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Vanarin: Electric Light Orchestra ai tempi del Coronavirus - Recensione "EP2"

di Nicola Lorusso


Qualcuno doveva pur rimpiazzare gli Electric Light Orchestra da quando hanno smesso di essere gli Electric Light Orchestra. A questo ci hanno pensato fortunatamente i Vanarin, dei quali - se fossero un farmaco, come il loro nome lascia intendere - sarei già gravemente intossicato.


Synth orgasmici, atmosfera ambient, sound rock e pop in connubio perfetto per portarti in viaggio da Vice City a Manchester passando per San Junipero e salutando lungo il percorso Pink Floyd e Alan Parsons.


La loro ultima fatica, "EP2", è uscita per Dischi Sotterranei, slegandosi quindi da Woodworm, con la quale avevano portato alla luce il loro primo album "Overnight". Dobbiamo ammettere che questo cambio di casacca non ha per niente influito sulla qualità dei loro brani, i quali risultano ora più audaci e liberi di percorrere strade meno battute in precedenza, avvicinandosi forse maggiormente alle reali intenzioni artistiche della band bergamasca, sebbene rinunciando a parte della versatilità e varietà che invece caratterizzavano "Overnight". Al costo di concentrarsi su un timbro musicale più specifico si è potuto sperimentare in profondità più che in ampiezza, facendo emergere componenti funk e ambient in precedenza celate dietro una giustificata voglia di campionare ognuna delle singole influenze musicali di cui i Vanarin si ritengono capaci in un album showcase per certi versi spaesato, sfaccettato, senza una singola anima riconoscibile. Rispetto ad "Overnight", perciò, ho l'impressione che si siano compiute scelte musicalmente importanti riguardo cosa mettere da parte e cosa invece coltivare con cura dello spirito che caratterizza il gruppo.


La scelta dell'inglese come lingua del cantato risulta riuscitissima per comunicare quel senso di appartenenza ad una cultura deliziosamente British e curata fin nei minimi dettagli, oltre che permettere loro di sfondare in un genere all'estero forse più apprezzato che in Italia - per ora.


Quello dei Vanarin è uno dei progetti musicali al momento senza dubbio più interessanti del loro genere, al quale sento di dover affiancare per unicità e qualità anche Deaf Lingo e Seville (se siete fan di questo genere, vi consiglio assolutamente di recuperare anche loro).



"EP2" è di certo un lavoro che certifica l'intenzione dei Vanarin di affermarsi con maggiore temerarietà e la giusta dose di grinta sul mercato, il quale siamo sicuri non impiegherà molto a premiarne i numerosi meriti che hanno dimostrato finora.

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