Sesso, droga e fucking primavera nel disco di Albi - recensione

Siamo arrivati alla fine dell'interessante viaggio nei cinque dischi solisti de Lo Stato Sociale prima di vederli sul palco dell'Ariston con il loro singolo "Combat pop" per la tappa finale. Dopo Bebo, Checco, Carota e Lodo lo scorso venerdì 26 febbraio è infatti uscito "Albi" di Alberto "Albi" Cazzola, l'ultimo mancante del collettivo, sempre per Garrincha Dischi/Island Record. Come annunciato poco fa inoltre tutti i dischi solisti confluiranno in un unico grande disco dal nome "Attentato alla musica italiana".

Un disco di sole quattro tracce, al contrario di quelle degli altri regaz del collettivo che erano state cinque. Ma quindi che fine ha fatto la traccia numero uno? A quanto pare sarà proprio Combat Pop che potremo ascoltare in diretta dal palco dell'Ariston nelle prossime serate e che, così come Lodo ci aveva spoilerato, sarà cantata proprio dallo stesso Alberto.

Parlando del suo disco Albi ci racconta che «È una storia senza fine e senza un inizio preciso, diciamo che tutto ha preso forma quando ho capito cosa volevo fare nella vita: “stare bene, fare stare bene e cantare viva la libertà”. Da quel momento mi sono immerso nelle relazioni cercando di rispettare questa mia identità, in un equilibrio instabile sopra la follia di questa strana società globale».

La chiave di lettura dell'intero album di Albi sta proprio nella parola rapporto. C'è il rapporto con quella strana società globale in "Sesso, droga e lavorare", c'è quello con noi stessi in "Fucking Primavera", c'è il rapporto con l'altra persona all'interno di una relazione in "Belli così" e infine c'è il rapporto un po' malinconico con chi non c'è più in "Equazione".


Così come era stato per gli altri dischi solisti de Lo Stato Sociale, anche Albi si circonda di buoni amici per cantare alcuni suoi brani. Ecco infatti i featuring con l'amico Cimini in "Fucking Primavera" e con i Selton in "Sesso, droga e Lavorare", mantenendo prevalentemente in regia Matteo Costa Romagnoli, Nicola Hyppo Roda e Francesco Brini - gli storici produttori de Lo Stato Sociale - ad eccezione delle prime due tracce affidate a Simon Says!.


Il disco di Albi si apre con la traccia numero due, "Sesso, droga e Lavorare", scritta nello stesso periodo della pubblicazione dell'omonimo romanzo de Lo Stato Sociale, uscita a settembre del 2019. Con una certa ironia e con la voglia di riderci su, "Sesso, droga e lavorare" affronta il tema del rapporto con la società che ci circonda, mettendo in luce i vari (alcuni inevitabili) compromessi necessari a starci dentro. Dal rapporto col lavoro, a quello con le occasioni perse, passando per rock 'n' roll e crisi globale.

Tra i cori dei Selton e l'energico ritornello già dai primi secondi si percepisce la forza di questa canzone. E' come il nero, va bene su tutto e sfina, perfetta per darti la carica per una corsetta, ma anche da cantare fino a perdere la voce ad un concerto, o per quando si è un po' incazzati col mondo, il che ultimamente mi succede fin troppo spesso. La vita: nascere e crescere, e poi?

"Non voglio sprecare più nessuna occasione per dare il peggio di me" (da "Sesso, droga e lavorare")

«Il discorso è semplice: trovo oggettivamente difficile girare per casa senza ripetere "Fucking Primavera" totalmente a caso». Quando una tua amica ti manda un vocale dicendo queste parole, allora capisci che abbiamo un bel problema davanti. Quello di "Fucking primavera", in collaborazione con Cimini - che preoccupato chiede anche "Albi, come stavi quando hai scritto 'sta canzone?" - anche grazie alla sua magnetica cassa dritta è uno dei ritornelli più trascinanti degli ultimi anni, e già solo al primo ascolto ti ritrovi a scandire il ritmo con la testa. Ogni anno, di solito a capodanno, ci ritroviamo a scrivere quella maledettissima lista dei buoni propositi. Ogni dicembre dello stesso anno la rileggiamo e ci viene da ridere - a tal proposito, vi consiglio, come faccio io, di redigere al suo posto la "lista delle cose carine e inaspettate dell'anno" e compilarla a fine anno, quando sono già successe e passate alla cronaca. Ognuno di noi prima o poi fa i conti con tutte le promesse e i buoni propositi delusi per forza di cose, e questa è la canzone giusta per liberarsi da quella sensazione di delusione.

"Quante volte siamo stati bene a ballare dentro a un bicchiere e chiederci: dove si va?" (da "Fucking Primavera")

Passiamo poi a "Belli così", canzone che «parla del rapporto con l’altro in una relazione, è inutile provare a spiegare l’amore, l’unica cosa da fare è accettarlo e godere, stare bene e fare stare bene».

La bellezza di questa canzone sta proprio nella sua sincerità, così come la bellezza dell'amore sta proprio nella sua sincerità e nella sua semplicità.


L'amore vero è quello senza tante pretese, quello delle soluzioni e non dei problemi, quello della quotidianità e delle giornate speciali, quello dell' "eccomi" e non delle mancanze, quello della vita in vacanza e non del dovere, quello del volere il bene e la felicità dell'altro e la propria e nient'altro.

"Vorrei farti credere a notizie stupide, la scoperta della felicità e poi vedere com'è" (da "Belli così")

A chiudere il disco "Equazione", canzone che ammetto avermi commossa a primo ascolto.

«“Equazione” è per un amico che non c’è più, Mario, a cui vogliamo tutti un mondo di bene, senza di lui non sarebbe esistito Lo Stato Sociale e personalmente sarei una persona diversa se non fosse stato l’amico che è stato. È morto di leucemia qualche anno fa, era un fisico, un appassionato di musica e di vita e mi mancherà per sempre. Ho voluto incidere questo pezzo per farlo diventare un ricordo indelebile, per farlo rimanere in qualche modo, in mezzo a noi.» Perdere qualcuno di importante è come perdere un pezzo di cuore, che come Albi ci canta, non tornerà. Al suo posto ci saranno sempre i bei ricordi, indelebili nella nostra mente, ad accompagnarci e farci compagnia, seppur con un velato senso di nostalgia, nei momenti più duri. Sono (o almeno ci provo) una matematica, ed ecco che la frase "la matematica è una religione, io voglio credere a questa equazione" assume in questo contesto molti significati differenti, in riferimento al legame che si può avere con una persona alla possibilità di riuscire a costruire qualcosa anche con la mancanza. La vita è un po' come un'equazione, a volte diventa complessa, a volte può essere razionale o irrazionale, ma c'è sempre un principio logico per risolverla o quantomeno andarci molto vicino. Ciliegina sulla torta, le royalties ricavate da “Equazione” saranno devolute all’AIL, associazione italiana contro leucemie linfoma e mieloma.

"Ora che sono costretto a credere che con tutto l'amore che hai puoi costruire un mondo nuovo andare a viverci con chi vuoi tu tu che farai entrare tutti e darai la precedenza ai matti. La matematica è una religione io voglio credere a questa equazione" (da "Equazione")

I cinque amici de Lo Stato Sociale avevano esordito con "Potevamo fare la cosa più strana nel momento più strano e l'abbiamo fatta", e ce l'hanno anche dimostrato. Una iniziativa ambiziosa e coraggiosa, che ci ha permesso di scoprire quanto nella band bolognese ognuno dei suoi componenti dia un contributo distinto e fondamentale all'anima del gruppo, e ciò non è così scontato: sebbene sia la somma a fare il totale (come diceva il profeta), non così spesso nelle band avviene che ogni singolo componente abbia un ruolo nel gioco delle parti. Grazie a questi album singoli, invece, abbiamo scoperto le personalità, le debolezze e la forza di ognuno di loro. Dopo questa prova splendidamente riuscita, gli auguriamo il meglio per l'imminente tour de force di Sanremo, consapevoli che, comunque andrà, per noi sarà stato un successo.

Foto di Jessica de Maio.