• Michela Ginestri

I Lagoona ci raccontano il loro mondo fatto di gin tonic, musica e treni persi - Intervista

I Lagoona sono una band umbra che ho scoperto per puro caso, grazie alla riproduzione casuale di Spotify qualche anno fa. La band è formata da Luca Chiabolotti (voce, chitarra), Daniele Marasca (basso), Lorenzo Megni (chitarra), Elia Ruggeri (batteria). Scavando più a fondo di un semplice ascolto si scopre il loro piccolo microcosmo. Un mondo fatto di passioni, di gin tonic, di casini, di treni in ritardo, di parole, d'arte e ovviamente di musica. Li abbiamo visti carichi sul palco, sentimentali in alcuni dei loro brani, rock ed energici in altri, sempre nuovi e mai prevedibili. Ai Lagoona piace cambiare e piace soprattutto mettersi in discussione pur rimanendo fedeli alla loro personale poetica dallo sguardo nostalgico. C'è un ordinato caos nelle loro canzoni e riescono nell'inaspettato compito di urlare certi sentimenti senza quasi nominarli. Lo scorso 5 marzo è uscita "Londra" - il loro ultimo singolo per Biscottificio Record - la storia del viaggio di una notte, che sembra lunga una vita, in cui si provano emozioni e sensazioni che ci sembravano dimenticate.


“Londra è un risveglio con qualche postumo, un numero di telefono dietro un pacchetto di sigarette e un viso senza nome, che non riesci a dimenticare”.

Non sappiamo cosa ci riserveranno per il futuro e in che modo riusciranno a riscoprirsi. Così l'abbiamo chiesto direttamente a loro. Con Luca, voce della band, ne è nata una piacevole lettura sull'amore, sui the1975, su Perugia e sui migliori ricordi.

Ciao ragazzi e benvenuti su IndieVision! Per conoscerci, mi raccontate la nascita della vostra amicizia e del vostro gruppo? So che si sviluppa tra Fabriano e la bellissima Perugia, “tra parole non dette e treni in ritardo”, che belli i treni in ritardo. Bhe la nostra amicizia è nata per un incontro casuale tra me (Luca) ed Elia.

Ci siamo incontrati una sera d’estate a Senigallia, presentati da amici in comune e da quella sera stessa abbiamo deciso che avremmo messo su una band. Ed in effetti il giorno dopo eravamo in sala prove. Successivamente sono arrivati Lorenzo e poco dopo Daniele e da lì non ci siamo più lasciati. Buffo è che i treni in ritardo sono riferiti proprio a Lorenzo, facendola vita dell’universitario fuori sede arrivava sempre all’ultimo momento con il fiatone alle prove.

Pensate che Perugia sia un posto particolarmente adatto a far sbocciare talenti? Penso oltre a voi anche ai Fask, agli Elephant Brain, My girl is retro... La scena di Perugia è molto forte, si è costruita con anni di band veramente valide che hanno prima di tutti noi tracciato basi solide per noi tutti. Tra queste voglio citare i Locked In, o i Dummo, ma anche la stessa etichetta To Lose La Track del buon Luca Benni che è ancora adesso un piccolo posto magico per molte band, soprattutto con il suo Italian Party che come ogni anno viene organizzato a Umbertide (e si, quando sarà possibile e non lo avete ancora fatto fateci un salto). Quindi tornando al nocciolo della domanda, la risposta è si, diciamo che tra di noi esiste un fortissimo campanilismo.

“I never did understand the duality of art and reality. Living life and treating it as such but with a certain disconnect”, cito (per niente casualmente) i The1975 per chiedervi, qual è la vostra visione dell’arte e cosa vi ha spinti in questo mondo? Prima di tutto amo il fatto che hai usato questa citazione, poichè in questo preciso momento sto ascoltando il Vinile di Music For Cars EP proprio dei 1975. Per quanto mi riguarda l’arte la vivo un po' in tutto e questo posso dire che vale anche per Lorenzo. Entrambi siamo illustratori e grafici e tutto quello che riguarda la nostra linea “grafico/artista” la facciamo noi, copertine ecc. In realtà non è stata una scelta fare musica, ma è stato un vero e proprio bisogno. Hai tutto questo rumore dentro di te, queste parole, questi colori che devi far uscire in qualche modo. La musica è una forma di arte terapeutica che nel bene o nel male ti salva la vita. Te la complica? Ovvio, ma pensa che noia sarebbe una vita senza complicazioni.

Lo scorso 5 marzo è uscito il vostro ultimo singolo “Londra”, un giusto equilibrio tra rock energico e nostalgia, perfetto per il momento. La nostalgia è un sentimento ricorrente nei vostri ultimi singoli, nonostante abbia trovato Londra molto diversa da 4AM e VHS in cui forse c’era anche una vena malinconica. “Il rock non eliminerà i tuoi problemi, ma ti permetterà di ballarci sopra”, disse una volta Pete Townshend (chitarrista dei The Who), è così anche per voi? In realtà 4AM, VHS e LONDRA sono volutamente diverse tra loro, e il fatto che hanno la nostalgia come linea in comune non è a caso. Questo perchè volevamo essere liberi di unire più atmosfere diverse ma con “mood” musicali diversi (SPOILER il prossimo singolo avrà suoni ancora diversi). Per quanto riguarda la malinconia, bhe la musica è un modo per esorcizzarla no?

“Respiri pesanti mani intrecciate, che cosa rimane di noi”. Probabilmente non esiste una risposta giusta, ma vi farà comunque la famosa domanda da un milione di dollari: cos’è l’amore per i Lagoona? C’è un modo giusto per raccontarlo? L’amore è quella cosa che cristoiddio e per quanto uno si sforzi non troverà mai la chiave giusta per definirlo, viverlo o raccontarlo. Poichè a conti fatti, per quanto vogliamo dire il contrario, in quel momento ci riduciamo tutti a dei coglioni con gli occhi a cuoricino.

Spesso per far scorrere più velocemente questi giorni di “staticità” mi proietto nel futuro, (non sempre ma ci provo) ricordando concerti, persone, momenti, viaggi. Sarà bello scoprire il sapore del “primo” concerto dopo tanto tempo, e rivivere certe “prime volte” in generale. Ci raccontate un aneddoto legato a qualche vostra canzone o qualche vostro momento in tour o in studio? Succedono così tante cose quando vai in tour che servirebbe un romanzo per raccontarle. Probabilmente il ricordo più forte è la nostra ultima data del tour insieme ai FASK a Perugia davanti a un Frontone SOLD OUT. Non scorderò mai la chiamata di Alessandro (chitarrista dei FASK ) che mi fa “oh Lu senti, scusa ma gli accrediti per la data non te li ho presi, visto che dovrai suonare”, pur conoscendoci da una vita letteralmente non credo che mi avesse mai sentito piangere al telefono, ecco quella volta successe ahahah. Come ci sorprenderete in futuro? Cosa dobbiamo aspettarci dalle vostre prossime pubblicazioni? Bhe diciamo che usciranno altri pezzi, probabilmente a cadenza trimestrale e che saranno molto diversi tra loro. Per salutarci, ci consigliate un album da ascoltarci in questi giorni di “zona rossa”? Un album che ascoltate quando volete salvarvi da tutto il resto.

In questo periodo oltre i podcast del mio nuovo maestro di vita Alessandro Barbero, sto riascoltando molto Blonde di Frank Ocean, I Like It When You Sleep, For You Are So Beautiful Yet SO Unaware Of It dei 1975 e vagonate di musica Lo-Fi.



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