Garrincha Star All-Stars omaggia Battiato con "La Vibe del Padrone" - Recensione

Nel settembre del 1981 uscì il primo 33 giri che riuscì a superare il milione di copie vendute. E' l'encomiabile storia de "La Voce del Padrone" di Franco Battiato, spesso annoverato tra i migliori dischi della storia cantautoriale italiana. Un disco in continuità con la linea pop dei precedenti "L'era del cinghiale bianco" (1979) e "Patriots" (1980), caratterizzato da sonorità eleganti, raffinate e che nel suo insieme risultava avere una compattezza superiore rispetto ai suoi precedenti lavori. E' il 1981 e Battiato con "La Voce del Padrone" decide di sovvertire la concezione di musica impegnata e di pubblicare un album di canzoni ballabili, sincere e dirette che fanno da contrappeso a uno spietata critica sociale. Elementi di letteratura, poesia, citazioni pubblicitarie, filosofia (già dal titolo in cui riprende il filosofo esoterico Gurdjieff) e politica si uniscono in modo volutamente disorientante alternando citazioni leggere come il passo su "Figli delle Stelle" di Alan Sorrenti a citazioni di natura più profonda come "Cuccurucucù" in cui compare il proemio dell'Iliade o "Bandiera Bianca" in cui i "Minima Moralia" di Adorno vengono stravolti in Immoralia. E' il settembre del 1981 e si inizia a ballare di problemi sociali sulle note di "Centro di gravità permanente".


Oggi, a distanza di 40 anni dalla sua pubblicazione e nell'anno della scomparsa del suo autore, il collettivo di casa Garrincha dedica al maestro Battiato un omaggio in chiave dub reggae della Voce del Padrone. Il progetto coinvolge una nutrita schiera di artisti della storica label bolognese da Lo Stato Sociale a The Bluebeaters, Cimini, Gregorio Sanchez, Espana Circo Este, Jacopo ET, Keaton e Costa!; uniti in questo progetto comune, (come già capitato con "Com'è profondo il levare" in omaggio a Dalla).


Una versione del tutto rinnovata ma sincera dell'album, a partire dalla copertina del celebre Battiato seduto tra le palme, come a guardare il mondo e la musica da una prospettiva diversa, che qui si trasforma prendendo già lo stile afro-sudamericano del disco. Un ottimo modo per celebrare una pietra miliare della storia musicale contemporanea, già tradotto e pubblicato in diverse lingue al tempo, facendo variare in un nuovo stile ancora quelle canzoni che avevano portato Battiato ad essere soprannominato "il Maestro".


«Si puo’ dire che tutto il progetto sia iniziato dalla versione di “Summer on a solitary beach” cantata da Checco - così racconta Matteo Romagnoli, fondatore di Garrincha Dischi - «tra il 2012 ed il 2013 Lo Stato Sociale aveva fatto 199 concerti in appena 19 mesi, quelli successivi all’uscita del primo album “Turisti della democrazia”. Durante l’ultima estate di quel tour, per tre mesi Checco cantava questo brano ukulele e voce. E la cantava già in un modo molto simile a quello di questa registrazione. I Garrincha Star All-Stars esistevano già ed avevano da poco pubblicato “Com’è profondo il levare”, versione reggae-dub del capolavoro di Lucio Dalla “Com’è profondo il mare” e, dopo aver ascoltato la splendida versione di Checco di “Summer on a Solitary Beach”, abbiamo iniziato a pensare all’idea di rileggere per intero anche “La voce del padrone”».


Tracklist:


1. La Vibe del Padrone: Introduzione - Garrincha Star- All Stars

2. Summer on a Solitary Beach - Garrincha Star-All Stars feat. Lo Stato Sociale

3. Bandiera bianca - Garrincha Star-All Stars feat. Jacopo Et, Lo Stato Sociale

4. Gli Uccelli - Garrincha Star-All Stars feat. Gregorio Sanchez

5. Cuccurucucù - Garrincha Star-All Stars feat. The Bluebeaters

6. Segnali di vita - Garrincha Star-All Stars feat. COSTA!

7. La Vibe del Padrone: Interludio - Garrincha Star- All Stars

8. Centro di gravità permanente - Garrincha Star-All Stars feat.CIMINI

9. Sentimiento nuevo - Garrincha Star-All Stars feat. España Circo Este

10. La Vibe del Padrone: Conclusione - Garrincha Star-All Stars