La versione più intima della "Marina" di Sandri, intervista e live session esclusiva su IndieVision


Lo scorso 18 dicembre è uscita "Marina", il primo brano (distribuito da Garrincha Dischi) di un promettente artista cesenate, Michele Alessandri in arte Sandri.

"Marina è una donna che sa di salsedine, ha gli occhi di vetro, la pelle chiara e i suoi capelli sono spuma e onde. Ha un cuore di sabbia che facilmente si scioglie e uno sguardo di sole che si trasforma presto in notte di luna." Simile ad una sirena omerica, Marina si lascia trasportare da un primo minuto di sax e dal ritmo travolgente del tamburo in una danza continua, in cui la voce del cantautore si lega perfettamente al ritmo degli strumenti trasportando l'ascoltatore in una perfetta armonia. Un brano emozionante e ricco di immagini che vi condurranno tra i vostri ricordi più intimi.


Se un sogno avesse una colonna sonora, probabilmente inizierebbe con quel sax. Un brano d'esordio particolare e ricco di emozioni, tanti strumenti e sperimentazione per una voce calda e incisiva che mi ha conquistata sin dai primi secondi. In attesa di capire come procederà il viaggio di Sandri (e magari anche quello di Marina, chissà), gli abbiamo chiesto di parlarci un po' di lui e del suo mondo, per poi regalarci una speciale versione del brano, registrata in un'antica bottega di un liutaio del cesenate.


Ciao Michele e benvenuto su IndieVision! Un po’ come se, per gioco, dovessi presentarti al resto della classe il primo giorno di liceo, trepidante al primo banco…Ti va di parlarci un po’ di te e della tua musica?

Ciao IndieVision, per prima cosa grazie mille per avermi contattato e per esservi interessati al progetto.

Mi presento pensandomi al primo giorno di scuola: Ciao a tutti sono Michele Alessandri in arte Sandri, sono nato e vivo tutt’ora a Cesena, città a cui sono legato tantissimo, la mia musica è partita da una vecchia chitarra classica trovata in garage a cui erano rimaste solo quattro corde, quello è stato il mio primo incontro con uno strumento musicale, da quel momento in poi la mia curiosità si alimentava di giorno in giorno e trovavo in quella chitarra uno sfogo e un divertimento unico. Crescendo mi sono avvicinato al basso elettrico da autodidatta ed ho incominciato a suonare con i miei amici fino a creare un gruppo, i “So Long”, con loro da 10 anni a questa parte ho registrato due dischi e incominciato ad approcciare i primi palchi.

L’avventura da “solista” nasce nel 2017 quando ho incominciato a buttare giù qualche pensiero e a metterci sopra due note.

Vedendo che la cosa funzionava e mi faceva sentire bene, ho iniziato a scrivere molto e a trasformare istintivamente quelle parole in musica. Nel 2018, grazie all’incontro con Andrea Cola e grazie alla sua voglia di collaborare e crederci insieme a me, quei brani hanno iniziato a prendere una forma diversa, li ho visti maturare e crescere davanti ai miei occhi ed eccoci qua oggi con Marina.


Lo scorso 18 dicembre è uscita la tua “Marina”, la canzone con cui ti sei presentato al mondo della musica. Ci racconteresti com’è nato il brano? E perché proprio Marina come primo singolo?

La scintilla è partita quando Tommy Graziani e la sua batteria hanno iniziato a suonare. Io e Andrea gli avevamo dato qualche indicazione su come avevamo pensato la ritmica principale e lui, una volta premuto Rec, ha tirato fuori la ritmica di batteria che poi abbiamo utilizzato per tutta la canzone. A quella ritmica un po' tribale, ipnotica, abbiamo aggiunto sintetizzatori, basso e infine abbiamo deciso di utilizzare un timbro che ci appassionava molto, quello del sax, nell’intro soprattutto volevamo dare molto spazio a questo strumento, farlo cantare come una voce, come se fosse proprio la voce di questa Marina. Abbiamo quindi chiamato Gianni Perinelli a cui abbiamo detto di lasciarsi andare in questa introduzione e fare quello che si sentiva e ci ha veramente lasciato a bocca aperta. La scelta di utilizzare Marina come primo singolo ci ha trovati subito d’accordo, perché essendo un po' fuori dagli schemi era interessante vedere come le persone potessero reagire a questo brano.

Marina si apre con un sax protagonista assoluto del primo minuto della canzone, a cui poi si vanno ad affiancare la tua voce, che ci racconta la storia di questa particolare ragazza dal cuore di sabbia, e altri strumenti musicali. Da dove nasce la tua passione per la musica e da dove questa intrigante varietà musicale e strumentale?

All’intro di Marina abbiamo lavorato tanto, per tirare fuori quello che io e Andrea avevamo in testa. L’idea era quella di creare un ambiente sonoro dove potersi immergere sin da subito, proprio per questo abbiamo deciso di concentrarci su questo intro e dargli così tanto spazio.

La varietà degli strumenti che abbiamo utilizzato è data molto dal voler provare timbri nuovi e sperimentare, cercare il suono giusto al momento giusto.


La protagonista della canzone è una donna particolare, a tratti fuggente, con un cuore di sabbia che facilmente si scioglie e uno sguardo di sole che si trasforma presto in notte di luna. Ci coinvolge con l’energia della musica fino a portarci in mare aperto. La definirei quasi una sirena omerica. Ci racconti di lei?

Marina è una figura strana, mi piace pensarla che si risveglia quando l’estate è finita, quando in spiaggia ormai non c’è più nessuno e lei è libera di cantare a squarciagola, ballare, tuffarsi dagli scogli.

Mi piace pensarla come un’onda che arrivata a riva ti prende dalle caviglie e ti porta via con lei, insomma ognuno di noi è bello che si costruisca la propria Marina. Mi piace molto creare delle immagini nei testi e mi è piaciuto molto che voi ci abbiate visto una sirena in Marina, potrebbe essere, chi lo sa?.


Sappiamo anche che stai lavorando per realizzazione del tuo album d’esordio, progetto in cui sei affiancato da nomi già noti nel panorama musicale, tra cui membri di Iosonouncane, Jang Senato, Comaneci, Alberto Fortis, Sunday Morning. Cosa dobbiamo aspettarci da questo tuo primo disco?

Si, ho avuto la fortuna di collaborare e conoscere musicisti veramente formidabili che mi hanno aiutato a costruire i brani che ho scritto. La forza di questo progetto è proprio questa, mi piace che ognuno partecipi alla realizzazione del brano dando spunti, idee, è stato piacevole trovare persone che si sono appassionate al progetto dandomi una mano, devo tanto ad ognuno di loro.


Stiamo per vedere una speciale live session di Marina, una versione voce e chitarra registrata in un'antica bottega di un liutaio del cesenate. Da dove nasce l’idea?

L’idea di registrare un mini set live nasce da questo momento storico, dove non potendo suonare dal vivo abbiamo cercato di trovare una location vicino a casa per poter registrare qualche brano, e grazie a Diego Suzzi, giovane liutaio Cesenate è stato possibile vivere la parte più concreta della musica, che in questo momento manca tantissimo a tutti.


Grazie ancora IndieVision per avermi concesso questo spazio, buon ascolto.

Regia, riprese e montaggio: Marcella Carlotta Magalotti

Audio: Andrea Cola

Location: Liuteria Diego Suzzi