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Dietro le righe // Orgasmo - Calcutta

----Dietro le righe---- “Orgasmo”- Calcutta

In attesa del nuovo brano, oggi vi portiamo dietro le righe di “Orgasmo”, ultima traccia del celebre Evergreen di Calcutta, una di quelle canzoni che ti stupiscono al primo ascolto, ma che ti entra in testa e ti ritrovi a cantare subito dopo.

Il brano ci porta a scoprire la fine di una storia d’amore, o meglio, l’istante in cui si realizza la fine, quel nostalgico momento in cui i due amanti si accorgono che la loro storia è ormai all’epilogo, dopo una serie di incomprensioni e discussioni, in un misto di sconforto e tenerezza. Ci troviamo temporalmente dopo la fine di una storia, in un incontro casuale dopo un periodo di distanza, quando entrambi ritrovano i loro spazi e iniziano a fare sogni e progetti distanti.


I primi versi della canzone sembrano essere un flashback, che vede i due amanti in una tipica discussione sentimentale, che lascia presagire instabilità e incertezza,(“E se ti parlo con il cuore chiuso rispondi tanto per fare; E se mi metto davvero a nudo, dici che ho sempre voglia di scopare”).

Nei versi successivi entriamo in un clima più duro, in cui l’instabilità iniziale diventa incurabile. I due iniziano a guardarsi dentro, e ad assumere quella consapevolezza che spesso fa paura a chi sta insieme; perché si tende a rimandare l’inevitabile, a cercare di guarire ferite inguaribili e a sforzarsi che vada bene così, finché non arriva un momento in cui tutto diventa chiaro, e non lo si vuole più nascondere. E da quel momento entrambi guardano al futuro, con voglia di rialzarsi e di voltare pagina.


Nonostante questo però, tra i due resta una sorta di chimica particolare, che forse ci sarà sempre, i loro corpi continuano a cercarsi così che quando lui torna da New York (che sia questo il motivo della fine della storia?) i due si rivedono e lei chiede a lui “un orgasmo profondo, forse il più profondo del mondo”. Ma subito dopo lei gli dà le spalle, come rapita già da qualcos’altro, e così anche lui decide di intraprendere nuove strade che lo “portano ad altre campagne”.


Così cambia quasi del tutto lo scenario, se inizialmente era tutto incentrato su una forte tensione erotica e carnale, adesso non basta più. Neanche il sesso sembra più quello di prima ed entrambi si ritrovano in un clima di imbarazzo e incomprensione, così lui si ritrae e si limita ad “bacio stampato tra mento e la scollatura”, ma soprattutto le chiede “Come stai?”, domanda che apre ad un clima più romantico e malinconico. In seguito, lui le pone una serie di domande con cui, quasi egoisticamente, tende a sottolineare la distanza tra i due e l’inizio di una nuova vita senza di lei, (“Lo sai che ieri ho comprato un'amaca…”).


In tutto ciò “l’orgasmo” non è solo il culmine dell’esplosione dei sensi, ma assume un ruolo chiave per tutta la loro storia d’amore. Lo stesso orgasmo che ritroviamo in “Cosa mi manchi a fare”, dove però assume un significato metaforico ben diverso. In cosa mi manchi a fare viene raccontata la forza d’animo e il desiderio di riscatto che si trovano dopo la fine di una relazione, e in questa concezione l’orgasmo diventa una sfida e quindi “Raggiungermi è un orgasmo da provare”. Qui, al contrario, siamo in una dimensione più fisica e carnale della relazione, scompare la sofferenza legata alla rottura, e l’orgasmo diventa un modo per ricordare i principali momenti della loro relazione.


Il brano si chiude con una nota malinconica verso il futuro, che lascia spazio ancora una volta a dubbi e incertezze che sembravano superati, ma che ritornano alla vista di lei, anche se solo momentaneamente, (“In che punto finisce la nebbia in questa pianura; Dove perdersi quando fa buio mi fa paura”).

Il video della canzone, in pieno stile e mood anni ’90, girato in alcune storiche zone di Roma, come pigneto e piazza Vittorio (celebre per svariati film tra cui “Ladri di biciclette”), ben descrive tutti i singoli aspetti della rottura tra i due, dalla malinconia alla rabbia passando per rassegnazione e voglia di cambiamento.


Michela Ginestri


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