Videointervista a Giancane, autore della soundtrack di "Strappare lungo i bordi"

Intervista a cura di Michela Ginestri e Nicola Lorusso.


Sono passati dieci giorni dall'uscita della serie Netflix "Strappare lungo i bordi" dell'amato artista romano Zerocalcare, che ha conquistato la vetta delle serie tv più viste in Italia nell'ultimo periodo. Un racconto che ha tanti meriti, come il riuscire a far riflettere, piangere, ridere, far mettere in discussione tanti aspetti della nostra vita e farci finalmente dimenticare i meme su Squid game.


"Noi cresciuti in cattività strappati lungo i bordi, ma adesso che è cambiato tutto, cambio io e questa città"

Merito del successo della serie va senza dubbio anche alla colonna sonora e in particolar modo alla sigla "Strappati lungo i bordi" (Woodworm), firmata dal buon Giancane, celebre cantautore romano che collabora con Zero già dai tempi di "Ipocondria" nel 2018.

C'è una cosa che accomuna i due artisti, il primo nel mondo nella musica, l'altro nell'arte figurativa, riescono a parlare con grande onestà intellettuale di quella che potremmo definire la vita vera, presentata nuda e cruda così com'è nella realtà e molto probabilmente è proprio questa la condizione necessaria e sufficiente per una collaborazione così ben riuscita.


Giancane con i suoi dischi si pone di diritto tra i pilastri del cantautorato romano attuale e se c'è una cosa in cui riesce alla grande è raccontare ciò che più ci rende irrequieti del mondo intorno a noi, senza mai scendere a compromessi ma con grande onestà di sentimenti. Non canzoni d'amore già sentite e risentite, ma la vita di tutti i giorni.

Abbiamo avuto il grande piacere di chiedergli della nascita di Strappati, di com'è essere romani al giorno d'oggi e di farci raccontare qualcosa in più sui suoi prossimi dischi.