La metamorfosi di Caparezza: un nuovo inizio grazie a "Exuvia" - Recensione

Il 31 marzo Caparezza ha rilasciato il singolo “Exuvia”, anticipando l’omonimo album in uscita il 7 maggio 2021 e illustrando titolo e significato della copertina.

L’artista ha anche annunciato la presenza di due collaborazioni: la prima nella canzone “Canthology” con Matthew Marcantonio, cantante dei Demob Happy, nonché band preferita di Caparezza al momento; la seconda con Mishel Domenssain -cantautrice messicana - nel brano “El Sendero” (“il sentiero” in spagnolo).

Il suo improvviso ritorno ha subito scatenato l’entusiasmo di molti fan sui social, che hanno lasciato numerosi commenti positivi sotto il post, tra cui possiamo trovare anche quelli di cantanti come Murubutu, Clementino, Max Gazzè, Ghemon e Lorenzo Jovanotti che hanno voluto supportare attivamente il collega.

"L’EXUVIA”, in sintesi, è ciò che rimane del corpo di alcuni insetti dopo aver sviluppato un cambiamento formale. Un calco perfetto, talmente preciso nei dettagli da sembrare una scultura, una specie di custodia trasparente che un tempo ospitava la vita e che ora se ne sta lì, immobile, simulacro di una fase ormai superata.”

Il cantautore, che da sempre riflette attentamente alle parole e al significato dei suoi testi, si aggrappa a questa immagine scientifica per sottolineare il cambiamento personale e professionale avvenuto rispetto ai precedenti album, soprattutto riguardo alla profonda crisi interiore espressa in “Prisoner 709”.

La copertina del disco rappresenta infatti il passaggio da una condizione attuale ad una futura attraverso una serie di spirali, che in molte culture sono simbolo di morte e rinascita.

Il riccio si è svegliato dal letargo a più di 4 anni dal suo ultimo lavoro, lasciandoci questo singolo di cui comprendiamo il titolo grazie alle sue descrizioni, ma che chiaramente ci fornisce solamente un piccolo assaggio di tutto quello che conterrà effettivamente l’intero album. Dal testo di questo brano possiamo percepire la voglia che l’artista ha di fuggire dalla dimensione in cui si sentiva imprigionato, per addentrarsi in un bosco misterioso che lo porterà verso la sua nuova vita.

“Non dimentico le radici perché tengo alle mie radici Ma ci ritornerò quando sarò inumato”

Questa svolta è vista dall’autore come una sorta di rituale di passaggio a cui deve partecipare per riuscire a raggiungere i propri obiettivi di innovazione, senza però rinnegare il passato perché necessario alla rinascita, come una fenice che risorge dalle proprie ceneri. Caparezza ragiona parecchio sui titoli dei suoi album, infatti ognuno di questi nasconde un preciso e profondo concept. Basti pensare a “Prisoner 709”: il numero 7 rappresenta il suo nome Michele -composto da sette lettere- il numero 9 il suo nome d'arte -composto da nove- e infine il numero 0 indica la continua scelta fra il 7 e il 9.

“Mi sono preso i miei spazi ma ho lasciato che il tempo fuggisse. Faccio un mucchio di cambi quindi adesso chiamatemi mister.”

Negli anni, il cantante si è interfacciato con numerose variazioni di registri e argomenti all’interno dei propri lavori, a partire da “?!”, primo album in studio del 2000, in cui ha iniziato il suo percorso alla ricerca di una personale dimensione fuori dagli schemi; passando poi a “Verità supposte”, del 2003, che è invece incentrato sul confronto con la società italiana.

L’album che si avvicina maggiormente al concetto esposto da “Exuvia”, però, è “Habemus Capa” dove c’è una prima “morte e rinascita” dell’autore, che sottolinea la reincarnazione del proprio spirito attraverso un percorso che si compie solamente nell’ultima traccia del disco. Anche in questo caso più recente, infatti, “Exuvia” è posta alla fine della tracklist, a compimento di tutta l’evoluzione esplicitata nei brani precedenti. Nel primo caso Caparezza attacca il sé del passato, quel ragazzo che si faceva ancora chiamare Mikimix fino a Sanremo 1997, mentre nel secondo egli non rinnega il vecchio sé, ma ne realizza solamente una versione più recente e, possibilmente, migliore.


“Exuvia” rappresenta un grande percorso psicologico interiore, che può essere di grande ispirazione per tutti noi. Il rapper scava a fondo nel proprio IO e capisce quali sono le caratteristiche che vuole tenere e quali, invece, vuole modificare per identificarsi maggiormente con la figura che vede riflessa nello specchio. L’uomo è imperfetto, e, come tale, ha sempre il desiderio di rinnovarsi e di cercare la versione migliore di sé stesso, lasciandosi alle spalle ricordi e scarti di vita passata che lo hanno precedentemente formato, ma che ormai sono superflui e non possono essere più utilizzati per costruire un futuro. Molte persone hanno paura dei cambiamenti, in quanto spesso forti e imprevedibili, ma questi sono anche necessari per affrontare le sfide della quotidianità. Il nostro presente, infatti, non è statico ma in continuo movimento, e dunque, siamo chiamati a compiere rivoluzioni e mutazioni per riuscire a rimanere al passo con la vita.


In attesa dell’uscita dell’album, ecco la tracklist rivelata dal cantante, che comprende 14 tracce più 5 skit, compresi due featuring:

1. Canthology feat. Matthew Marcantonio

2. Fugadà

3. Una voce (Skit)

4. El Sendero feat. Mishel Domenssainn

5. Campione dei Novanta

6. La matrigna (Skit)

7. Contronatura

8. Eterno paradosso

9. Marco e Ludo (Skit)

10. La scelta

11. Azzera pace

12. Eyes Wide Shut

13. Ghost memo (Skit)

14. Coma Pripyat

15. Il mondo dopo Lewis Carroll

16. Pi Esse

17. Zeit!

18. La certa

19. Exuvia