"Kintsugi": finalmente Manfredi ha messo insieme i pezzi - Recensione

È arrivato il momento per Manfredi di entrare in scena: venerdì 16 aprile è uscito “Kintsugi”, il suo album d’esordio, prodotto da Matteo Cantaluppi per Foolica e distribuito da The Orchard.

“Doveva essere oggi”, “Hollywood” e “Milano Droga” sono i singoli che hanno introdotto questa novità, mostrandoci in anteprima il mood del disco e la visione del mondo da parte del cantante.

Questo insolito titolo dal sound orientale rappresenta la pratica giapponese del riparare oggetti utilizzando l’oro. Tale metafora viene utilizzata per simboleggiare i lati positivi di ogni persona, che a volte derivano da un passato difficile e tormentato, ma possono poi rivelarsi utili per affrontare il futuro in maniera sicura e innovativa.

Come le crepe dorate rendono unica una ceramica, io credo che le ferite rendano uniche le persone. Lasciarsi conoscere da qualcuno significa condividerne i momenti tristi, perché i momenti felici si condividono con tutti”.

Manfredi, nome d’arte di Antonio Guadagno, è un giovane intraprendente che ha iniziato a scrivere canzoni all’età di 17 anni, anche se il suo primo lavoro è stato registrato da appena maggiorenne. I suoi brani "Milano Navigli”, “Cuffiette” e “Noi meno tu” sono entrati nelle playlist di Spotify “Indie Italia” e “Viral 50 Italia”, superando i 4 milioni di ascolti totali e conferendogli già un tocco di notorietà, anche se ancora primitivo. Con il tempo il ragazzo è maturato e ha iniziato a scoprire la vita in molti dei suoi aspetti, arrivando ad essere abbastanza consapevole da pubblicare dieci tracce che rappresentano chiaramente un percorso di crescita personale e professionale intrapreso nel corso degli anni.

"Con questo primo disco mi lascio conoscere, racconto due anni della mia vita in dieci tracce, senza inventare nulla. Anche per me è arrivato il momento di mettere insieme i pezzi”.

L’amore è sicuramente un tema predominante, infatti viene affrontato nella metà dei brani del disco, rispettivamente in “Quando una storia finisce”, “Inventerò una scusa”, “Hollywood”, “Ricostruire” e “Vorrei bastarti”.


“Quando una storia finisce io ripenso ai concerti Poi mi butto sul letto e non la richiamo più" (da "Quando una storia finisce")

“Quando una storia finisce” è la prima traccia dell’album, quasi paradossale visto che parla di una relazione che invece volge al termine. Probabilmente però questo fattore rende la partenza ancora più interessante di quanto preventivato. Nel ritornello viene presentata la situazione di rottura da entrambe le parti della coppia e anche la voglia di ricaderci di nuovo anziché addentrarsi immediatamente in un’altra relazione.


“La vita non è tutta come un'equazione Per cambiare risultato basta un'emozione” (da "Porte Chiuse")

Il presente è imprevedibile e questo rende incerto anche il futuro: "Porte chiuse" ci ricorda che i numerosi ostacoli presenti nella nostra quotidianità vanno affrontati a testa alta, con il coraggio di prendere le decisioni e di fare autonomamente i propri sbagli, anche con qualcuno accanto che ci supporta durante le numerose burrasche emotive.


“Milano è un po’ come le droghe, Milano cambia le persone” (da "Milano Droga")

Il cantautore, pur essendo nato a Salerno, ha vissuto a Milano fin da piccolo, infatti ci è talmente affezionato da averle dedicato due canzoni. La prima era ancora immatura e legata ai suoi primi anni di carriera, mentre quella recente, "Milano Droga", è una versione che rappresenta i vari cambiamenti che l'artista ha visto e vissuto in tale contesto pieno di innovazioni, stranezze e mutazioni che creano dipendenza.


“In questo mondo di sorrisi Solo una lacrima è per sempre” (da "Inventerò una scusa")

"Inventerò una scusa" è una canzone apparentemente nostalgica, che lascia spazio in realtà ad una riflessione più profonda. Nella vita è sempre necessario ammettere che gli errori fanno parte di noi - in quanto esseri umani - e che le cose finiscono ed è giusto lasciarle scorrere via come un fiume che percorre chilometri e infine si getta nel mare.


“Amico immaginario mi spieghi perché Perché non esisti? Tra tutti proprio tu Che mi ascolti e che mi capisci” (da "Amico Immaginario")

"Amico Immaginario" è una traccia chiaramente autobiografica, che narra della difficoltà di farsi amici veri e di affidarsi dunque a quelli immaginari, che sono invece maggiormente presenti e affidabili. I bambini si creano spesso un mondo fittizio in cui vivere e, a volte, gli adulti invidiano questa leggerezza perché per loro è più complicato trovare una via di fuga dalla realtà quando si è sommersi di pensieri e turbamenti.

“E non dovrei guardare troppi film Lo sai anche tu, l'amore è una bugia di Hollywood” (da "Hollywood")

L'amore ritratto in "Hollywood" ci proietta direttamente nel cinema classico hollywoodiano, con amori perfetti e colpi di fulmine che dominano la scena. Dopo la crisi del '29, negli Stati Uniti sono state investite ingenti somme di denaro per creare questi lungometraggi romantici e illusori, per cercare di tornare a sognare dopo un periodo di buio. Tutt'oggi, nonostante la freddezza della realtà, abbiamo bisogno di credere che ci sia qualcuno che riesca a farci provare quei forti sentimenti mostrati sui grandi schermi.

“E non importa se mi fai paura Mi godrò il momento almeno finché dura” (da "Ricostruire")

"Ricostruire" è fortemente legata al titolo dell'album, come gli oggetti riparati con l'oro infatti, anche le persone hanno bisogno di rimettersi in gioco dopo le rotture precedenti, cercando di trovare qualcosa o qualcuno per cui valga davvero la pena essere vivi e creare un futuro migliore.


“Vorrei bastarti come sono però Mi rendo conto che per te sono poco” (da "Vorrei Bastarti")

Tutti abbiamo il desiderio di sentirci unici, ma a volte ci preoccupiamo di non essere all'altezza di persone o situazioni che ci si pongono davanti. "Vorrei Bastarti" esprime chiaramente questo concetto, lasciandoci l'amaro in bocca, ma ricordandoci della fortuna di avere intorno individui talmente speciali da sembrarci quasi irraggiungibili.


“Non importa che sia giusto o sbagliato Sei il mio più bel ricordo ma appartieni al mio passato” (da "Rompere")

I ricordi ci formano, ci rendono ciò che siamo nel presente e chi diventeremo in futuro, per questo è così tanto importante conservarli. "Rompere" non sta a significare necessariamente la fine di qualcosa, ma anche un possibile nuovo inizio affrontato in maniera coraggiosa e innovativa.


“E intanto mi accorgo che se non imparo adesso A stare bene con me stesso, forse non imparo mai” (da "Doveva essere oggi")

Rabbia e delusione si mescolano in "Doveva essere oggi", canzone piena di rimpianti, però espressa in maniera quasi opposta al testo, che contiene molti complimenti alla persona amata e rimproveri verso sé stesso per non aver affrontato alcune situazioni nella maniera più sensibile e corretta possibile.


Manfredi ci ha sorpreso con brani che sembrano tutti incarnare la voglia di addentrarsi in un'intrepida avventura, superando le difficoltà del passato e procedendo spediti verso una nuova meta. Tutto ciò ci è sicuramente vicino, se pensiamo a quello che il mondo sta affrontando da ormai più di un anno, e ci sprona ulteriormente ad avere fiducia e speranza in un futuro più roseo e pieno di vita.