"Credere di Pensare" i Raniss riflettono sulla società con il loro nuovo album - Intervista

Grande ritorno per i Raniss che oggi, venerdì 15 aprile, hanno pubblicato un nuovo album intitolato “Credere di pensare” a molti anni di distanza dai precedenti lavori “A due passi dalla fine”, primo disco in studio, e “Niente di Positivo”, EP di debutto pubblicato nel 2016. Il lavoro è stato precedentemente annunciato dai singoli "Inferno", uscito il 15 ottobre 2021 e "Altalena" il 18 febbraio 2022.

La rock band si è presentata in maniera diversa rispetto al passato, grazie all’entrata del cantante Gabriele Catoni che è andato a completare la formazione già composta da Alessio Dell’Esto alla chitarra e al basso e Gianmarco Carlini alla batteria.


"Credere di pensare" ci porta un'atmosfera rock davvero decisa che fa venire voglia di ballare ma anche di riflettere sul mondo, sulle relazioni interpersonali e su sé stessi, il tutto condito dal grande pessimismo generale che caratterizza il gruppo. Si tratta di una miscela di problematiche, occasioni, esperienze e frustrazioni che descrivono la società odierna e invitano l'ascoltatore a un momento di riflessione interiore attraverso sfumature di genere diverse, dal grunge al rock alternativo con anche l'aggiunta di ballad più lente e profonde.

L'artwork dell’album rappresenta un collage realizzato da Alessio Dell’Esto che richiama lo stile del disco precedente e che, personalmente, mi dà anche delle David Lynch vibes a causa delle figure imprecise e alquanto creepy. Il bassista ci ha raccontato il processo di realizzazione della copertina e la sua visione personale e quella della band sulla società attraverso i testi del loro nuovissimo progetto.


“Il fulcro dei Raniss è che siamo tristi veri, siamo degli Schopenhauer della musica.” (Alessio Dell’Esto)

Da cosa è nato il titolo "Credere di pensare"? Questi due verbi all’infinito, uniti in un'unica frase danno una sensazione di dubbio e insicurezza, era questo quello che volevate trasmettere?

Sì, esatto, volevamo trasmettere proprio questo. Il concept viene dalla frustrazione continua che ci attraversa come band nel confronto con la società. La mia, in particolare, è una frustrazione generale verso la razza umana. Il "credere di pensare" si rifà ai brani che criticano in un certo modo la società e l'illuminismo dei media, dove tutti credono di sapere tutto e non esiste più uno stato di conoscenza evoluto portato da ragionamenti profondi. Ogni giorno ci scontriamo in questa realtà che è piena di certezze che non sono certezze perché non hanno una base logica, e tutto questo porta alla frustrazione.


Come hai realizzato l'artwork dell’album?

Adoro muovermi nel campo artistico oltre a quello musicale, come anche in quello didattico, della filosofia e dell'arte visiva. Anche il precedente album era frutto di questo quadro e questi studi, si tratta di collage che realizzo dal vero perché mi piacciono di più rispetto alle copertine digitali.

Sono dei quadri ermetici e un po’ creepy che racchiudono numerose simbologie che riportano al concept dell’album e delle canzoni come, ad esempio, l’altalena in primo piano o la solitudine del bambino che cammina con in mano un palloncino.


Vi ha dato problemi il cambio di frontman? Come siete riusciti poi ad integrare la sua voce al sound della band?

Questo cambio è stato un passo difficile perché parte della scrittura dei testi del disco viene da me e dal vecchio frontman, avevo un buon feeling con lui e non è stato facile trovare un’altra identità che si adattasse alla band. Gabriele è entrato nel gruppo lo scorso anno, abbiamo già fatto qualche live insieme e questo ci ha aiutato a prendere le misure di questa nuova esperienza. Ho cercato di creare qualcosa di adeguato alla sua voce, alcune canzoni erano già state scritte in precedenza e nel corso nel tempo le abbiamo rielaborate e riadattate alle nostre nuove necessità. È stato un po’ faticoso ma ora siamo molto soddisfatti del nostro percorso e questo disco ne è la prova, ha davvero un ottimo sound.


Come mai la scelta di ‘Inferno’ e ‘Altalena’ come singoli per preannunciare l’album? Presentano caratteristiche precise e particolari che raffigurano l’intero disco?

Le abbiamo scelte perché sono i due pezzi con il sound più definito, sono più granitiche e sono la bandiera della parte un po' più forte dell'album. "Inferno" è molto più dark ma anche "Altalena" ha il suo colore. "Inferno" si basa sulla Divina Commedia un po' riattualizzata, vede questo viaggio e questa parte ermetica dell’imbuto rovesciato che rappresenta appunto l’inferno di Dante. "Altalena" invece parla di una frustrazione personale dove la persona si sente debole e cerca di fare uno sforzo per affrontare cambiamenti e sensazioni che, se non supera, ritorneranno in futuro.

Tutti nella vita abbiamo provato solitudine, soprattutto negli ultimi anni dove i contatti umani sono mancati per molto tempo. "Cerco un modo più vero, più serio per stare sereno" è una frase che mi ha colpito molto, credete che la solitudine debba essere affrontata o che possa essere anche un modo per conoscere sé stessi e stare meglio?

Sicuramente è anche un modo per conoscere sé stessi. Ascoltando solo la melodia di "Solitudine", potrebbe sembrare una canzone felice essendo fatta di accordi maggiori, in realtà c’è un grande contrasto con il testo, che è volutamente triste e riflessivo. Affrontare, vivere e accettare la solitudine è necessario nella vita, questa è la chiave di lettura perfetta del testo, solo quando si sta bene da soli si riesce a stare bene anche con gli altri.

Il brano racconta le difficoltà e le frustrazioni che provengono dal fatto di non capire e non accettare la propria condizione di solitudine, è una sorta di test psicologico, un pezzo unico nel suo genere.


"Cerco un modo più sereno per guardarmi e andarmi a genio", questa la frase che riassume maggiormente "Miserabili pensieri" che è forse il brano più introspettivo dell’album insieme a "Solitudine" che, tra l’altro, contiene una frase molto simile. Questo richiamo è voluto? Cosa volevate comunicare al pubblico con questo tipo di frasi riflessive e personali?

La frase simile non è voluta però i testi delle due canzoni sono stati scritti nello stesso periodo e, forse, è proprio per questo motivo che sono così vicine. Sono i brani più introspettivi dell’album anche se "Miserabili pensieri" sembra più una soundtrack ed è anche più alchemica perché parla di "gocce di me/gocce di te".


Il primo album era molto forte e deciso, anche qui non mancano rock, grunge e chitarre aggressive però sono presenti anche alcune piacevoli ballad. C’è un tipo di maturità o consapevolezza diversa rispetto ai vostri lavori precedenti dietro questa scelta di aggiungere brani più lenti e riflessivi?

Sicuramente abbiamo maturato più consapevolezza rispetto a prima e credo sia inevitabile l'evoluzione di una band nel tempo. Anche con l’entrata di Gabriele abbiamo dovuto modificare molte cose cercando di sfruttare la parte artistica di ognuno di noi…poi il sound è venuto da sé. Forse anche il fatto che abbiamo suonato unplugged ha portato, di conseguenza, ad avere questo sound più intimo e riflessivo.


Ho apprezzato i testi coinvolgenti e le chitarre che spingono in tutte le canzoni, vi piacerebbe portare questo vostro nuovo lavoro live?

Certamente, la cosa che ci piace di più in assoluto è salire sul palco. Stiamo già lavorando sull'arrangiamento e sulla dinamica del live, vogliamo cercare di creare delle zone di aria e parentesi più intime dove poter sfruttare al meglio anche le ballad con qualcosa di più acustico.


Raccontaci un aneddoto o una curiosità sui Raniss

Durante il processo di realizzazione di un album come primo passo ci ritiriamo in solitudine da qualche parte per lavorare meglio, di solito prendiamo qualche podere sperduto nelle campagne o in montagna per rimanere concentrati al massimo. Nella quotidianità riceviamo troppi stimoli esterni, chiamate, rumori delle macchine e tutto ciò fa perdere concentrazione e il profondo feeling con la musica. Sicuramente anche per il prossimo lavoro ci ritireremo in un posto per una settimana, come abbiamo fatto per questo album e per quello prima.