Zerocalcare: "Strappare Lungo I Bordi", quando una serie tv ti fa vedere meglio la realtà

Sembra ieri quando Zerocalcare con la sua Quarantine ci teneva compagnia nella nostra solitudine durante il primo lockdown, mettendo in video tutte le nostre sensazioni e pensieri impauriti di chi si era ritrovato in un qualcosa di più grande di lui senza neanche rendersene conto. Dalle dirette in ritardo di Conte in televisione ad una serie Netflix è stato davvero un attimo.


Con le voci di Zerocalcare e Valerio Mastandrea nei panni della coscienza-Armadillo, “Strappare Lungo I Bordi” si posiziona senza dubbio tra le serie Netflix italiane meglio riuscite fino ad ora. Un totale di 6 episodi, scritta, disegnata e diretta dallo Zerocalcare stesso, e prodotta da Movimenti Production in collaborazione con Bao Publishing, per un'ora e mezza circa totale di serie animata magistralmente sotto ogni punto di vista. Impossibile infatti non notare la cura nei particolari e la qualità delle immagini che si susseguono, davvero un capolavoro.



Sappiamo che dietro ai riferimenti pop anni 80'/90', dietro alla simpatia disarmante del protagonista e agli avvenimenti tragicomici che si susseguono c’è sempre un retrogusto amaro, c’è una percezione di sé e degli altri che non necessariamente è quella vera, c’è la vita reale, cruda e infame.

Calcare ha sempre descritto ciò che è la sua vita con quell’equilibrio tra la saggezza e la crisi di quell’età dove la società ti vorrebbe ad un certo punto della scala sociale ma tu ti guardi intorno e vedi che stai galleggiando in un mare di m…iseria.


Le gag sono esilaranti e restano nella mente dello spettatore per giorni (attendo che il confronto bagno dei maschi/bagno delle femmine diventi un tema di discussione a livello sociopolitico, ndr) anche grazie all’enfasi della parlata romana che condiziona la cadenza di chiunque a prescindere da dove provenga.



Gli spunti di riflessione sono diversi e una volta finita la serie, lasciandoci un retrogusto agrodolce in bocca, rispuntano fuori nei momenti più assurdi: in mezzo al traffico, mentre scolate la pasta, mentre pagate la colazione al bar. Il leitmotiv di "Strappare lungo i bordi" è continuo e delicato, se siete persone sensibili o in un periodo un po’ nero vi farà anche sentire un po’ a disagio con voi stessi ma compresi lasciandovi con una bella sensazione di ottimismo, perchè alla fine “Ci vuole un po’ di speranza”.


Passando un attimo al lato musicale, Zerocalcare è dal 2018 che collabora con Giancane: partito da “Ipocondria”, continua durante la quarantena con “Rebibbia Quarantine”, i corti che Calcare presentava a Propaganda Live, e che si consolida definitivamente con “Strappare Lungo I Bordi”, regalandogli musicalmente il sottofondo perfetto per lo sviluppo della serie. Giancane si è occupato della sigla e la sua musica compare infatti più volte nella serie con sonorità anni ’80, momenti funk o beatlesiani, composizioni al pianoforte.

Dal 19 novembre "Strappati Lungo I Bordi", la sigla della serie, è in rotazione radiofonica e a partire da venerdì 17 dicembre, invece, la release sarà disponibile anche in formato fisico, in una speciale edizione limitata in vinile giallo numerato, già in preorder.


Anche Calcare ha detto la sua riguardo l’importanza della musica nella serie:

"Tra le cose diverse che quest'esperienza mi ha portato rispetto al fumetto, c'è il fatto di aver potuto usare la musica. In mezzo a tutti i pezzi, che se stanno là è perché in qualche modo ce sto o ce so stato in fissa, averci il pezzo di @canegiancane come sigla, Libero dei @klaxon_punk nella prima puntata, e Un battito ancora de @gli_ultimi nella sesta, è stato molto più importante di quanto sembra, come quando parti per un viaggio lontanissimo tipo in Siria ma ti porti le cuffie con la musica che ti senti da tutta la vita per sentirti a casa e ricordarti da dove vieni"

Prendetevi un’oretta e mezza senza distrazioni, spegnete il telefono e mollate tutti. Accendetevi Netflix e godetevi “Strappare Lungo I Bordi”. Oppure guardatevi gli episodi uno alla volta, per approfondire ancora di più l'intero mondo di Zerocalcare, che alla fine diventerà anche un po' il vostro. E ricordatevi che “se su ottomila film non te ne va bene manco uno, forse sei te che non va bene”.