Livrea torna con"Finalmente, musica!"- Intervista
- Iris Chindamo

- 2 ore fa
- Tempo di lettura: 4 min
"Finalmente, musica!" è il nuovo EP di Livrea, giovane cantautrice veneta classe 2000, pubblicato venerdì 6 marzo e anticipato dal singolo "Arrivo".
Dopo l'esordio nel 2023 con l'album "Il canto del villaggio", l'artista ha avviato una nuova fase creativa insieme al produttore Duck Chagall, con cui ha pubblicato il progetto "Diario di scavo" nel maggio 2025.
Le quattro canzoni presenti in questo nuovo EP, intitolate "Arrivo", "Dune", "Babilonia" (focus track) e "Yves Klein", costruiscono nuovi mondi ricchi di colori e sfumature, dove convivono la sua forte impronta cantautorale di Livrea, arricchita da trame psichedeliche, jazz e suoni orientali.

Per chi non ti conosce, come hai scelto il nome “Livrea” e quali concetti o immagini richiama?
La parola "Livrea" ha diversi significati, quello che mi ha spinta ha sceglierlo è stato sicuramente il significato zoologico, che richiama la corazza o il piumaggio di alcuni animali. La livrea si trasforma in base alle sfide e alle circostanze che la natura impone, come il corteggiamento o la difesa dai predatori. Mi piace pensare che la mia musica si evolva e cambi colore o forma proprio come un mantello sopra di me, la mia livrea per mimetizzarmi ed entrare in sintonia con il mondo.
Il tuo primissimo lavoro risale al 2023, quanto sei cambiata da allora? Su quali aspetti ti sei concentrata maggiormente in questo nuovo EP?
Se ci penso sembra siano passate mille vite! Eppure sono solo tre anni. Durante questo periodo mi sono ascoltata molto e ho capito che avevo bisogno di cercare dei mondi che non conoscevo, e dei quali avevo estremamente bisogno. Dovevo capire perché volevo fare musica, e da dove arrivava questa urgenza; per farlo ho iniziato a lavorare con delle persone inizialmente sconosciute, mi sono scontrata con i miei preconcetti e i miei limiti, ho studiato (tanto!) . Ho cercato il suono più vero e che mi assomigliasse di più (per questo periodo, non voglio che questo diventi un limite in futuro), e mi sono concessa di lavorare in un luogo che mi faceva stare bene (Studio Tega), tra gli affreschi e il caffè al sole.
Di questi tempi c'è molta musica in circolazione, come mai hai deciso di intitolare l'EP "Finalmente, musica!" come se fosse un'argomento nuovo e sorprendente? Com'è nata questa idea?
Mi rendo conto che il titolo “Finalmente, musica!” possa sembrare un po’ presuntuoso, in realtà deriva da una frase che c’è all’interno del brano che apre l’ep (Arrivo) che recita “Un rito antico è finalmente musica!”. Una frase molto luminosa e quasi un momento di sollievo per me, perché dopo la ricerca di “Diario di scavo”, arriva la musica come un fulmine a ciel sereno e tutte le domande che mi sono posta in precedenza non valgono più niente perché la musica è talmente forte, talmente travolgente, che non puoi darti delle risposte, è semplicemente musica e va bene così, altrimenti non sarebbe magica.
Alla fine del singolo "Arrivo" c'è una serie di suoni e rumori che non sono convenzionali da sentire all'interno di un brano, una sorta di caos rumoroso, ma in un certo modo ordinato e significativo. Cosa volevi rappresentare? Quale è l'obbiettivo di questi suoni/rumori all'interno del pezzo?
L’effetto che volevamo creare sul finale di “Arrivo” era una sorta di accartocciamento del brano, come se avessimo finito di leggere una lettera e volessimo accartocciare il foglio e buttarlo via. Quindi tutto si stropiccia, tutto si raggomitola e si rompe in mille pezzi, lasciando solo l’essenza.
Sempre in "Arrivo" dici "Non lo faccio perché va di moda ma perché mi consola", a cosa ti riferisci con questa affermazione? Oltre a questo c'è altro che fai non rispettando le mode ma solamente quello che ti fa stare bene?
Mi riferisco a come viene trattata la musica, a volte mi sembra che ci si concentri troppo sul fare contenuti di un certo tipo perché potrebbero andare “di moda” o “virali”, non che questo sia sbagliato, ma non fa per me, non ci riesco proprio perché sono molto imbranata! Quindi mi riferisco proprio a quest’esigenza, col cuore in mano e senza fronzoli.
Per rispondere alla seconda domanda: non so se sia una questione di mode, ma quando posso lascio a casa il telefono e vado a fare piccole commissioni, tipo comprare le verdure a km zero (vivo in mezzo ai campi), o a bere un caffè al bar; piccole cose ma che mi connettono alla realtà.
Lo stile orientale in Babilonia è davvero sorprendente. Hai fatto qualche tipo di ricerca pere ottenere questi suoni o sei già legata in qualche modo, personale o professionale, alla cultura orientale?
Da un paio d’anni studio al conservatorio, sicuramente tutta la pratica sulle diverse scale e modi hanno inciso inconsciamente sulla melodia della voce, mi piacerebbe moltissimo fare degli approfondimenti su alcune tematiche che riguardano la musica mediorientale (se volessimo geolocalizzare Babilonia). Poi gli spunti musicali del brano arrivano da tutt’altro a dire il vero, Francesco (Duck Chagall) mi ha fatta innamorare della colonna sonora del film (pazzesco) “In the mood for love” di Shigeru Umebayashi, e da li siamo partiti. Recuperate sia il film che l’intera colonna sonora perché sono incredibili!
Questa è una domanda che mi piace sempre fare: hai qualche aneddoto curioso o divertente che riguarda la composizione o la registraione di questo EP?
Durante quasi tutte le registrazioni dell’ep c’è stato un ospite speciale in studio: il mio cagnolino Elio! È arrivato a giugno, nel bel mezzo della produzione, e non potevo lasciarlo a casa da solo, quindi praticamente si è fatto l’estate in studio, il sogno di chiunque (o comunque di molti). A lui ho dedicato la grafica del mio merch: un sole gigante.
Cosa c'è nel prossimo futuro di Livrea?
Finalmente posso dirlo: un tour! 10 date in totale, sono felicissima. Sarò accompagnata da due musicisti che stimo molto, abbiamo imbastito un concerto elettroacustico davvero molto intenso. Vi aspetto ai concerti, un abbraccio!
Ringraziamo moltissimo Livrea per averci raccontato il suo nuovissimo EP, ora vi lasciamo con piacere all'ascolto!



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