• Martina Strada

"Paris is Burning" e il mondo delle Ballroom

PrideVision: giorno quattro. Oggi siamo a New York, negli anni 80 e parliamo di "Paris is Burning" e il mondo delle Ballroom. Are you ready to walk?


"Paris Is Burning" è un documentario uscito nel 1990 che racconta il mondo delle Ballroom nella New York della seconda metà degli anni '80 frequentate principalmente da LGBT+ e drag queen afroamericani e latini.Le Ballroom erano luoghi sicuri per la comunità LGBT+ dove i suoi componenti si sfidavano a colpi di sfilate e Voguing per aggiudicarsi trofei e fama. Ma andiamo con ordine.

Prima di tutto, per sfilare durante una ball bisogna appartenere ad una House e ogni House aveva (e ha) i suoi tratti distintivi. I nomi di queste House derivano da tratti distintivi o grandi marchi dell'alta moda, per citarne alcune Ninja, LaBeija, Xtravaganza, Saint Laurent.

Una House è -citando direttamente il documentario "a group of human beings in a mutual bond", sono famiglie letteralmente che si sostengono e si aiutano, guidate da una Mother, una persona (che può essere chi ha fondato la House o chi ne porta avanti il nome) che si prende cura dei Children, i nuovi entrati della House. Come le comunità religiose che si trovano insieme per pregare, le House si trovano per partecipare alle Ball e alle categorie della serata.


Le categorie sono delle "sfilate" con un determinato tema a cui si partecipa cercando di prendere il voto più alto dai giudici e così vincere nella categoria.Nonostante le categories siano le più disparate c'è un solo fattore che le accomuna tutte: the realness, l'idea di realtà, perchè all'interno delle Ballroom non ci si deve nascondere come in mezzo alle strade della città ma si può dare l'idea di quello che si vuole essere quindi una donna vera o un uomo vero.

Prima degli anni 70 le Ball erano per le drag queen il cui obiettivo era sembrare showgirl di Las Vegas, poi hanno iniziato a cambiare e si voleva somigliare alle bellissime icone del cinema come Marilyn Monroe, Elizabeth Taylor fino ad arrivare alla metà degli anni 80 dove si provava ad essere come le modelle delle passerelle internazionali.Le categorie sono state create per essere universali perchè non tutti potevano somigliare alle showgirls di Las Vegas: c'è così la categoria "modelle", "militari", "moda di alta classe" o "manager".

Ci sono anche dei meccanismi -che sono ripresi anche in RuPaul's Drag Race- come il reading, le shade e il voguing.Il reading è un momento in cui ci si trova e si usa l'arte oratoria per mettere in ombra verbalmente l'interlocutore, the shade. Shade è, per esempio, dire a qualcuno che è brutto senza dirgli direttamente che lo è, ma dando per scontato che lo sappia e quindi glielo si fa notare. Fatto tra partecipanti alle Ball lo si prende come uno scherzo, se lo fanno una drag queen e una persona che non fa parte di questo universo è solo uno scambio di insulti.Un altro modo per sfidarsi e mettere in ombra l'altra persona è il voguing, una lotta "fisica" a suon di mosse e pose fatte a ritmo di musica il cui obiettivo è ammaliare i giudici e oscurare l'avversario.Il termine "Vogue" prende il nome dalla rivista perchè alcuni movimenti si rifanno alle pose delle modelle delle pagine patinate mentre altre rimandano alla ginnastica artistica, ai movimenti egizi o a pose imbarazzanti. L'obettivo però è vincere e non toccarsi perchè il voguing non è uno sport di contatto.Il Vogue sale alla ribalta popolare con Madonna quando fa uscire il singolo "Vogue" dove balla accompagnata da ballerini del genere e fa conoscere al mondo intero quello che era un universo di nicchia.

Ne parliamo perchè le Ballroom erano uno spazio dove trans e drag e gay potevano essere se stessi pur vestendo gli abiti di altri, dove non erano discriminati per il loro orientamento il colore della loro pelle. Ognuno di noi ha bisogno un posto sicuro dove essere se stesso al di fuori della società, ma combattiamo e aspettiamo che sia la società il luogo sicuro di tutti, a prescindere da tutto.

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