• Ludovica Petrilli

Ciliari: Gli scontri del quotidiano e le altre sfide del suo progetto solista

Domenico Tinelli in arte Ciliari, non è nuovo nell'ambiente indipendente.

E' stato il frontman della band Gli Amanti con cui ha ricevuto una candidatura alle Targhe Tenco nella sezione "Miglior Opera Prima" e con cui viene selezionato tra i 60 finalisti delle nuove proposte per il Festival di Sanremo nel 2014.

Si è esibito in vari tour al fianco di artisti come: Selton, Levante, Luci Della Centrale Elettrica, Criminal Jokers, Canova, Edipo e molti altri.

Nel 2016 diventa testimonial e cantante per la Good Company by Trussardi, un progetto ideato da Gaia Trussardi per la famosa casa di moda italiana.

Dopo diversi anni lontano dai palchi, nasce il suo progetto solista, Ciliari.

Un progetto musicale che vede la luce con il singolo d'esordio "Nebbia", seguito poi dal suo ultimo lavoro "La notte è un film francese".

In occasione dell'uscita del suo ultimo singolo gli ho fatto qualche domanda per conoscerlo meglio!




Ciao Ciliari! Qual è stato il tuo primo approccio con la musica?

Ho iniziato a suonare la chitarra da bambino, avevo circa 6 anni. C’è da dire che quando ero piccolo la maggior parte dei bambini della mia età andava alla scuola calcio e onestamente ci sono andato anch’io, ma ero proprio negato. Ero il classico bambino che sceglievano per ultimo e sinceramente facevano anche bene. Un giorno invece mi regalarono una cassetta dei Queen e ricordo che impazzii letteralmente per gli assoli di Brian May, così come impazzivo quando mio babbo metteva in macchina la cassetta “Emozioni” di Battisti (anche perché c’era solo quella, ma la adoravo). Mi facevo dei viaggi assurdi e la musica mi faceva stare bene. Allora i miei genitori mi chiesero se volessi imparare a suonare la chitarra e ne fui entusiasta. Da allora non ho più smesso.


Come mai hai scelto di chiamarti Ciliari?

E’ stato un caso. Avevo bisogno di un nome che fosse adatto a questo mio nuovo inizio dopo un periodo di auto isolamento in cui non avevo voglia di vedere nessuno, ma in cui ho scritto davvero molto.

Ero totalmente in panico, ma sapevo che alla fine il nome giusto sarebbe arrivato per caso.  E così è stato. Ho chiesto consigli agli amici che hanno iniziato a propormi una serie di nomi imbarazzanti e ammetto che anch’io avevo idee particolarmente pessime, ma un giorno, in sala prove, ho incontrato due amici musicisti che hanno iniziato a giocare con il mio vero nome e, chiaramente per prendermi un po’ in giro e visto anche il periodo che avevo appena trascorso, mi hanno proposto Ciliari. La cosa mi ha fatto particolarmente ridere e alla fine ho scelto di chiamarmi così.


Sei stato il frontman della band "Gli amanti" con cui hai ricevuto una candidatura alle Targhe Tenco, e con cui sei stato selezionato fra le 60 proposte per il Festival di Sanremo del 2014. Perché hai scelto di proseguire la tua carriera con un progetto solista?

Quello con Gli Amanti è stato un percorso straordinario che forse solo in pochi ricorderanno. E’ stata un’esperienza di vita incredibile in cui raccontavamo la verità, in cui ci sentivamo liberi, nel sound e nelle canzoni, tanti chilometri di strada percorsi in giro per l’Italia, palchi e backstage, dischi, tanti volti nuovi, nuova gente e nuovi amici, emozioni a mille e cuore in gola.

Ma le cose cambiano, si evolvono, le dinamiche si complicano e alla fine ognuno, a prescindere dal motivo, sceglie di intraprendere la propria strada. Alla fine semplicemente non eravamo più gli stessi di allora, è venuta meno la poesia dei primi tempi e abbiamo salutato tutti con l’ultimo disco “Per ora e per sempre” nel 2019.

Io avevo anche bisogno di lavorare a qualcosa di mio, di liberarmi da certe dinamiche legate ad una band, anche per un naturale processo creativo, e alla fine ho deciso (con non poca difficoltà) di fare questo passo, per quanto comunque non smetterò mai di amare la mia band e quello che abbiamo fatto. Per molti eravamo soltanto una band tra le tante, ma per noi è stato magico.


L'ingresso nella prestigiosa scuderia Godzillamarket ti ha portato in tour al fianco di grandi artisti come: Ministri, Le Luci Della Centrale Elettrica, Criminal jokers, Levante e tanti altri. Hai dei ricordi in particolare legati a questa esperienza?

 Ne ho tantissimi e tutti incredibili. Li ricordo sempre con molta nostalgia e sono felicissimo di aver avuto la possibilità nel corso degli anni di incontrare e poter condividere il palco con artisti che ho sempre stimato tantissimo.

Quello che posso dirvi per certo è che c’era tanta voglia di fare, tanta gavetta da parte di tutti e tanta gioia. Si suonava, si sudava su un palco e si stava bene.

 

Nel 2016 sei stato testimonial e cantante per la Good Company by Trussardi, un progetto ideato da Gaia Trussardi per la nota casa di moda. Dopo questa esperienza  secondo te quali sono i punti d'incontro tra questi due mondi?

Potrei risponderti citando Vivienne Westwood e i Sex Pistols, David Bowie o molti altri, ma per contestualizzare e visto che siamo in periodo Sanremese, a questa domanda azzarderei a rispondere con due parole: Achille Lauro.


Il tuo primo singolo da solista è "Nebbia". La nebbia in questa canzone offusca la vista e i sentimenti. Secondo te quali sono gli agenti scatenanti che portano a questa confusione che disorienta il pensiero?

Semplicemente la vita e il modo in cui affrontiamo le difficoltà. Siamo umani e vivere può essere un’avventura straordinaria ma a volte anche molto complessa.


Sempre in "Nebbia" canti:" Soffia un po' di vento per liberare i miei pensieri". L'arrivo del vento che rende le cose più chiare, proviene da un esame di coscienza o arriva con il passare del tempo?

L’esame di coscienza spesso arriva con il passare del tempo, quindi sicuramente da entrambe le cose, ma questa frase nello specifico è una sorta di richiesta di aiuto.

Il vento nei capelli mi ha sempre dato un senso di pace e libertà.


Ora parliamo del tuo ultimo singolo: "La notte è un film francese". Il brano parla di un amore vissuto da una generazione disillusa dall'amore, che preferisce vivere in un film che affrontare la vita di tutti i giorni. Secondo te da dove proviene questa paura di affrontare la vita quotidiana?

Ci scontriamo tutti i giorni con il quotidiano e per quanto si possa avere un’idea romantica della vita, alla fine tocca sempre fare i conti con la realtà, e la realtà spesso non è come la immaginavamo. La pandemia poi non ha certo migliorato la situazione, anzi...


Se "La notte è un film francese" che tipo di film potrebbe essere il giorno?

Per un grande periodo della mia vita il giorno è stato il momento della pubblicità.


Cosa ci dobbiamo aspettare dopo questo singolo?

Ovviamente tanta buona musica! Questi due singoli sono soltanto l’inizio di quello che spero possa essere un bel percorso. Ci stiamo lavorando tanto e ho la fortuna di collaborare con dei professionisti e amici fortissimi. Farò uscire presto qualcosa di nuovo e non vedo l’ora!