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Il duo LACRAY ha sfornato canzoni per tutti i generi con l'EP "UNISEX"


Venerdì 23 giugno è uscito "UNISEX", il primo EP del freschissimo duo LACRAY, nato dalla collaborazione tra Colella (Vincenzo Colella) e Vicious (Lorenzo D’Andrea), due amici nati e cresciuti a Pratola Peligna (AQ). Insieme al loro produttore 8zerougo sono riusciti a creare un sound tra indie, pop e rap che rispecchia a pieno i diversi stili musicali dei due artisti, risultando originale e completo.

I sette pezzi presenti nel loro lavoro racchiudono tematiche attuali in cui sia i giovani Millennials che quelli della GEN Z possono rispecchiarsi nella vita di tutti i giorni con l’aggiunta di quella noia di Provincia che solo chi ci vive può capire, dove il McDonald’s più vicino è a più di un'ora di macchina e dove l’inerzia di una vita monotona fa più danni di una scelta sbagliata.


Come avete deciso il nome "LACRAY" e da dove nasce il vostro progetto musicale?

Il progetto nasce dalla nostra amicizia e dalla voglia di portare la musica dei Lacray fuori dal nostro paesino. A Pratola Peligna (AQ) tempo fa non c'era un'ampia scelta di supermercati, quindi le nostre nonne andavano semplicemente al supermercato più vicino che spesso era il Crai. Parlando quasi esclusivamente dialetto, nella parlata popolare la frase "Vado alla Crai" suonava più come "Vado a Lacrai", quindi abbiamo deciso di rendere onore al nostro paese stilizzando la pronuncia dialettale del supermercato con una Y (La Crai - Lacray).

Ho letto che siete originari di Pratola Peligna, un piccolo paese di circa 7000 abitanti. Quali sono i pro e contro dell'abitare in provincia? Credete che sia difficile uscire da un contesto così limitato per raggiungere livelli più alti nel mondo della musica che si sviluppano maggiormente nelle grandi città?

Naturalmente si parte svantaggiati rispetto a chi nasce in una città come ad esempio Milano, Roma o Napoli che sono ricche di musica. È difficile confrontarsi e la crescita è più lenta, però è anche una spinta in più per dimostrare a tutti la nostra voglia di fare musica.


Voi siete dei millennial e in generale credo che questo EP rappresenti molto le giovani generazioni - compresa la Gen Z - perché i temi come le serate in compagnia e i primi amori mi sembrano molto ricorrenti insieme all’utilizzo di un linguaggio fresco e contemporaneo, come ad esempio la scelta di intitolare un pezzo "ASAP". In teoria questo acronimo viene utilizzato per indicare "As Soon As Possible" ma cosa significa per voi in particolare in questa canzone?

Nella canzone l’abbiamo utilizzata esattamente per quello che significa, ovvero "Torna a casa il prima possibile mia cara". In generale siamo molto legati al nostro approccio spensierato quando facciamo musica ed è per questo che probabilmente ci viene naturale parlare alla Gen Z nonostante siamo Millenial.


Esistono davvero le relazioni tutte "Rose e fiori"? Qual è la vostra prospettiva sulle relazioni e sul "vero amore" in questo preciso momento storico? Esiste ancora tutto ciò o è solo un'utopia?

Il vero amore non è un'utopia ma sicuramente è cambiato tutto rispetto alla generazione dei nostri genitori e probabilmente cambierà (e sta già cambiando) anche la tipologia di relazioni. In "Rose e Fiori" cantiamo il paradosso di una relazione talmente perfetta che finisce per annoiare e poi finisce davvero. Personalmente mi è capitato, ma probabilmente sono io quello strano ahah.


In "Autovelox" ad un certo punto dite "siamo giovani, solo stupidi", cosa ne pensate di chi pensa davvero che i giovani sono solo stupidi, immaturi e sempre attaccati ai social e che non possono contribuire in maniera positiva alla società?

In Autovelox, naturalmente è ironica la frase e si rifà proprio a come veniamo etichettati dalle persone più grandi di noi. Pensiamo che se i nostri genitori avessero vissuto la nostra epoca da giovani probabilmente sarebbero stati peggio di noi sotto alcuni punti di vista ahah. Comunque no, pensiamo che sicuramente i social ci stiano distaccando dalla realtà ma al tempo stesso pensiamo che se imparassimo ad utilizzarli come veicolo per la nostra arte o le nostre idee senza diventarne schiavi, potremmo diventare una generazione di svolta per chi verra’ dopo di noi.

In "Bella e cattiva" si parla chiaramente di una relazione tossica, e purtroppo molti ci finiscono spesso ed è difficile scappare da queste dinamiche, che consigli date per uscire da queste situazioni pericolose e sconvenienti?

Il nostro consiglio è quello di confrontarsi con gli amici, aprirsi e cercare di farsi aprire gli occhi da chi ci conosce e ci vuole bene. Fidarsi degli altri quando non si è lucidi è tanto difficile quanto indispensabile.

Cosa volete rappresentare con le numerose ripetizioni nel ritornello di "Mai, Mai, Mai"?

Vogliamo dare la percezione all’ascoltatore che quella melodia è così ipnotica che potrebbe non finire mai mai mai mai mai mai mai mai mai mai ecc.

Farete delle date live per presentare il vostro EP?

La prima è stata qualche giorno fa al Mare Culturale di Milano e a breve ne annunceremo altre.

Una domanda che faccio sempre agli artisti che intervisto è la seguente: avete qualche aneddoto/curiosità particolare o divertente che riguarda la registrazione dell’EP.

Certo, ad esempio la scorsa estate abbiamo affittato un casale sperduto in Abruzzo e alle 3 di notte mentre stavamo registrando la prima bozza di "Rose e Fiori" vediamo una luce tra gli alberi e sentiamo un rumore strano. Ci affacciamo e c'era un drone incagliato tra i rami. Nessuno è mai venuto a reclamarlo e aveva la telecamera accesa. Sono state notti di ansia quelle dopo.




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