top of page

Recensioni Tascabili di Gennaio 2026: Marco Castello, Casadilego, GattoToro, Si!Boom!Voilà!, Ciliegia suicidio, Bouganville e Ganugi

Ogni mese ci diciamo spesso la stessa cosa: “Dovremmo ascoltare più dischi e recensirli tutti”. La verità è che la musica esce a un ritmo difficile da seguire persino per gli addetti ai lavori, e spesso ci perdiamo o scopriamo in ritardo proprio quelle uscite che avrebbero potuto farci compagnia in tanti momenti delle nostre giornate. Recensioni Tascabili nasce con questo intento: offrire una selezione ragionata dei dischi pubblicati nelle ultime settimane e mesi, un percorso curato che restituisca una panoramica chiara su ciò che, per un motivo o per un altro, ha risuonato in noi facendoci vibrare qualcosa dentro.


Gennaio è sempre un mese strano: lento in superficie, ma pieno di piccoli movimenti sotterranei. Abbiamo appena chiuso le liste dei migliori dischi dell'anno passato e ne abbiamo già tanti di nuovi annunciati e tanti già pubblicati. Iniziamo questo 2026 con dei dischi molto vari tra loro, dai Ciliegia suicidio, che tornano con un lavoro denso e davvero inaspettato, a Gattotoro, un progetto solista molto interessante, passando per i Bouganville e il loro racconto, non esattamente a fuoco, dell'arrivo dei trent'anni. C’è poi Marco Castello, che ha pubblicato la sua Quaglia Sovversiva poco prima della fine dell'anno, i Si! Boom! Voilà!, un nuovo gruppo al debutto discografico ma che di esordiente ha ben poco, il romanzo cantautorale di Ganugi per finire poi con la voce incantata di Casadilego.


Ascoltali mentre leggi le nostre recensioni e facci sapere quale altro disco ti piacerebbe vedere in questa rubrica (puoi scriverci alla mail info@indievision.it, nei dm instagram o nel nostro gruppo whatsapp, come preferisci).



💿1. Ciliegia suicidio - "è la nostra storia la scriviamo insieme"


Etichetta: Bomba Dischi/Legno

Durata: 12 brani, 29 minuti

Mood: Indie lo-fi lunare

Per chi ama: Duster, Grouper, Iosonouncane

Brano chiave: fiore


Più che un disco è un sussurro, un vento alla Miyazaki di parole dolci e delicate che accompagna i pensieri di notte. Parole che trovano spazio tra audio sporchi, strumenti timidi, campanelli del citofono, vocali sbagliati che diventano parte del racconto. C’è la pioggia, un pianoforte malinconico (autunno), una dedica a cuore aperto accompagnata da uno xilofono (principessa), un abbraccio fatto di ricordi talmente stretto da togliere il respiro (fiore) e un’outro anni ‘80 dai rumori meccanici. Non si sa bene chi siano i Ciliegia suicidio, se non di nome, e la loro musica pur avendo un’identità precisa naviga in questa dimensione onirica che lascia spazio ai propri pensieri in cui la forma-canzone si fa piccola per dare forza all’atmosfera. Il loro indie folk lo‑fi è un territorio nomade e artigianale: chitarre e voci catturate con il telefono, layer sovrapposti per far funzionare l’imperfezione, sessioni improvvisate di viola e violoncello, tutto passato su nastro per restituire calore e verità. Più che un album, è un luogo in cui restare in silenzio con qualcuno. D’altronde non è solo musica, ma un passaggio di emozioni: “è la nostra storia la scriviamo insieme”.

(Michela Ginestri)




💿2. GattoToro - "Quanti amori che ho, nessuno che capisca un accidente"


Etichetta: Woodworm / Universal Music Italia

Durata: 11 brani, 35 minuti

Mood: Cantautorato post-punk felino

Per chi ama: Frank Turner, Le Endrigo (non mi dire...), Tony Sly

Brano chiave: Ritorno al Villaggio Sereno


Già voce e chitarra della band bresciana “Le Endrigo”, Gabriele Tura si mette in proprio e lo fa con un progetto solista molto interessante. Nato, come tutte le cose migliori, in hangover sul divano di un amico, il primo album è un gioiellino sotto ogni punto di vista. L’ironia tagliente domina, ce ne si accorge appena si preme play: il primo brano è, come confermato dall’autore, “una canzone per bambini in cui si dicono cose tremende”. Tra brani più strutturati e semplici canzoni chitarra e voce, tra le caratteristiche che preferisco di “Quanti amori che ho, nessuno che capisca un accidente” vi è proprio la polivalenza dei pezzi: dietro all’immediata lettura più semplice, si nascondono tematiche, racconti dal passato e, se vogliamo, anche traumi, di quelli che tornano in mente ripensando all’adolescenza e ai periodi strettamente limitrofi. L’album scorre bene, frutto anche di una scrittura semplice ed immediata, ma tutt’altro che banale, che porta l’attitudine tragicomicamente punk di Gattotoro a sposarsi perfettamente con la voce, sempre degna di menzione per intensità e timbro.

(Marco Anghileri)




💿3. Marco Castello - "Quaglia Sovversiva"


Etichetta: Megghiu Suli

Durata: 10 brani, 35 minuti

Mood: Cantautorato misto a un soul mediterraneo con la camicia sbottonata di due bottoni

Per chi ama: Venerus, Lucio Dalla, Nu Genea

Brano chiave: All'Acqua Ghiacciata


Marco Castello ha un’idea precisa di cosa significhi fare musica e con “Quaglia Sovversiva” la mette in scena senza dubbio. Resistenza, quotidianità, rapporti umani, rabbia e accettazione: c’è un mix fantastico, guidato da un cantautorato dal retrogusto jazz e insaporito da quel pizzico di sale siciliano che è ormai la sua firma. Il disco si apre con Pompe e Vessenali che ti portano subito nel suo mondo. Nascondigli e Mutu e Scippi Coppa hanno quella malinconia leggera che ti consola e ti fa compagnia senza toglierti nulla. Nel lato B il tono si fa più intimo: Fare Ninna è quasi un gesto affettuoso, Chiuviti Nun Chiuviti ti resta in testa, Eureka e All’Acqua Ghiacciata aprono spiragli più strani e più belli. Un disco che trova il suo habitat naturale nel festival estivi, ma che funziona altrettanto bene su una terrazza d’agosto, in quella serata in cui - chissà come - arriva un vento fresco a rimettere tutto al suo posto.

(Michela Ginestri)




💿4. Bouganville - "Non esattamente a fuoco"


Etichetta: Dischi Belli

Durata: 13 brani, 45 minuti

Mood: cantautorato funk con incursioni di elettronica, perfetto per ballare ma anche riflettere sul tempo che passa

Per chi ama: Il Mago del Gelato, Marco Castello e Coca Puma

Brano chiave: Perdersi


Album che ha accompagnato le mie giornate da fine ottobre e che mi ha incuriosito per il suo perfetto mix di ritmi funk, rock, elettronici e canzone d'autore italiana. Insomma, una sintesi tra Calibro 35, Marco Castello, passando per Cosmo. "Non esattamente a fuoco" è un vero e proprio viaggio che rapisce sorprende fin dalle prime note, per via del suo sound personale, ma vario, capace di cambiare più volte all'interno della stessa traccia, ma rimanendo comunque sempre accattivante, focalizzato e coerente. Da un punto di vista testuale, i Bouganville sono riusciti a raccontare l'arrivo dei trent'anni in una maniera perfetta, personale e non esattamente a fuoco, così com'è.

(Edoardo Previti)



💿5. Si! Boom! Voilà! - "Si! Boom! Voilà!"


Etichetta: Woodworm / Universal Music Italia

Durata: 11 brani, 37 minuti

Mood: Dad (alt) rock

Per chi ama: Litfiba, Ustmamò, Verdena, ma...

Brano chiave: Da Zero


L’uscita più controversa del mese. Sì, perché sinceramente non credo che mi sia mai capitato di leggere opinioni così polarizzate su un album. Mi piazzo, a voler scontentare per bene tutti, nel mezzo: “SI! BOOM! VOILÀ!”, dell’omonimo neonato collettivo artistico, non è un brutto disco (anzi se tutti i brutti dischi fossero così…), ma lascia quella che è l’impressione di un’operazione riuscita a metà. Ad una sezione ritmica notevole, nella quale troviamo al basso l’ex Verdena Roberta Sammarelli ma soprattutto una colossale Giulia Formica alla batteria, stentano ad opporsi delle chitarre (Giulio Ragno Favero, Davide Lasala) completamente convincenti, e finisce ad aggiungersi un cantato (N.A.I.P.) eccessivamente pretenzioso, un tentativo di declamazione forse frutto di ispirazione, non troppo riuscita a Capovilla. Tra i passaggi migliori, l’ariosa ballata “Da Zero”, cantata da Roberta.

(Marco Anghileri)




💿6. Casadilego - "Silenzio (Tutto di me)"


Etichetta: OTR

Durata: 9 brani, 32 minuti

Mood: Minimal‑pop che non perdona

Per chi ama: Francesca Michielin, Emma Nolde

Brano chiave: How things change


“Dopo la vittoria a X-Factor scegliere il silenzio per rispettare i miei ritmi e la mia indole artistica non era scontato, ma quel silenzio è diventato uno spazio accogliente per tutto quello che è successo: il cinema, il teatro, l’incontro con le persone che hanno la mia stessa idea di musica”. Racconta così Elisa, in arte Casadilego, del suo disco d’esordio uscito pochi giorni fa. Il silenzio non è solo attesa, non è mancanza, non è perdere tempo. È pienezza, un abbraccio verso se stessi con rispetto dei propri tempi, il volersi ri-centrare personalmente e artisticamente dopo un periodo intenso come quello di un talent. Da qui nasce “Silenzio (tutto di me)”, un disco molto centrato sulle capacità vocali di Casadilego e sull’amore nelle sue diverse forme. Album vivo e forte che se nelle prime tracce tende leggermente a ripetersi, esplode completamente nella seconda metà, con un’apertura più netta in cui l’autrice si mostra senza protezioni superficiali, alla continua ricerca di se stessa.

(Michela Ginestri)




💿7. Ganugi - "Breve cronaca familiare fino allo scoppio della pandemia mondiale"


Etichetta: Capanno Dischi

Durata: 8 brani, 27 minuti

Mood: cantautorato italiano da ascoltare mentre si contempla la notte

Per chi ama: Brunori Sas, Colapesce & Dimartino e Amalfitano

Brano chiave: New Soul


Secondo album in studio per Ganugi, cantautore, componente dei Mario Mario, nonché del gruppo teatrale-musicale Fantasia Pura Italiana. Disco registrato in presa diretta, dove la vocazione cantautorale dell'autore, la sua passione per la world music e alcune sonorità alla Sergio Caputo, Paolo Conte e Fabio Concato, si fondono alla perfezione creando, così, un lavoro da ascoltare dalla prima fino all'ultima note. Non è un semplice disco, ma un vero e proprio romanzo in musica che, in maniera delicata, intensa e un po' noir, racconta il passaggio dall'essere giovani all'età adulta. Un passaggio per certi versi difficile, malinconico ma che può segnare l'inizio di una nuova parte della propria, una nuova speranza verso il futuro e il riuscire a trovare un proprio equilibrio felice.

(Edoardo Previti)



Commenti


RICEVI I NOSTRI ARTICOLI

  • Bianco Instagram Icona
  • TikTok
  • Bianco Spotify Icona
  • Bianco YouTube Icona
  • Bianco Facebook Icon
  • Whatsapp
bottom of page