Rizzo: futura stella del pop italiano - Intervista

Rizzo è una giovane artista che viene dal profondo Molise, terra da cui provengono i bisnonni di Ariana Grande. Ed è proprio con il pop americano che Alessandra ha coltivato sin da piccola la passione per la musica. Crescendo, ha poi capito di poter trasformare questa passione in lavoro. Pubblica il suo primo brano, “Nagano”, nel 2020, prodotto dai The Ceasars da cui non si è più staccata. La sua voce arriva fino alle orecchie di Emis Killa e di Zanna che lo scorso anno decidono di portarla sotto la loro nuova etichetta, “Hateful”.

Il 2021 è stato l’anno in cui Alessandra ha iniziato a mettere in atto il sogno che aveva sin da bambina: poter vivere di musica. Pubblica diversi singoli tra cui “Mai più” con Emis Killa e Not Good - altro talento di casa Hateful - “Spaccherei” e “Ora vai”. L’anno appena entrato invece sarà all’insegna di un possibile momento di svolta per la giovane cantante che ha appena pubblicato il suo nuovo singolo "Siberiana" (Epic/Sony Music Italy), il racconto di un incontro casuale non privo di incertezze e dubbi giovanili, di cui ci ha parlato in quest'intervista.


Ciao Alessandra, benvenuta su Indievision e grazie per la disponibilità! Esce oggi il tuo nuovo singolo “Siberiana”, racconta di due persone che piano piano cercano di conoscersi ma hanno paura a lasciarsi andare totalmente. In che periodo hai scritto il testo e come ti è venuta l’idea di paragonare le sensazioni di questi due ragazzi alla neve gelida?

E’ un pezzo che ho scritto pochissimo tempo fa, sarà passato un mese ormai, ma mi ha colpito moltissimo. L’idea mi è venuta mentre stavo guardando un film, di cui non ricordo il nome, dove c’erano due ragazzi che si stavano conoscendo e vedere loro due in questa situazione mi imbarazzava un po’ [ride, ndr] e da lì quindi è nato lo spunto per scrivere il testo.


La produzione è curata dai The Ceasars con cui collabori da parecchio tempo. Da dove nasce questo sodalizio?

Con loro tutto è nato in modo molto buffo, li ho conosciuti grazie ad una persona e ci siamo visti per la prima volta una notte di dicembre, non c’è mai stato nessun imbarazzo. Mi hanno guidato molto nel mio percorso anche perché ero piccola quando li ho conosciuti e loro credono tanto quanto me in questo progetto.


Grazie al tuo sound così fresco ed innovativo riesci a spaziare tra tanti generi diversi. Ti consideri musicalmente “nuova” nel panorama discografico italiano?

Sì guarda mi ci considero per il fatto che mi faccio influenzare da canzoni in stile anni ’80, poi ultimamente vado in fissa con The Weeknd e c’è da dire che qui in Italia non c’è qualcuno che fa questo genere quindi sicuramente è una cosa nuova. [ride, ndr]


Ti mette pressione questa cosa?

Diciamo che non ci penso molto, quando sta per uscire un mio singolo provo una specie di euforia. E’ quello che mi piace fare, lavoro con gente con cui mi trovo e mi diverto quindi non ho ansia.


Invece raccontaci di come ti sei avvicinata alla musica e quali sono le tue influenze.

Mi sono avvicinata alla musica proprio da bambina, ricordo che guardavo sempre Disney Channel e mi piaceva ballare, però ho iniziato a voler cantare quando uscì “Rolling in the deep” di Adele, in quel momento ho capito che mi faceva stare bene e non vedevo l’ora di tornare a casa dopo la scuola per cantare davanti a mio padre che mi ascoltava. Poi sono cresciuta con il pop e le tipiche cose da adolescenti di quel periodo, ascoltavo spesso Bruno Mars per esempio.


Per l’appunto sei molto giovane quindi hai ancora tutta la tua carriera davanti. Qual è l’aspetto della tua musica che vorresti migliorare?

La costanza. Sono una persona che si lascia portare dal vento e vivo la musica in modo spontaneo, aspetto che sia la musica ad arrivare da me. Vorrei però essere più costante e “chiamarla” io piuttosto che aspettarla. A volte passa anche un mese senza che io tocchi il pianoforte, poi magari all' improvviso trovo l’ispirazione e scrivo un brano in poco tempo.


Com’è nata la collaborazione con Hateful, l’etichetta fondata da Emis Killa e Zanna? Che cosa hai provato quando ti hanno cercata?

E’ nato tutto dal nulla, il mio produttore conosceva Zanna perché avevano lavorato assieme in passato e siccome avevamo qualche pezzo da parte abbiamo deciso di coinvolgere diverse persone, tra cui Zanna stesso, per ricevere dei feedback, quindi gli ha mandato la cartella e dopo dieci minuti rispose dicendo che dovevamo lavorare assieme, a me sembrava tutto così assurdo ed ero davvero felice che stesse accadendo.


Il 2022 è iniziato con l’uscita di questo nuovo singolo, ma quali sono i tuoi obiettivi per quest’anno?

Molto probabilmente entro la fine dell’anno uscirà un progetto più ampio: i pezzi ci sono, la voglia pure e quindi sto lavorando per quello.


Ti ringrazio molto per il tempo dedicato ad Indievision e per ultimo ti chiedo di lasciarci con un’anticipazione dei tuoi prossimi mesi.

Per adesso ci godiamo quest’uscita e non abbiamo un vero e proprio programma però sicuramente non staremo più di due mesi senza uscire con un altro brano. Tra l’altro “Siberiana” non doveva uscire ora, avevamo in mente di pubblicare un altro pezzo e poi “Siberiana” ha sconvolto tutto, dunque vedremo un po’. Una cosa è sicura: aspettatevi tante belle cose!