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Elephant Brain e l'arte di spaccare sempre

di Nicola Lorusso


Perugia si riconferma tra le capitali della musica figa. Sarà l'aria dell'appennino? Nel dubbio, un salto a Perugia ce lo faccio presto, sia mai che l'ispirazione musicale folgori anche me.

Resta che tra FASK e My Girl Is Retro, aggiungiamo alla lista di artisti da tenere molto vicini alle vostre playlist gli Elephant Brain.


Esce oggi per Libellula il loro primo album "Niente di speciale", che di speciale in realtà ha decisamente molto da offrire.

Non ascoltavo un debut album così cazzuto dai tempi di "La vita veramente" (Fulminacci), non tanto per il genere musicale quanto per lo spessore qualitativo del lavoro. Mentre Spotify mi lancia tra un pezzo e l'altro io sento di viaggiare a duecento all'ora nella mente e nelle spietate realizzazioni di chi questi pezzi li ha concepiti.

Musica feroce e per certi versi brutale, che mi strappa sorrisi amari mentre mi sputa in faccia che "rimaniamo alle feste per inventarci che non siamo soli alle feste" (in Restiamo quando ve ne andate)

o smonta certezze ben radicate da qualche parte dentro di me quando mi rivela che "racconteremo che ci sentiamo leggende, quando in fondo scappiamo sempre". (in Scappare sempre).


Questo 2020 musicale iniziato benissimo non accenna ad abbassare di un millimetro l'asticella della qualità ed io non potrei che esserne più felice. Era ora.



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