• Martina Strada

Veronal e la sua visione "Poptimista"

"Veronal è un cantautore, produttore e fonico" dice la sua biografia. Io Veronal (esagerando) vi dico che un pochino lo conosco, ci ho chiaccherato abbastanza spesso per un anno una volta al mese circa. Veronal non lo si riassume in tre parole o in poche righe. Musicalmente questo ragazzo mi ha sempre stupita e sorpresa perchè, per esempio, decidere di mettere insieme Salmo e i Pixies è tanto coraggioso quanto rischioso ma lui l'ha fatto bene e la cosa mi è sempre stata di una certa ispirazione.

Nel 2016, quando è uscito "Cantautotrip Mixtape Vol.2", io ero una poco più che ventenne che si stava mettendo musicalmente in discussione e sono incappata in questo EP. Se vi capita, quando siete indecisi su cosa ascoltare in macchina mettetelo su e sentitelo in loop. Vi sfido a non canticchiare "Fulmine" per le settimane seguenti.

Mi rendo conto che sembri una gran sviolinata ma mi sono sempre vantata di essere molto sincera, nelle recensioni più che mai. Questo preambolo serve in realtà per far inquadrare a chi non lo conosce Veronal e la sua musica e per dirvi che oggi è uscito "Poptimista", il suo nuovo album che lui descrive come un susseguirsi di foto un po' in bianco e nero, un po' a a colori con mille sfumature: è "emozioni diverse che, sommate insieme, hanno come principale risultato quello di regalarti ottimismo. Riempiono, in qualche modo, quel bagaglio a mano che ti accompagna verso il futuro".


"Poptimista" è composto da undici tracce e la mia preferita è l'ultima canzone: "Parigi". I veri Veronalers (dicasi Veronaler colui/lei che è fan di Veronal, neologismo coniato per il caso, per i diritti ci sentiamo in separata sede col mio avvocato, ndr) sapranno che è un remake di una sua canzone. Stesso testo, solo diversa la base.

Qualche anno fa era una bella canzone straziante, ora, in questa versione è una bellissima canzone straziante. Di quelle da dedicare al* vostr* amat*. Sarà il piano, sarà il violino, sarà che parla della Ville Lumiere ma questa nuova veste è magia pura. Se non avete mai sentito la prima realizzazione peccato, ma non compete con questa che vince a mani basse.


La prima traccia è un flusso di coscienza terapeutico: Veronal si presenta e presenta una realtà un po' amara ma terribilmente vera. Sarà facile ritrovarsi nelle sue parole ma nel bridge quest'amarezza si trasformerà in ottimismo e metterà un po' tutto in prospettiva. "Niente Di Più Semplice" non poteva che aprire l'album.


"Non Mi Avrete Mai" immaginatela come un film noir, in scala di grigi dove un uomo cerca di scappare da una serie di loschi figuri che provano di continuo a farlo passare dalla loro parte facendolo andare contro ciò in cui crede e che è. Ora immaginate Veronal che vi racconta questa storia su un palco, con pochi intimi e un faretto puntato sul palco. Ecco, io credo che questo dovrebbe essere il modo giusto per sentire questa canzone. Quando si potrà tornare a suonare auguro a tutti di poterci vedere sotto quel palco e sentirla insieme.


Traccia quattro "Le Luci": anche questa è un remake ma devo essere sincera e non mi ricordo assolutamente come fosse la prima versione. Anzi, inizialmente non l'avevo nemmeno riconosciuta se non fosse stato per quella ripresa di fiato al minto 1:56 che mi ha riportato indietro di qualche anno. "Le Luci" è una canzone che trae in inganno: inizia così calma da far pensare ad un bar degli anni '20. Poi lentamente prende velocità e siamo dentro un western, rincorsi da noi stessi, fino a tornare a indietro di un secolo e chiederci se è tutto successo davvero.


"Ragione D'Essere" è uno dei due singoli estratti. Se mi chiedessero di scegliere una canzone di Veronal per descriverlo vi direi questa. Lo stile, il testo, i cori. La canzone perfetta per essere un singolo e presentare un'artista.

Vi dirò anche che ne esiste un remix che trovate su tutte le piattaforme e che è bella anche così. Migliore non so, ma bella sì.

Non mi dilungo perchè vi basta ascoltarla per darmi ragione sulla sua bellezza.


La sesta traccia è l'altro singolo estratto da "Poptimista" e - spoiler alert - "Senza Pensieri" è una futura canzone da pogo, da dito medio alzato al distanziamento sociale perchè vi farà proprio venire voglia di assembrarvi con dei perfetti sconosciuti e iniziare a prendervi a spallate, a scambiarvi il sudore e stare proprio senza pensieri. Nell'attesa potete comunque pogare con il gatto o la mamma, giusto per tenervi in allenamento e liberarvi un po' la testa.


"D+" Veronal la racconta meglio di quanto possa farlo io in un suo post Instagram. Mi limito solo a dirvi che vi riempirà il cuore.


Segue "Eroi" che l'artista descrive come "un invito a gran voce ad essere se stessi". Una bella riflessione su quanto coraggio ci vuole per prendersi il proprio spazio e per prendere posizione nonostante ciò che ci circonda cerchi di portarci via la nostra indipendenza e ci imponga opzioni che restringono il nostro spazio vitale.

Piena di spunti, se siete in fase di crisi esistenziale vale la pena ascoltarla con attenzione.


"A Caccia Di Nuvole" racconta una rottura con una serie di immagini precise che non possono descrivere in maniera più vivida le scene. Riesce ad essere così reale che si empatizza con il cercanuvole in questione e ci si riconosce perchè tutti bene o male lo siamo e tutto ci fa sentire leggeri: la musica, la voce di Veronal.


"Luna" non riesco a inquadrarla. Mi piace ma non riesce a coinvolgermi così come gli altri brani e proprio non capisco cosa sia. Tutto è nelle corde dell'album, tutto è esattamente come dovrebbe essere eppure non mi entra in testa. Magari col tempo imparerò a volerle bene, ma per ora "Luna" vince il premio come brano meno coinvolgente.


Il penultimo brano è "Non Lontano Da Qui" è almeno un paio di settimane che mi concilia il sonno e non perchè mi annoia ma perchè proprio mi rilassa e mi fa sentire il calore di un abbraccio. L'album abbiamo detto che si chiude con "Parigi" ma "Non Lontano Da Qui" poteva tranquillamente essere l'ultimo brano e sarebbe stato tutto bellissimo comunque.


"Poptimista", riassumendo, è un album tanto da sentire quanto da vedere. Tutte queste foto, come le ha definite Veronal, immortalano con delicata precisione ciò che ci circonda e raccontano stralci di vita che possono appartenere a tutti.

Questo è quello che si definisce un bell'album e quest'anno abbiamo proprio bisogno di album belli che ci aiutino a tirare avanti.


Un'ultimissima cosa: tutto il lavoro dietro all'artwork dell'album è di Cam Rivero-Lake e ha fatto un lavoro pazzesco per fare in modo di trasmettere l'essenza dell'album anche tramite le immagini. Un applauso anche a lui.