"FUORI DI QUA" il nuovo singolo di Roberto Casanovi - Intervista

Ricordi che tornano a galla e chiedono di essere ascoltati; il bisogno di tuffarsi nel passato per comprendere meglio la propria storia. Non sempre è facile, ma è sicuramente necessario.

Di questo parla Fuori di qua, il nuovo singolo con videoclip di Roberto Casanovi, uscito il 10 settembre 2021. Il brano è presente come bonus track nell’edizione limitata in tape di “Più Della Tua Sola Forma”, rilasciato digitalmente il 12 giugno 2020 e stampato dopo poco più di un anno dalla label "Non Ti Seguo Records", per la collana Tigersuit Tapes.


Fuori di qua è una ballad personale e introspettiva, ma dal profumo universale, che ci invita a non perderci nei ricordi ma ad utilizzarli come una mappa, per aiutarci a capire meglio la nostra direzione. Ne abbiamo parlato insieme a Roberto Casanovi in questa intervista.


Ciao Roberto! Raccontaci Fuori di qua, il tuo nuovo singolo.

È nato tutto da un ricordo che è improvvisamente diventato (o ritornato ad essere) molto importante. Penso di aver scritto questa canzone perché avevo bisogno di sapere come mai. Ora che è finita posso finalmente provare a capirci qualcosa.


Un EP (Più Della Tua Sola Forma, 2020) nato pre-pandemia, una bonus track nata nel bel mezzo. Quanto è stata influenzata dalla situazione che stiamo attraversando?

È sicuramente una canzone figlia di questi tempi strani. Benché non si concentri particolarmente su questo aspetto, il lockdown era lo sfondo del mio presente quando l’ho scritta. Penso che la centralità che ha il ricordo nel brano sia conseguenza di un presente immobile.


Su una tua storia di Instagram, giorni fa, scrivevi di essere spaventato dall’uscita di questo nuovo pezzo. Ti va di raccontarci perché?

Mi succede sempre. Dopo tanti anni dovrei sentirmi un veterano e invece una parte di me si sente sempre un principiante. Credo che il motivo sia semplicemente che ci tengo.


Come è stato accolto in questi primi giorni?

Direi molto bene! Ha ricevuto un’accoglienza calorosa.


Fuori di qua è il tuo primo brano ad avere un videoclip, curato da Plurale Video. Cosa ti ha portato a scegliere proprio questo singolo per iniziare?

Proprio il fatto che sia un singolo. In passato ho sempre pubblicato interi EP e mi piaceva l’idea che le persone li sentissero per la prima volta nella loro interezza ma in questo caso era diverso.


Nel video la protagonista fa dei piccoli gesti, dei giochi da bambina: impila delle pietre sulla spiaggia, gioca al cubo di Rubik, balla. Possiamo dire che l’idea sia quella di coltivare il nostro passato, portarlo con noi, affrontarlo e non abbandonarlo, perché possa anche guidarci nel futuro?

Non è sempre detto che il passato abbia qualcosa da insegnarci, ma a volte il bisogno di tuffarcisi dentro è molto forte e quando succede farlo è un dovere nei confronti della nostra salute mentale.


Visto che stiamo parlando del concetto di passato, facciamo un salto indietro, all’inizio del tuo percorso cantautoriale. Raccontaci com’è iniziato il tutto, quando hai cominciato a scrivere canzoni.

Molto tardi in realtà. Ho iniziato a suonare la chitarra a 23 anni e a scrivere le prime canzoncine circa un annetto dopo. All’inizio era tutta emulazione, poi piano piano ho trovato i miei motivi per farlo.


Parlaci di come nascono i tuoi brani.

Suono tutti i giorni e accumulo pezzetti di materiale. I testi invece sono ancora un mistero per me. A volte mi si pianta in testa una frase che potrebbe diventare un verso e provo a partire da lì. Gran parte del lavoro sta nel capire quello che davvero mi preme comunicare e non farmi portare fuori strada dalle scelte più comode.


Tornando al tuo EP più recente, Più Della Tua Sola Forma alterna pezzi che parlano a tutt* di concetti nei quali la maggior parte di noi può riconoscersi (il rapporto con il corpo, imparare ad accettarlo anche quando “non ci lascia scelta”), a pezzi più intimi, più strettamente personali (come Astrid). In quale categoria può essere collocato Fuori di qua, secondo te?

È una distinzione che può fare solo chi ascolta, non io. Tutti i miei brani sono strettamente personali ed il fatto che a volte qualcuno possa trovarci qualcosa di universale dentro è solo un bellissimo effetto collaterale. Alla fine una cosa in cui l’arte riesce bene è spiegarci che facciamo parte di un’esperienza collettiva.


Ascoltando le tue canzoni sembra quasi di assistere a dei ragionamenti, a delle riflessioni fatte ad alta voce e messe in musica. Ti rivedi in questa definizione?

Non lo so, ma sicuramente mi lusinga.


Quella di fare EP così brevi, paragonabili a dei cortometraggi, è una tua personale scelta artistica o nei tuoi progetti futuri c’è anche un album?

Sono sempre stato molto attento a mettere nei dischi solo canzoni che avessero senso l’una accanto all’altra. Al momento di registrare Più Della Tua Sola Forma, per esempio, ho scartato un paio di tracce perché non mi sembravano parte di quel discorso. Mi piacerebbe fare un album in futuro ma per ora semplicemente non è successo.