Abbiamo fatto due chiacchiere con Giuseppe Macchia, direttore artistico del MACO Festival

Di Titti Battista


Il Maco Festival 2021 è stato davvero una bella storia, c'è poco da aggiungere. Tenutosi nella Clouds Arena, questo il nome dell’area concerti creata per gli eventi dell’estate 2021 a Paestum, costruita in maniera tale che i templi facessero da sfondo al palcoscenico dove gli artisti si sono esibiti, è stato una delle migliori ripartenze possibili, davvero un ritorno alla vita!



Sul palco si sono esibiti artisti internazionali come Manu Chao, che ha portato questa estate il suo tour acustico in giro un po' in tutta la penisola, concedendo addirittura il bis di data per il Maco Festival, dopo il velocissimo sold-out della prima serata del 18 agosto. Dal panorama nostrano si sono invece alternate nuove leve del rock italiano come i perugini Fast Animals and Slow Kids, il gruppo queer – pop la Rappresentate di lista, reduce dal grande successo del singolo "Amare" presentato a Sanremo 2021, accanto a una band storica come i Subsonica, che si confermano sempre dei grandissimi animali da palcoscenico.


Oltre alla rassegna propriamente targata Maco, iniziata il 9 agosto con il concerto di Ernia, nel corso dell’estate l’arena ha ospitato artisti di diverso calibro e genere, da Fiorella Mannoia ai rapper Geolier, Luchè, Coco, Frah Quintale. Abbiamo incontrato Giuseppe Macchia, per tutti Peppe, project manager della Clouds Arena di Paestum e direttore artistico del Maco Festival, e gli abbiamo fatto qualche domanda sull’edizione 2021 del festival, nonchè chiesto la sua opinione personale sulla situazione degli spettacoli live.


Ciao Peppe, benvenuto su Indievision! Innanzitutto voglio chiederti qual è il motivo principale che vi ha spinto a progettare e costruire l’arena di fronte ai templi di Paestum? Ha a che fare anche con una certa valorizzazione di quel territorio?

Ciao a te! La motivazione principale è che ci serviva un posto attrattivo, visto l’andamento dei live e abbiamo pensato che i templi potessero attirare determinati tour e artisti che in altri posti non sarebbero venuti facilmente…Anche perché il fascino dei tempi di Paestum è noto a livello nazionale e gli artisti difficilmente avrebbero rifiutato di esibirsi in una location così, la quale avrebbe dato comunque valore alla manifestazione e al festival. Ovviamente anche la valorizzazione del territorio cilentano, che già da anni ha avuto uno sviluppo e un incremento a livello turistico, è stato un altro dei motivi che ci hanno spinto a scegliere questo determinato posto…essendo poi questa la mia terra natale, mi fa piacere sponsorizzarla al meglio.


Come è stata la ripartenza con i live dopo il lungo periodo di stop?

Per quanto riguarda il Maco festival, abbiamo lavorato anche nel 2020, facendo però un solo concerto, quello di Brunori Sas sul Monte Panormo, con una capienza massima di 1000 persone…abbiamo risentito ovviamente della limitazione dei posti per il tipo di concerto che offrivamo e ci siamo adattati alle normative e direttive predisposte dal Governo.


A tal proposito vorrei chiederti cosa ne pensi della gestione dello Stato sulla questione degli spettacoli dal vivo durante la pandemia?

Lo Stato ha affrontato malissimo la questione della riapertura, perché non ha mai dato soluzioni reali per quanto riguarda il mondo dello spettacolo, a differenza invece di altre attività per le quali si è cercato in qualsiasi modo di cercare una ripartenza consona e adeguata al periodo: ciò perché i concerti live e le discoteche sono stati considerati, in questo periodo di pandemia, solo come luoghi in cui si creava troppa aggregazione sociale e quindi per lo Stato è risultato più facile “non pensare” a come questo mondo dovesse ripartire per poter lavorare, piuttosto che ragionare e trovare soluzioni concrete.


In base a quali criteri avete scelto gli artisti che dovevano esibirsi al Maco 2021?

Innanzitutto pensando ad un calendario che potesse accontentare i gusti di varie fasce di età; poi abbiamo ovviamente dovuto fare riferimento alle disponibilità degli artisti che potevano e volevano uscire questa estate facendo i tour con le capienze ridotte. In base a ciò abbiamo quindi scelto coloro che ritenevamo più opportuni, tenendo conto che della recettività del territorio, oltre che ad una precisa direzione artistica che si voleva dare all’arena.


Tirando le somme, come ritieni sia stata l’esperienza del Maco 2021?

Quella del Maco 2021 è stata un’esperienza assolutamente positiva sotto tutti i punti di vista e per questo ci siamo già avventurati nell’esperienza del Maco 2022, in cui creeremo sicuramente più date di eventi (infatti è stato già annunciato il periodo di concerti nella Clouds Arena che andranno dal 15 giugno al 15 settembre) e vorremmo creare anche un’area che sia più accogliente in generale durante tutti i giorni della permanenza dell’arena.


Avete in mente di fare qualche evento Maco anche durante la stagione invernale, data la riapertura a capienza piena degli spettacoli dal vivo?

Non lo sappiamo ancora, stiamo valutando delle cose ma i tempi stretti non sono certamente favorevoli a mettere giù un progetto, però diciamo che c’è un’aria propositiva a riguardo.


Oltre a quanto già anticipato, puoi darmi qualche altra notizia sull’edizione 2022 e sulla tipologia di artisti che vorreste far esibire?

Stiamo lavorando già a qualche nome, anche se volgiamo mantenere del riserbo sulle trattative che, come sai, sono sempre un po’ delicate…