"L'Aria Il Cielo Il Coperto Il Sereno" di Mox - Il Sabato del Vinile

Oggi per il “Sabato” del Vinile vi parlerò dell'ep di un artista e cantautore molto appassionato al mondo dei vinili che ha voluto far uscire questo suo lavoro solo in vinile in occasione del Record Store Day del 2020, ossia la giornata mondiale dedicata ai negozi di musica indipendenti e celebrata con pubblicazioni speciali o a tiratura limitata. Il lavoro in questione è “L’Aria Il Cielo Il Coperto Il Sereno”, primo ep di Mox, pubblicato il 29 agosto del 2020 dall'etichetta indipendente Maciste Dischi.



Prima di intraprendere la carriera da solista Mox, nome d’arte di Marco Santoro, faceva parte come voce e chitarra dei Jonny Blitz, gruppo indie pop, rock, con il quale ha pubblicato un Ep “Ti ricordi quella volta che” e due dischi “Musica per chi l’ascolta la prima volta” e “Colpa del sole” tra il 2010 e il 2015.



Nel 2018, dopo aver terminato l’esperienza nella band, il cantautore romano di origine siciliana pubblicò per Maciste Dischi il suo album d’esordio “Figurati l’amore”, disco che riscosse buon successo, trainato da pezzi come “San Lorenzo”, “Lacci” e “Ad Maiora”, facendo diventare Mox uno dei cantautori emergenti più interessanti sul panorama italiano.



Durante la pandemia il cantautore, oltre a scrivere nuovi brani, decise di ri-arrangiare e cantare insieme ad amici e colleghi alcuni brani del suo primo disco e alcuni inediti. Da queste sessioni nacque “L’Aria Il Cielo Il Coperto Il Sereno”, ep composto da quattro tracce e pubblicato solo in vinile, formato fisico a cui il cantautore è molto legato, che vede la partecipazione di due compagni di etichetta, Fulminacci e i Canova, e di due cantautori già affermati del panorama indipendente italiano, Dimartino e Dente.


"Come se di giorno poi non ci fosse L'atmosfera ideale, tutto ci sembra Fin troppo reale come se il giorno esistesse Soltanto per farmi incazzare" (da "Di notte")

Non sto qui a raccontarvi la storia dietro la copertina o la genesi del titolo, poiché le parole migliori utilizzate per spiegare questo ep sono state scritte dallo stesso cantautore nel post Instagram con cui ha annunciato l’uscita di questo suo lavoro.


Lato A

Questo lato si apre con “Fino a quando il cielo esiste”, brano cantato da Mox insieme a Fulminacci e caratterizzato da un ritmo incalzante e trascinante. In questo pezzo, il primo dei due inediti dell'ep, il cantautore romano e il suo giovane compagno di etichetta lanciano, utilizzando la linea del sarcasmo, una critica ai danni che gli esseri umani stanno infliggendo al nostro pianeta, i quali però vengono minimizzati con frasi del tipo “fino a quando il cielo esiste / non è l’apocalisse”. Nonostante il sound travolgente, la tematica dei danni ambientali è evocata alla perfezione da Mox attraverso una serie di immagini che sembrano essere ironiche, ma che sotto sotto nascondono una triste verità fatta di inquinamento dei mari, surriscaldamento globale, inquinamento luminoso e speculazione edilizia. Anche se il “fino a quando il cielo esiste / non è l’apocalisse” del testo viene spesso utilizzato da coloro che fan finta di non accorgersi della catastrofe ambientale, queste due frasi sono ricolme anche di speranza poiché fin quando esisterà il cielo esisteremo anche noi, ma per far sì che questo accada, per permetterci di ballare ancora una volta sotto il cielo stellato serve che il cambiamento parta prima da noi, dalle nostre abitudini e poi si estenda anche verso la comunità che abitiamo perché solo così potremmo invertire la rotta e riuscire a convivere in pace e in serenità con il nostro pianeta, la nostra fonte di vita.



La seconda traccia del Lato A è “Brava”, brano già presente nell'album “Figurati l’amore” e riproposto qui in duetto con Dimartino. Questo pezzo, considerato dal cantautore romano il suo preferito del suo disco precedente, descrive l’ultimo incontro tra due ex innamorati davanti un caffè nel loro solito posto, ossia quel bar che ha visto il loro amore nascere, crescere, appassire ed ora concludersi definitivamente. Questa canzone è caratterizzata da un ritmo in crescendo che nota dopo nota ti trasporta all'interno di questo ultimo incontro, nel quale l’ascoltatore si può facilmente immedesimare poiché a tutti è capitato, sta per capitare o capiterà di rivedersi, per parlare o anche per puro caso, con un amore passato, ossia con quella persona che per un breve periodo ti ha reso felice, ti ha fatto provare emozioni nuove ma che ora non fa più parte della tua vita. Durante queste conversazioni, molto malinconiche per chi è stato lasciato, pian piano, come all'interno di questa canzone, ci si inizia ad accorgere dei cambiamenti che hanno colpito quella persona dei quali, però, non si era a conoscenza e quindi si capisce che nonostante le promesse che si fanno sia durante la relazione, sia dopo essersi lasciati, come quella di rimanere in buoni rapporti, alla fine molto spesso ci si perde, si va avanti con la propria vita, mettendo in un angolo del proprio cuore e della propria mente l’esistenza di quella persona, una volta fondamentale ma adesso solo momentanea, come quei giocattoli con cui si giocava da bambini.


"Scusa, ti avevo preso una cosa L'ho dimenticata Ma brava, parlami della tua vita Dimmi di come è cambiata Che in fondo chi se ne frega" (da "Brava")

Lato B

La facciata si apre con “Di notte”, secondo inedito dell’ep che vede la straordinaria partecipazione di Dente. Questo brano, forse il più autobiografico dell’intero lavoro, è una sorte di ode alla vita notturna e alla gente che si sente a suo agio, si nasconde dalle fatiche del giorno nella magica atmosfera della notte. Da sempre, sia per i pittori, sia per i musicisti, sia per qualsiasi animo artistico il vivere di notte, lontano dalla luce del giorno e nell’affascinante e caotico silenzio che solo l’oscurità della sera porta con sé, è stato come un'ancora di salvezza, una pausa necessaria dalle responsabilità che la vita e la società diurna impone e una valvola di sfogo per i propri divertimenti o per concentrarsi sul proprio animo creativo.



L’Ep si chiude con “Mara”, brano anch’esso estratto da “Figurati l’amore” e che vede la collaborazione dei Canova, i quali insieme al cantautore romano hanno realizzato una nuova versione da togliere il fiato. Per Mox Mara è una musa, nata, come dice lo stesso autore, da un dolore positivo, ossia un dolore necessario, causato, in questo caso, da un amore finito, consumato forse troppo in fretta, il quale però ha portato alla scrittura di questa favolosa traccia. Questo brano vuol far capire all’ascoltatore che dopo un forte dolore derivante da un evento sentimentalmente tragico, come una rottura, separazione, o addirittura più grave, come un lutto, molto volte ci si può rialzare più forti e resistenti di prima. Infatti, partendo dalle ceneri, dai mille pezzi causati da quel forte malessere che sembra inizialmente insopportabile, pian piano si riesce filo dopo filo a sistemare la matassa, fino ad arrivare ad un punto in cui, da un lato ci si sente come si era prima, dall’altro si hanno nuovi stimoli ed, infine, si è più maturi, poiché il dolore provato ci ha aiutato a crescere e a lottare, con ancor più forza, per la nostra felicità.


"Se vuoi possiamo fare finta Che non sia così anche se è così Mara amava amare ma anche il mare Finisce prima o poi, figurati l'amore" (da "Mara")

“L’Aria Il Cielo Il Coperto Il Sereno” è uscito esclusivamente in vinile (sui servizi di musica digitale i quattro brani si trovano separatamente solo come singoli) in un’edizione speciale per il Record Store Day del 2020. Questo formato è accompagnato da 4 adesivi (a me ne sono arrivati solo due), che riproducono fedelmente le copertine realizzate appositamente per ogni singola traccia da Francesco Del Re, autore anche della magnifica volpe sulle nuvole nel cielo azzurro dell’artwork del formato vinilico.