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"Voglio che la gente si riconosca nella mia musica" - Intervista INVERNO

“Cose da discutere” è l’album di esordio di INVERNO, all’anagrafe Francesca Rigoni; è un lavoro autobiografico che racchiude e trasmette all’ascoltatore un universo di emozioni ed esperienze vissute dall’artista personalmente, che affronta le problematiche legate all’ansia e alla depressione e tutte le conseguenze che scaturiscono dal trascurarle, oltre al mancato amore per se stessi, l’accettazione dei problemi e i limiti della terapia. Tutto questo vortice di sensazioni è racchiuso nello stesso nome d’arte dell’artista, per poi essere spiegato ampiamente nei suoni brani, nei quali tutte le persone che si sono sentite sole nella loro mente possono riconoscersi e trovare rifugio così nella musica.

La musica di INVERNO rappresenta quindi una forma di riscatto, un processo che partendo da fasi depressive arriva ad una pace interiore, trovando la soluzione nell’accettazione di se stessi…. “il ciclo della vita cambia come le stagioni, portando con sé l'inverno per arrivare all’estate”.



Ciao Francesca, benvenuta su Indievision. Innanzitutto mi piacerebbe conoscere più approfonditamente l’origine del tuo nome d’arte, perché hai scelto il nome INVERNO per il tuo progetto artistico?



Il nome è stato ispirato al mio percorso di terapia. INVERNO rappresenta quel periodo di stallo interiore in cui ci si analizza, si capisce che c’è un problema ma manca la forza per lavorare su quello che non funziona per poi accettarsi e stare meglio. É un ciclo di auto protezione e abitudine che combatto da anni ma che è parte di me, lo onoro con il nome perché per me è accettarmi per come sono. costante, imparare a conoscersi, non finisce mai. La mia terapista ha paragonato questo stato mentale all’inverno e mi sembrava la scenata più giusta. É un ciclo di emozioni necessario al bilanciamento interiore.

Ne parlo molto nei miei brani.



È da poco uscito il tuo primo Ep, “Cose da discutere”, prodotto da Vincenzo de Fraia e con la partecipazione di Alessandro Alo Casini. Come vi siete incontrati e come è nata la vostra collaborazione a questo EP?

Io e Vincenzo ci conosciamo da anni tramite l’università che abbiamo entrambi fatto a Londra. Facevamo musica in inglese ma dopo il Covid io ho ripreso in mano le mie radici italiane e ho cominciato a scrivere nella mia lingua madre. Vincenzo è il mio braccio destro. Alo invece è un amico recente ma è come ci conoscessimo da una vita, lavoriamo molto bene insieme e ha lavorato a "Cose da discutere" e ad un paio di linee in "mindmybusiness" ma stiamo lavorando a tanta altra musica nuova.



Nelle varie tracce del tuo album si percepisce un dolore dovuto ad un amore tormentato, che arriva diretto all’ascoltatore…vuoi rivolgerti ad un pubblico ben definito con le tue parole? Qual è il messaggio che vuoi maggiormente trasmettere?

Voglio che la gente si riconosca nella mia musica e nelle mie parole. L’ep parla di relazioni tossiche ma anche di salute mentale e di verità scomode. Vorrei che fossimo tutti più liberi di parlare di come ci sentiamo davvero e di chiedere aiuto.



L’ultimo brano del tuo ep si chiama “londontribute”..Quanto ha influito su di te e sull’album la città di Londra? Quali sono queste prime volte di cui parli?

Londra mi ha cresciuta, devo molto alla città e alle persone che ho conosciuto. Mi ha forgiata in tutti i sensi dall’ideologia, ai valori, ha formato il mio carattere, i miei gusti musicali, il mio stile, come mi vesto, cosa mangio, come mi rapporto alle persone e come vivo la mia vita. Sono contenta di essere tornata in Italia per la musica ma Londra mi manca molto. Ho avuto tantissime prime volte a Londra, la prima casa, la prima indipendenza, la prima volta su un palco cantando i miei pezzi ma in particolare, nel pezzo parlo della prima relazione con una donna, che ha portato ad un risveglio interiore e personale che ha ispirato la maggior parte di questo progetto.




Cosa rappresenta per te quel filo rosso che ti avvolge nella parte visual del tuo progetto?

E’ la rappresentazione del mio tatuaggio rosso che ho sulle braccia e sulla schiena e che connette i miei tatuaggi attuali. I tatuaggi che ho rappresentano momenti della mia vita positivi e negativi e il filo li unisce tutti, come un abbraccio, come ad accettare chi sono.



L’album ha delle tipiche sonorità electro/pop e r&b…quali sono gli artisti che ascolti di più e che quindi influenzano maggiormente la tua musica?

Banks, Fka Twigs, Jorja Smith, James Blake, Billie Eilish, Charlie XCX, Mura Masa, Tove Lo, Lykke Li e tanti altri. Di Italiani direi Mahmood principalmente.



L’anno scorso hai partecipato ad X factor, arrivando fino alla fase delle Last Call. Come valuti l’esperienza e quali sono i lati positivi e quelli negativi?

Ho conosciuto delle persone meravigliose e sarò sempre grata al programma per questo. é stata un esperienza interessante che non rifarei perché la gente, dopo che appari in tv, ti riconoscerà sempre per le cover che hai fatto invece dei tuoi originali ma mi ha aperto molte porte e sono super contenta di aver partecipato.



Che progetti hai per il futuro? Magari qualche live in programma?

Sto lavorando con il mio management per date questo autunno e spero saranno molte, per ora sto lavorando a musica nuova, ad evolvere e collaborare con altri artisti e produttori, I’m excited!

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