzo Salvi. Emanuele ha composto 4 brani per questa pellicola, cercando di enfatizzarne dei momenti particolari, tenendo fede ad un'immagine che potesse risultare inerente al film. Un nuovo approccio che, per l'appunto, l'ha ispirato nella scrittura di "ZEROZERO", dove non ha seguito un flusso sconnesso, ma un'immagine iniziale, come un modello da seguire.


Cresciuto con l'amore per gli strumenti suonati dal vivo, Emanuele si è avvicinato alla composizione di colonne sonore cinematografiche proprio grazie alla conoscenza di Emiliano Locatelli, regista che gli ha proposto di comporre musica per il suo "Solamente tu". Una collaborazione, nonché un rapporto di stima reciproca, che li ha portarti a lavorare insieme per "Il diavolo è Dragan Cygan", lungometraggio con protagonista Enzo Salvi, in uscita questo inverno.


Vi lascio all'intervista!



Parlaci del tuo percorso, come ti sei avvicinato alla musica?

Ho iniziato da piccolissimo, mio padre faceva il venditore ambulante e partecipava a varie fiere e mercati. In queste manifestazioni di solito c’erano tante band che suonavano. Io rimasi profondamente affascinato dal suono degli strumenti dal vivo. Mio padre poi mi comprò una chitarra, e cominciai a prendere lezioni con vari maestri, da lì ho cominciato a confrontarmi con altre persone che suonavano, a scambiarmi cd, e questo è stato il mio avvicinamento alla musica. Poi, nel 2004 ho formato una band con Mario Cristofaro, i "The Gold Tears". Ci siamo tolti un sacco di soddisfazioni, abbiamo girato a suonare per più di 10 anni. Già in quel periodo mi piaceva molto sperimentare con vari effetti, con synth, elettronica e pedaliere, per esempio. Un giorno, invece, ho fatto la conoscenza di Emiliano Locatelli, un regista con cui organizzavamo serate in un locale. In quel periodo lavoravo come dj, ed è nata una collaborazione. Lui già scriveva sceneggiature per il cinema, e mi propose la sceneggiatura per il cortometraggio “Solamente Tu”, disponibile su Prime Video. È nato tutto per caso, da lì ho scritto i brani per questo film, con protagonista Enzo Salvi, che ha poi vinto il premio come miglior attore. Da lì è iniziato il mio avvicinamento alle colonne sonore.


E dal tuo lavoro per “Solamente tu”, sono venute fuori 4 tracce: “Opulenza”, “Solamente tu”, “Clochard” e “Materialismo dialettico”. Ci parli di questo progetto? E di come hai scelto i titoli da dare alle canzoni.

Per questo film ci siamo confrontati molto con il regista, per capire quale momento della pellicola enfatizzare, abbiamo deciso di inserire quel tipo di musica per alcune scene specifiche. Perciò, i titoli provengono dal contesto della narrazione del cortometraggio. La storia parla di un grande manager che ad un certo punto perde tutto. Si tratta di una persona materialista e che, nonostante abbia una bella famiglia, ostenta molto. Poi, quando rimane senza un soldo, è la stessa famiglia a voltargli le spalle. L'unico a rimanere, è il suo cane, che poi è veramente il cane di Enzo Salvi! La storia mi ha colpito da subito, perciò non è stato difficile trovare l’ispirazione per la creazione di queste tracce.

Per esempio, “Clochard” fa riferimento al passaggio in cui il manager rimane senza soldi ed è costretto a vivere come un senzatetto. “Materialismo dialettico”, invece, fa riferimento al suo modo iniziale di ostentare la ricchezza.


Quali sono i tuoi punti di riferimento? A chi ti ispiri?

Venendo dai suoni non sintetizzati, come gli strumenti dal vivo, mi ispiro a tanti album suonati live. Oppure passo alla musica sperimentale. Sicuramente, tra gli artisti che mi hanno ispirato ci sono Atticus Ross e Trent Reznor dei Nine Inch Nails, che ad un certo punto si sono messi a fare musica per film, vincendo degli Oscar. Loro hanno rivoluzionato il modo di vedere la musica per immagini. Per quanto riguarda l’Italia, mi piace molto Ginevra Nervi. Per quanto riguarda la musica elettronica, invece, Four Tet è uno dei miei producer preferiti.


Che mondo è quello del cinema, come si svolge il periodo lavorativo in cui ti commissionano dei brani e devi svilupparli?

Di solito il regista, che ha il ruolo di immaginare il racconto finito prima ancora di girarlo, ti contatta e ti dice che ha bisogno di un certo tipo di canzoni, e uno cerca di venirsi incontro. La fortuna che ho, lavorando da tanto con Emiliano, è che abbiamo gusti musicali molto simili, quindi ci troviamo spesso d’accordo. Poi, ovviamente c’è da fare un certo tipo di lavoro che è diverso rispetto alle tracce musicali, come per esempio un’equalizzazione diversa, più attenta.


Hai anche prodotto tracce per altri cantanti? Ti piacerebbe farlo?

Mi è capitato di lavorare con alcuni cantanti emergenti, però non è facile trovare degli artisti coraggiosi in grado di sposarsi con la mia idea di musica, che è molto diversa rispetto a quella che passano in radio. E ovviamente anche l’artista in questione deve trovarsi a suo agio con il genere che faccio.


C’è un regista con cui ti piacerebbe tanto collaborare in futuro?

Ce ne sono tanti, sicuramente Gaspar Noé, Scorsese, Tarantino, Marco Bellocchio, Matteo Garrone, Donato Carrisi. Ma ce ne sono molti anche all’interno del cinema indipendente, dove ci sono meno vincoli a livello di contratto e di distribuzione. Soprattutto perché ti danno più libertà di sperimentare, ed è quello che cerco.


Il tuo ultimo lavoro è l’EP “ZEROZERO”, uscito il 12 maggio. All’interno abbiamo “Origine”, “Scenari”, “Ritorni”, “Deneb” e “Materia”, com’è nato questo progetto?

Questo progetto è nato dopo aver concluso il lavoro per “Solamente tu”. Mi sono reso conto che, avvicinandomi alla musica da film, la mia scrittura era cambiata. Prima di quel lavoro, scrivevo senza immaginare qualcosa prima, mentre per questo lavoro ho cercato di partire da un’idea, da un’immagine, ancora prima di creare le tracce. Infatti, molti poi ascoltando “ZEROZERO” mi hanno detto che questa cosa si sente. La prima traccia che ho scritto per questo lavoro è stata “Ritorni”, che rappresenta un inizio, un nuovo suono che tutt’ora sto cercando. Anche il titolo dell’EP, “ZEROZERO” rimanda a quel concetto. Inoltre, mi sono ispirato anche alla natura nel suo stadio primordiale, che rimanda ad un concetto di inizio incontaminato. Le tracce sono venute fuori da queste immagini.


Qual è la traccia a cui sei più legato e perché?

La traccia a cui sono più legato è proprio “Ritorni”, perché è stata la prima che ho scritto, e da lì è nato l’EP.


Prossimi progetti?

Abbiamo un nuovo film in uscita, sempre con Emiliano Locatelli come regista, ma stavolta sarà un lungometraggio. Il protagonista sarà ancora una volta Enzo Salvi, questa volta con Sebastiano Somma e il titolo è “Il diavolo è Dragan Cygan”. Manca veramente poco alla fine del progetto, probabilmente uscirà in inverno. E girerà nei vari festival. Per questo progetto ho lavorato similmente a “Solamente tu”, ma sono venute fuori molte più tracce, una ventina. È stato un lavoro molto più grande, che ha richiesto molta dedizione. E già che siamo arrivati alla fine di questo progetto, non vedo l’ora di lavorare al prossimo! E poi sto scrivendo un album che uscirà l’anno prossimo, e sto pensando anche a portare dei live set con i synth, vediamo come evolveranno le cose.


Com’è il tuo rapporto con i social e in generale cosa ne pensi?

Ultimamente ho cambiato il modo di utilizzare i social. Prima li utilizzavo per condividere cose più "futili" come andare a prendere un gelato, ci passavo molto più tempo. Adesso invece sono più concentrato alle comunicazioni sul mio lavoro, e sono contento di aver trovato una bella community che è interessata a quello che faccio. E lo utilizzo anche per seguire gli artisti che mi interessano.



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