• Ludovica Petrilli

Sogni, desideri, delusioni, demoni e speranza: l'universo musicale di Leo Gassmann

Dopo la sua esperienza ad X Factor 12, che lo ha visto semifinalista con il brano "Piume" e dopo la vittoria di Sanremo Giovani nel 2020 con il brano "Vai bene così", seguito poi dalla pubblicazione del suo album di debutto "Strike", Leo Gassmann torna con il suo nuovo singolo "Down". Il cantautore fa rientro nella scena musicale con un brano energico dove sperimenta nuove sonorità avvicinandosi al mondo del punk-rock. Con questo singolo, prodotto dal celebre produttore Francesco "Katoo" Catitti, il cantautore vuole esorcizzare i problemi legati ad un periodo difficile della sua vita. E' una vera e propria lotta con quei mostri interiori con cui tutti, prima o poi, dobbiamo farci i conti per andare avanti. Leo si augura che questo brano possa essere d'aiuto per i suoi ascoltatori, invitandoli a convivere con le proprie vulnerabilità e trasformarli in punti di forza.

In occasione dell'uscita del singolo, abbiamo avuto il piacere di scambiare quattro chiacchiere con lui!



Qual è stato il tuo primo approccio con la musica e quando hai sentito la necessità di esprimerti attraverso una canzone?

Il mio approccio con la musica è stato ad una età molto prematura. Ho fatto il conservatorio a 9 anni al Santa Cecilia, dove facevo solo strumento. Feci cinque anni e poi mi stufai di fare la musica classica perché i professori non mi stimolavano a sufficienza e mi facevano sentire un po’ ingabbiato con quelle regole così ferree. Questo perché ero molto giovane e una volta iniziato il liceo classico ho lasciato il conservatorio. Decisi di fare lezioni di canto e dopo un paio di anni di lezioni, feci un concorso per interpreti con Marco Rinalduzzi. Lo vinsi e in premio c'era la possibilità di scrivere una canzone e di inciderla su un disco. E' stata una bella avventura


Hai partecipato ad X factor nel 2018 arrivando quinto con il tuo primo singolo "Piume". Cosa ti porti dietro dall'esperienza di X factor?

X Factor per me è stata una scuola nel mondo della musica moderna. Mi ha aperto la visuale su quello che era il panorama contemporaneo della musica. Dal Santa Cecilia ad X Factor è stato un gran cambiamento. Il fatto è che io andai ad X Factor perché nelle comitive con cui uscivo fino ai 18-19 anni, non avevo mai incontrato nessun che avesse la mia passione. Mi sentivo tremendamente solo. Oggi più che mai se sei un musicista o sei comunque un cantautore, è difficile trovare dei luoghi dove ci si raggruppa e ci si scambiano idee a differenza degli anni 60-70, che c'erano luoghi in cui potevi scambiare idee con persone interessanti. L'unica maniera era quella di buttarmi nel buio. Feci questi provini, andarono bene. Il primo lo feci senza telecamere ed in anonimo e fu bello. Anche quella è stata un'esperienza incredibile. Mi sono portato dietro delle amicizie che ancora oggi ho nella mia vita. Comunque tutti gli artisti che ho davanti a me sono sempre un po’ come maestri, piccoli o grandi che siano, c'è sempre da imparare dagli artisti. Sono veramente fan di coloro che sanno fare qualcosa di diverso rispetto a quello che so fare io.


Nel 2020 sei salito sul palco più importante d'Italia: l'Ariston, vincendo la categoria delle nuove proposte con "Vai bene così ". Ho sempre trovato la scelta di questo brano veramente coraggiosa. È un brano che ti mette completamente a nudo e che in qualche modo manifesta le tue insicurezze e che allo stesso tempo ti dà la forza di andare avanti. Come mai questa scelta?

Perché era sincera. Era una canzone che è nata in un momento particolare della mia vita di grandi insicurezze. Ed era una canzone che era nata dal cuore. Quando arrivò il momento di scegliere il brano da proporre a "Sanremo giovani", per altro io non pensavo neanche di essere considerato dalla giuria, anche solo per la selezione iniziale. Mi rendevo conto che anche se si chiama Sanremo Giovani, partecipano sempre degli artisti formidabili che comunque non partono da zero. Sono persone che hanno fatto tante cose e nel mio anno c'erano artisti che stimavo tantissimo e che ascoltavo in cuffietta come: Fasma, Eugenio in via di gioia, Fadi. Erano tutti artisti che avevano fatto una certa strada e per me andare lì con un brano sincero e comunque vincere che poi per me la vittoria era già salire lì con i miei amici, la mia squadra e conoscere gli artisti con i quali ero in gara. Poi alla fine è una gara, però non è da considerarsi tale. Io sono fatto così, io non mi sento in competizione perché non devo vincere su nessuno. A parte che sono una persona molto fortunata e non ho la necessità di dover per forza farcela. Quando mi chiedono se voglio fare i soldi, per me non è importante. Per me è importante fare parte di un movimento anche senza esserne il protagonista, ma essere un semplice partecipante, migliorare le cose e arrivare alla fine, speriamo di una lunga vita e aver contributo a rendere le cose migliori. Mi interessa soprattutto di essere cresciuto come individuo. La musica non deve essere una gara, deve essere uno stimolo per tutti, deve incentivare a convivere ed insegnare il valore della condivisione e che possa amplificarsi anche negli altri settori . Credo comunque che la musica possa essere uno strumento per comunicare veramente dei messaggi che poi possono veramente amplificarsi nella società e di conseguenza cambiare il mondo in meglio.


Il 7 febbraio del 2020 è uscito il tuo album d'esordio "Strike". È una parola che crea un grande impatto per la sua semplicità. Perché hai scelto questo titolo?

Perché io non faccio mai strike! Però diciamo che strike mi portò anche un po’ fortuna come titolo. Comunque l'anno scorso mi è andata parecchio bene a livello musicale. "Strike" oltre ad essere titolo dell'album, è anche il titolo di uno dei brani che avevo scritto durante un viaggio che feci in tenda girando per tutta l'Europa un paio di anni fa. E' un album che ha un annetto e mezzo ormai e la maggior parte delle mie canzoni nascono dai viaggi, perché comunque per me è importante essere stimolato. Soprattutto nell'ultimo periodo non riesco a scrivere se non ho veramente una storia da raccontare importante. Poi più vai avanti e più cerchi di perfezionarti, diventi sempre più autocritico. Poi il viaggio per me è fondamentale. Il contatto con la natura è fondamentale per me, è lì che scopri te stesso, riesci ad ascoltare il tuo io interiore che riesce a comunicare quello che ha da dire in modo migliore.


In "Cognac supernova" citi la fiaba russa "Il Pesciolino d'oro" di Pushkin. Quale desiderio chiederesti al pesce d'oro?

Guarda io gli chiederei semplicemente di far star bene le persone che ho intorno a me, di proteggerle sempre. Perché senza le persone che ho intorno non sarei quello che sono. Gli chiederei di proteggere tutte le persone che mi vogliono bene, anche quelle che non mi vogliono bene. Magari gli chiederei di concedermi di darmi una possibilità, di farmi ascoltare da coloro che magari hanno dei pregiudizi nei miei confronti. A volte è un po’ una lotta combattere contro i pregiudizi, però mi fa piacere. E' normale fa parte dell'uomo provare determinate emozioni. Io sono convinto che il male non esista. Sono convinto che ognuno di noi abbia la propria realtà e che ogni realtà sia giusta. Perché a seconda dell'esperienze che viviamo e che non scegliamo di vivere diventiamo qualcosa. Quindi c'è sempre bisogno di avere molta comprensione in tutti i momenti della nostra vita e vivere anche più sereni.


In "Cantautore" c'è una frase che mi ha colpito molto: "I sogni sono porte che bussano alla morte per prendersi gioco di lei". Quanto è importante per te sognare?

Per me sognare è fondamentale. Per dirti ieri stavo con Matteo Costanzo che è il mio produttore di fiducia e anche mio migliore amico e ogni volta che vedo Matteo sono sempre molto entusiasta di fare nuove cose e lui apprezza molto questo mio essere sognate e l'avere sempre fiducia nelle cose che faccio. Per me è fondamentale continuare a sognare qualsiasi cosa ti capiti nella vita. E' la cosa più difficile mantenere un sogno ben saldo, però se hai il coraggio di farlo, io sono convinto che la perseveranza e la tigna, come la chiamava mio nonno, possano fare la differenza. Credo che non ci sia nessun sognatore che possa essere sconfitto. Se sei onesto e hai meno talento rispetto a qualcun altro, ma sei una persona che si impegna tantissimo, giorno e notte e ci crede così tanto nel suo sogno, per raggiungerlo non c'è niente che non si possa fare. Io sono convinto di questo. Perché raggiungere un sogno è anche semplicemente il percorso che si vive cercando di raggiungerlo.


In "Fiumicino" ti chiedi: "Eh mi chiedo cosa serve per me il futuro". Hai già qualche aspettativa nei confronti del tuo futuro?

Non so che aspettarmi dal mio futuro. Sto facendo tantissime cose. A dicembre mi laureo, a luglio esce un cartone che ho doppiato per la Pictures e poi uscirà il disco prima o poi. Farò altre avventure con la musica. Mi piacerebbe viaggiare e conoscere culture musicali diverse per unirle al cantautorato italiano. Mi piacerebbe fare tante cose. Non so dove mi porterà tutto questo, però sono sicuro che nulla è certo e che cercherò di seguire sempre il vento dove mi porta. Una cosa che ho imparato è che bisogna ascoltare dove mi porta il vento che secondo me non è metaforica come cosa. Lo senti, bisogna avere il coraggio di lasciarsi andare e di rischiare sempre, ogni volta. Diciamo che la vita ti riserva sempre delle sorprese. Io mi auguro di far musica tutta la vita e di poter vivere sempre con questa voglia di migliorarmi ogni giorno. Spero che questo non si esaurisca mai, sono abbastanza fiducioso che non accada, perché comunque è una cosa che ho da quando ero piccolino. Quando lo dicevo ai miei amici loro non mi credevano perché volevo sempre star con il sorriso e poter portare il sorriso in giro. Come dico in "Vai bene così" il mondo non è sempre a colori però secondo me, si possono cambiare le cose. C'è solo bisogno che le persone fortunate si impegnino a disperdere la loro fortuna e donarla agli altri. Poi questo servirà come esempio alle persone che faranno altrettanto. Sono convinto.


In "Stasera si beve" canti "Ma si, fallire è un sentimento comune, in ogni paese". Come reagisci davanti ad un fallimento?

Davanti ad un fallimento ovviamente ci sto male, perché di solito i fallimenti che vivo io personalmente vengono sempre dopo comunque qualcosa che ho provato a fare con tutte le mie forze. Io dormo pochissimo la notte per cercare di fare le cose al meglio, sempre. Però non sempre ce la faccio. Non sono un super uomo. Ovviamente ci sto male perché quando lavori così tanto e poi arrivano delle delusioni, è giusto starci male. Fa parte del percorso. Però il fallimento mi ha sempre stimolato tantissimo, mi ha sempre invogliato a fare sempre di più. Ogni volta che fai qualcosa sembra che poi non sarai più capace di raggiungere quel livello, però dopo ti rendi conto che ce la si fa. E' solo qua questione di esercizio.


Guardando il video di "Maleducato" nei primi secondi appare la frase "La musica batterà sempre nei nostri cuori unendoli in un simposio d'amore". Credi veramente che la musica possa fare la differenza nei giorni nostri?

Assolutamente! Anzi ti dirò di più. Penso che la musica sia l'unico strumento che abbiamo che non possa essere corrotto. Si, la musica può essere commerciale, oggi chiunque può fare musica e questo penso che sia una cosa molto positiva. Chiunque ha la possibilità di esprimersi. Le persone che sono di moda oggi non devono avere paura di perdere il posto, perché la musica è un ciclo e ognuno deve avere il suo tempo e il suo spazio, perché c'è spazio per tutti. Credo che la musica possa veramente essere l'unica speranza che abbiamo per essere utilizzata come uno specchio della società e per diffondere messaggi che possano ispirare anche gli altri settori. Io cerco sempre di dare un buon esempio alle persone che mi seguono, e ci sono persone che stanno crescendo con la mia musica e sono convinto che parte di esse un giorno magari, una volta che saranno cresciute, gli sarà rimasto qualcosa di quello che gli ho donato io attraverso la mia musica. Magari lo riverseranno nei loro mestieri in quello che fanno e magari faranno del bene, porteranno avanti un messaggio. Magari li miglioreranno anche, perché non è che io sia Gesù Cristo, magari porteranno un messaggio più elaborato del mio.



Dopo il tuo primo album c'è stato un periodo di "silenzio" e da poco sei tornato con un nuovo singolo "Down" che ti vede in una nuova veste sonora. Come è nata questa canzone e come mai questo cambio di rotta?

Questa canzone è nata da un susseguirsi di cattivi eventi che mi hanno recato dispiacere, dopo che mi ero impegnato tantissimo a raggiungere determinati obiettivi, ma non solo a livello artistico, ma anche umano, personali. Diciamo che questi eventi hanno lasciato nella mia vita, per un bel periodo durante l'ultimo anno, dei veri e propri mostri che rappresentano le paure, le angosce e che ognuno di noi deve affrontare , dopo delle grandi delusioni. Inizialmente ho considerato l'idea di scacciarli, di non pensarci, di allontanarli con il pensiero, ma non ci riuscivo. Allora ho capito che l'unica maniera che avevo per andare avanti era imparare a conviverci e di renderli un punto di forza. Ho capito che veramente che i traumi, guardandoli in faccia comportano l'evoluzione della nostra persona. Possono veramente trasformarsi in qualcosa di esaustivo che amplifica la nostra fame. Per quanto riguarda le sonorità a me piace molto sperimentar e non voglio mai risultare banale o prevedibile. Capiterà sempre nel mio percorso di cambiare le sonorità per far si che possano stimolare anche i miei ascoltatori, anche a seconda dei gusti musicali che cambiano nel tempo. A secondo di quello, cambio e costruisco la canzone. In particolare ultimamente mi sono appassionato moltissimo al punk rock, del quale ero già fan da parecchi tempo, però ho preferito uscire con una sonorità del genere che mi ha aiutato a raggiungere Francesco Catitti, che è un grandissimo produttore, che saluto, perché è stato molto disponibile a collaborare con un artista come me, che comunque è all'inizio e sta cercando comunque di farsi strada e portare i suoi messaggi . Però devo dire che è stato molto stimolante lavorare con lui. Abbiamo sperimentato moltissimo, ho introdotto l'auto-tune in una maniera un po’ più internazionale, un po’ come fa Post Malone, che non sempre lo utilizza e da spazio anche alla sua voce o come fanno i The Nineteen Seventy Five. Spero che questo brano possa aiutare le persone come ha aiutato me e a sconfiggere e a convivere con i mostri che vivono nelle nostre vite.


Nel post su instagram che annuncia il tuo nuovo singolo scrivi "Spero infine che la mia musica possa essere sempre un rifugio per i diversi e per le minoranze. Insomma un luogo sicuro nel quale non bisogna sentirsi sbagliati o giudicati". Queste parole mi fanno capire che hai a cuore le problematiche che in questo momento affliggono il nostro paese: violenza e odio nei confronti dei più deboli o per persone giudicate "diverse". Come si potrebbe dar fine a questo periodo d' indifferenza e violenza?

Farei un discorso utopico se ti dicessi che sono convinto che la violenza possa avere una fine? Perché come ti dicevo fare del bene è più complicato che fare del male. Spesso fare del male è la strada più semplice. Quello che posso dire io come artista e come persona è che gli artisti e le persone che comunque hanno seguito debbano dare il buon esempio e debbano ampliare gli orizzonti delle persone. Questo può avvenire soltanto attraverso l'istruzione e attraverso dei sani principi che vanno amplificati dall'istituzioni. Secondo me concetti come il razzismo, come l'omofobia dovrebbero essere annullati da manovre anche politiche che puntino ad istruire le persone ignoranti e fargli capire che ci sono delle cose che sono totalmente naturali. Perché spesso questi eventi di violenze sono fatti in maniera inconsapevole. Io faccio parte di Bulli Stop- Centro Nazionale Contro Il Bullismo, di casi di bullismo ne ho seguiti tantissimi e spesso il bullo è una vittima lui stesso. Sfogano le loro frustrazioni sui più deboli, perché ci sono i più forti che si approfittano di loro e hanno bisogno di sfogarsi in qualche modo. L'unica soluzione è l'informazione e l'istruzione e soprattutto il buon esempio da parte di quelle persone che hanno la possibilità di farlo.


Dopo il tuo ultimo singolo "Down" cosa dobbiamo aspettarci? Uscirà un nuovo album?Tornerai live?

Sicuramente questa estate suonerò con la band in giro perché penso che la musica debba essere portata ovunque ci sia la possibilità di suonare. E' importante che la musica non si fermi, non solo per noi artisti, ma anche per tutte le persone che lavorano nel mondo dello spettacolo e che stanno a casa da troppo tempo. Per quanto riguarda invece l'album, ci sto lavorando un anno mezzo con i miei migliori amici e abbiamo sperimentato tantissimo e non vediamo l'ora di poterlo presentare. Sicuramente l'uscita dell'album sarà verso l'autunno o l'inverno, perché voglio fare le cose per bene. Voglio alzare la qualità rispetto al primo album e quindi sicuramente ci saranno gli effetti speciali, però tra un po’ di tempo. Adesso che ho fatto uscire il singolo, spero che possa essere un momento di ascesa e che possa portarmi soddisfazioni a me, ai miei amici e a tutte le persone che mi seguono.