• Marco Anghileri

"Fast Music for Sad People": perché questa musica ci rende felici

Appena ne sono venuto a conoscenza, questo progetto mi è entrato immediatamente nel cuore, oltre a quelli che sono gli aspetti prettamente musicali, per due caratteristiche: la prima cosa a saltare all’occhio è il nome “Fast Music for Sad People”, ovvero letteralmente il manifesto della musica che preferisco ascoltare; il vero forte di questo split, però, è il concept, l’unione di tre band di generi differenti, con in comune, oltre all’amore per i BPM elevati e i testi tristi, la provenienza. I tre gruppi, infatti, provengono dalla stessa regione, la Sardegna: Riflesso, Regrowth e Quercia.

L’idea è nata quasi un anno fa, ma la realizzazione è avvenuta durante la quarantena. Nei mesi di reclusione forzata, mentre ci siamo riscoperti imbianchini, panificatori, influencer eccetera, i membri di questi gruppi, rigorosamente a distanza, hanno registrato tutte le tracce individualmente, per poi affidare mix e master a Lorenzo Mariani, alla chitarra nei Regrowth. Sebastian Mocci, l’altro chitarrista della band, ha pensato alla copertina et voilà!


L’apertura dello split spetta ai Riflesso, “Uroboro” corre velocissima ed è una bella dimostrazione d’intenti all’ascoltatore. È poi il turno di “Bad Luck”, nella quale i Regrowth non non accennano a diminuire i tempi, anzi, imprimono ancora più potenza al brano, anche alle bellissime armonizzazioni dei due chitarristi. Con la traccia di chiusura, i Quercia rallentano gradualmente e portano il tutto in una dimensione più cupa. “Fermissimo”, infatti, dopo un inizio abbastanza spinto, si sposta verso un’atmosfera più introspettiva, grazie ai bellissimi arpeggi a cui la band emo ci ha abituato negli anni.


Oltre al buon sound, il mio augurio è che un lavoro come questo possa tenere alto uno dei maggiori valori della musica: i tre gruppi non solo hanno fatto fruttare al meglio le loro qualità nel periodo di quarantena, ma nel farlo si sono unite e hanno dato alla luce tre canzoni fantastiche, dimostrando che ora più che mai la coesione è fondamentale e solo così si potrà andare avanti, big up!



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