"A Casa Tutto Bene" di Brunori Sas - Il Sabato del Vinile

Una volta terminato il tradizionale assedio dei classici tormentoni natalizi che caratterizza ogni dicembre che si rispetti, le trasmissione radiofoniche italiane del freddo gennaio 2017 tornarono dominate sia dai nomi noti della musica pop internazionale e nazionale, come J-Ax con Fedez, Mengoni, Ligabue, Tiziano Ferro, The Weeknd con i Daft Punk, Taylor Swift con Zayn, LP, e molti altri ancora, sia dai talenti appena usciti dall'ennesima edizione di X-Factor, in questo caso Gaia ed Eva.


"Il Sabato del vinile" di oggi è dedicato ad un disco uscito esattamente 5 anni fa e, considerato da molti, il disco della maturità di un artista che come solista ha esordito sulla scena indie italiana a cavallo tra il 2009 e il 2010 e, nel giro di pochi anni, si è consacrato come uno tra i migliori cantautori italiani in circolazione. L'album in questione è "A Casa Tutto Bene", quarto lavoro in studio di Brunori Sas, pubblicato il 20 gennaio del 2017 dall'etichetta indipendente Picicca Dischi.

Gli esordi musicali di Dario Brunori, risalgono al lontano 2003 quando scrisse e firmò tre canzoni per il collettivo italo-svizzero Minuta, per poi proseguire nel 2005 con i Blume, gruppo indie pop formato insieme a Francesca Storai e a Matteo Zanobini, il quale, però, pubblicò un solo album nel 2006 per l'etichetta indipendente Pippola Music, ossia "In tedesco vuol dire fiore". In seguito, tra il 2005 e il 2009, il cantautore calabrese classe '77 iniziò a collaborare con il regista e animatore Andrea Zingoni, realizzando le musiche e le canzoni per alcuni cartoni animati come "Le ricette di Arturo e Kiwi" e "Gino il pollo".

Nel 2009 Dario Brunori assunse per la prima volta il nome d'arte Brunori Sas, un omaggio all'azienda edilizia dei suoi genitori, e pubblicò, sempre per Pippola Music, il suo album di debutto come solista "Vol.1", lavoro che riscosse un ottimo successo e che vinse il Premio Ciampi 2009 nella categoria "miglior disco d'esordio".

Nel 2011, due anni dopo il debutto come solista, Brunori Sas tornò sulle scene con "Vol.2 - Poveri Cristi", lavoro che, al suo interno, vede la straordinaria partecipazione di Dente e di Dimartino. Questo disco fu anche il primo album pubblicato dalla sua neonata etichetta Picicca Dischi, fondata da Brunori insieme a Matteo Zanobini, già membro dei Blume, e a Simona Marazzo, componente della sua band di accompagnamento, nonché sua storica compagna. Il biennio 2012-2013 vide Brunori impegnato su più settori: da un lato si dedicò alla realizzazione delle colonna sonora per il film di Lucio Pellegrini "E' nata una star?", dall'altro intraprese il tour acustico "Brunori senza baffi", ed infine si dedicò alla supervisione e produzione artistica degli album dei primi artisti messi sotto contratto da Picicca, ossia "Maria Antonietta", secondo album dell'omonima cantautrice, e "Sarebbe bello non lasciarsi mai, ma abbandonarsi ogni tanto è utile", seconda fatica discografica di Dimartino, ambedue pubblicati nel 2012.

Nel febbraio del 2014 Brunori Sas pubblicò il suo terzo album "Vol.3 - il cammino di Santiago in taxi", album, registrato in un convento in Calabria e prodotto per la prima volta da Taketo Gohara, che fece ottenere al cantautore calabrese la fama nazionale. Questo lavoro permise al cantautore sia di esibirsi al Concertone del Primo Maggio di Roma, sia di intraprendere la sua prima e vera tournée teatrale a livello nazionale, ossia "Brunori Srl - una società a responsabilità limitata", uno spettacolo alla Giorgio Gaber, in solitaria caratterizzato da monologhi, esecuzione dei suoi brani e momenti di ironia e cabaret.

Il 20 gennaio del 2017 dopo la consacrazione artistica con "Vol.3" e lo straordinario successo del suo spettacolo teatrale, Brunori Sas tornò sulle scene con "A Casa Tutto Bene", lavoro che fin dalla copertina, spoglia e minimal, e dal titolo, che abbandona la denominazione "Vol...", mostra la volontà di differenziarsi dagli album precedenti. Prodotto sempre da Taketo Gohara, questo disco venne curato dal cantautore e dalla sua band nei minimi dettagli, sia per quanto riguarda le musiche, più complesse e varie rispetto alle precedenti, sia per quanto riguarda i testi, più diretti e meno filtrati dalla, come direbbe sarcasticamente lo stesso Brunori, "ironia un po' cattocomunista" tipica della sua poetica.

Il tema principale di questo lavoro, registrato insieme alla sua storica band presso una vecchia masseria del cosentino in una quindicina di giorni, sono le paure quotidiane, ossia quei piccoli o grandi timori che contraddistinguono l'attuale società italiana e che, anche se nel proprio piccolo fanne sembrare che a casa vada tutto bene, dentro all'individuo possono creare un sempre più forte senso di isolamento e tristezza. Allo stesso tempo le 12 canzoni che compongono questo disco sono anche un rifugio dove nascondersi, ripararsi di fronte a queste preoccupazioni contemporanee, poiché nonostante lo sguardo disincantato che pervade quasi tutti i pezzi, la maniera con cui Brunori espone queste paure è così diretta che riesce a colpire l'ascoltatore nel profondo, smuovendo la sua, a seconda dei casi, nascosta, addormentata o isolata voglia di reagire di fronte alle ingiustizie che caratterizzano la società italiana.


"A Casa Tutto Bene" ribadì il successo nazionale di Brunori ottenendo sia uno straordinario successo commerciale, certificato dal disco di platino della FIMI ricevuto nell'agosto del 2018, sia diversi riconoscimenti prestigiosi, come il premio "Pimi Speciale" del Mei, ossia meeting degli indipendenti, al miglior artista indipendente del 2017. Oltre al classico tour di concerti, dopo l'uscita di questo lavoro Brunori annunciò sia un nuovo tour teatrale "Brunori a teatro - Canzoni e monologhi sull'incertezza", sia la conduzione di "Brunori Sa", un programma in seconda serata sulla Rai Tre dedicato a quei problemi sociali e non solo che affliggono la generazione del cantautore calabrese e che vide la partecipazione straordinaria di diversi attori e artisti, come Valentina Lodovini, Edoardo Leo, Neri Marcorè, Calcutta, Motta, Iosonouncane, Vasco Brondi, Appino e molti altri ancora.


Lato A

Il disco si apre con "La Verità", uno dei tanti gioielli presenti nella discografia di Brunori, nonché, a parer mio, una delle migliori canzoni italiane del ventunesimo secolo. Questo brano si apre con un crescendo musicale che nota dopo nota, strumento dopo strumento, parola dopo parola tocca il suo apice durante il ritornello. Il tema di questa meravigliosa traccia è la paura, analizzata però dal cantautore sotto una delle sue sfaccettature più comuni, ossia la paura di cambiare qualche cosa; infatti, molto spesso questo enorme timore che si prova davanti ai cambiamenti può bloccarci, può portarci ad aggrapparci, a non rinunciare a quelle quattro o cinque cose a cui non crediamo più. In queste righe, in maniera diretta e senza peli sulla lingua, Brunori tenta di aprire gli occhi all'ascoltatore, facendogli notare sia tutte le volte che ha mollato per comodità o per pigrizia, sia tutte le occasioni in cui ha finto, mentito piuttosto che farsi vedere fragile e vulnerabile. In altre parole, il cantautore sembra voler rivelare allo spettatore la verità, ossia il fatto che egli si sia accontentato di una vita senza rischi, pericoli, una vita tranquilla e approvata dalla società in cui si vive, per la quale però ha dovuto abbandonare i propri sogni di gloria, le proprie ambizioni, poiché non ha avuto il coraggio di affrontare e sconfiggere la paura del cambiamento. "La Verità", oltre ad aver ricevuto diversi riconoscimenti, come il Premio Tenco 2017 alla "Miglior canzone dell'anno", ed essere stata utilizzata all'interno del film di Aldo, Giovanni e Giacomo "Odio l'estate", secondo me è un brano che da un lato ti colpisce nel profondo per la sua immediatezza, mentre dall'altro ti può far capire quanto sia importante non aver paura di cambiare, ma anzi di affrontare a testa alta i cambiamenti, poiché essi possono sia aprire nuove e più emozionanti situazioni, sia aiutare a crescere, perché anche se si fallisce, alla fine "morire serve anche a rinascere".

"Ma l'hai capito che non ti serve a niente Sembrare intelligente Agli occhi della gente E che morire serve Anche a rinascere" (da "La Verità")

Questa facciata prosegue con "L'Uomo Nero", brano dal ritmo trascinante e dalle atmosfere cupe che tratta con uno sguardo disincantato l'argomento della crescente paura verso la nera piega che da un paio di anni la politica italiana sta prendendo. L'uomo nero in questo caso, senza fare nomi di biechi personaggi ai noi tutti noti, si riferisce ai quei politici che ad ogni parola che proferiscono cercano sia di instaurare un clima di paura, terrore nei confronti degli stranieri, sia di elevarsi a paladini della "razza pura, razza ariana", nonostante quasi sempre queste parole xenofobe e patriottiche vengano tradite dai comportamenti di questi viscidi personaggi. Questo clima di terrore, odio e patriottico che rievoca un triste e grigio passato da dimenticare, riesce subdolamente a entrare, in un modo o nell'altro, in tutti gli individui, come ad esempio minando i pensieri di tutti coloro che pensavano che un simile e tragico passato fosse ormai un lontano ricordo. Brunori sembra che ci voglia dire che questo triste e nero clima non va per niente bene, poiché se questa deriva xenofoba e nazionalistica, nata anche per via di un crescente menefreghismo intrinseco alla società contemporanea, non viene combattuta, arginata o frenata porterà prima o poi a tempi ancor più bui.

"Tu che credevi nel progresso E nei sorrisi di Mandela Tu che pensavi che dopo l'inverno Sarebbe arrivata la primavera E invece no" (da "L'Uomo Nero)

La terza traccia di questo lato è "Canzone Contro La Paura", a parer mio il vero e proprio manifesto dell'intero disco. Nella prima parte di questo brano il cantautore calabrese, attraverso un ritmo crescente e tranquillo, sembra elencare tutte le motivazioni che spingono gli artisti a scrivere e ad incidere canzoni superficiali, ossia quei tipici brani semplici che toccano in maniera scontata e banale temi come l'amore e che si ascoltano come sottofondo durante le monotone e vuote giornate lavorative o per distrarsi davanti alla tristezza e al dolore presenti, sotto diversi aspetti, all'interno della nostra società. Alla descrizione di questi brani semplici e superficiali, i quali alla fine ogni tanto possono servire, Brunori contrappone, accompagnata da un ritmo emozionante, una seconda parte, in cui descrive alla perfezione tutti i pezzi presenti all'interno di "A casa tutto bene", ossia tutte quelle "canzoni contro la paura", che toccano in maniera diretta ed emozionante temi difficili come la morte, la fine di una relazione, etc... che ci obbligano a pensare a quello che abbiamo appena sentito, che possono aiutarci a rimanere in piedi anche durante i momenti della vita più tragici o duri, che ci permettono di sfogarci e e che alla fine possono aiutarci a "ricordarti chi sei".

Questa facciata si chiude con "Lamezia Milano", brano dal ritmo movimentato che da un lato tocca il tema, caro al cantautore, del divario e dell'immigrazione dal sud verso il nord Italia, dall'altro parla di quel frenetico ritmo e di quell'individualismo tipico della società contemporanea che ci fa sempre e solo pensare al nostro orticello, nonostante i diversi problemi che affliggono il mondo circostante. Oltre a questi due argomenti, Brunori parla tramite veloci esempi sia ironici, come il dualismo Google e madre, sia più profondi, come il paragone vita di coppia e video porno, della quasi ormai assodata fusione "fra la vita reale e la vita cellullare", ossia la vita digitale, iper-conessa globalmente.

"Con il terrore di una guerra Santa E l'Occidente chiuso in una banca Io me ne vado in settimana bianca" (da "Lamezia Milano")

Lato B

Questo lato si apre con "Colpo Di Pistola", brano dalle sonorità sognanti che però accompagnano un argomento molto triste e, ahimè, diffuso nell'attuale società italiana, ossia il femminicidio. Questo tema viene affrontato da Brunori prendendo il punto di vista del carnefice, il quale racconta, come se fosse una storia banale e comune, tutti gli step che lo hanno portato pian piano, dopo ogni violenza psicologica ed ogni violenza fisica a compiere il deplorevole assassinio e il conseguente suicidio in carcere. L'abilità del cantautore nell'affrontare questo delicato tema sta nel fatto di aver esplicitato verso dopo verso tutte le scuse e le motivazioni senza rimorso ed illogiche, come ad esempio l'averlo fatto per amore, che gli uomini violenti utilizzano sempre per giustificare i propri scellerati gesti. In Italia, come anche in altri paesi del mondo, la piaga del femminicidio o delle violenze psicologiche e fisiche nelle relazioni è ancor oggi molto diffusa sia per la corrotta cultura ed educazione catto-fascista purtroppo ancora fiorente nella penisola, sia per la sempre maggiore strumentalizzazione della figura femminile tipica della società contemporanea. Essendo un argomento molto delicato, concludo dicendo solo che coloro che picchiano, uccidono o fanno violenza psicologica nei confronti delle donne non sono delle persone, ma sono dei mostri, poiché nessuno mai dovrebbe anche solo pensare di compiere dei gesti così crudeli nei confronti di un altro essere umano, qualunque sia il suo sesso o orientamento sessuale.

"E poi perché l'ho fatto non lo so Forse per non sentire ancora un altro no Uscire dalla sua bocca dorata Prima l'ho uccisa e dopo l'ho baciata" (da "Colpo Di Pistola")

Il secondo brano di questa facciata è "La Vita Liquida", pezzo utilizzato da Brunori come sigla del suo programma "Brunori Sa" che descrive le caratteristiche che contraddistinguono la società globale degli ultimi decenni, una società dove i rapporti sociali sono ormai diventati, come sostiene il celebre sociologo Zygmunt Bauman, liquidi, ossia fragili e non duraturi. Per colpa di questa socialità liquida, effimera anche le convinzioni, i valori e i principi degli individui iniziano a diventare liquidi, e a volta per non pensare a questa situazione l'essere umano affonda i propri dubbi e le proprie paure in una vera e propria sostanza liquida, ossia l'alcool.

"Liquidi i principi e il mio concetto di morale Liquido è il miscuglio che mi aiuta a non pensare" (da "La Vita Liquida")

Questo lato prosegue con la struggente "Diego E Io", brano dedicato alla celebre pittrice messicana Frida Kahlo e al suo rapporto con il pittore muralista Diego Rivera. Questo emozionante pezzo racconta la travagliata relazione sentimentale tra Frida e Diego, una storia paragonata dalla pittrice, e ripresa dal cantautore, all'incidente automobilistico che ha segnato la sua intera esistenza fisica e psicologica. Nonostante i continui tradimenti, da parte di entrambi, le continue bugie, le separazioni e i momenti di riconciliazione che hanno costellato l'intero rapporto, l'amore che Frida ha provato per Diego, e viceversa, si può considerare un amore che nonostante i momenti più bassi e le infedeltà non si è mai consumato, spento del tutto. Una curiosità, questo pezzo venne usato come colonna sonora per una parte della mostra dedicata a Frida Kahlo tenutasi presso il MUDEC di Milano tra il febbraio e il giugno del 2018.

"Due incidenti ho avuto nella vita, uno sei tu Nonostante questo io ti amo" (da "Diego E Io")

L'ultimo pezzo di questa facciata è "Sabato bestiale", brano in cui Brunori, attraverso delle sonorità ancora una volta elaborate e trascinanti, descrive un sabato sera in discoteca fatto di eccessi, senza alcuna morale e dedito solo allo svago e all'ubriacarsi. Questo comportamento così superficiale è giustificato dal protagonista sia dal suo continuo ribadire di essere un animale sociale, sia dalla sua voglia di non pensare alla vita e ai problemi di tutti i giorni, sia dall'individualismo e menefreghismo che stritola la società contemporanea e che lo spinge, come fan tutti, a pensare solo a se stesso. Oltre ad esserci una doppia semi-citazione a Battiato e ad Alan Sorrenti nei versi "che siamo figli delle stelle e della tv", sia il titolo che la parte finale rimandano al celebre brano di Fabio Concato "Domenica bestiale".

"Perché io sono un animale Sono pecora e maiale E non sarai certo tu A farmi adesso la morale" (da "Sabato Bestiale")

Lato C

Questa terza parte si apre con "Don Abbondio", brano dall'aria cupa e disincantata molto simile a quella di "L'Uomo Nero"; in questo pezzo il cantautore utilizza come metafora dei vizi e del menefreghismo della società italiana la celebre figura descritta da Alessandro Manzoni all'interno dei "Promessi Sposi". Questo è un personaggio meschino, disonesto e codardo che davanti alle prime difficoltà o alle prime pressioni scappa, si inginocchia poiché il suo unico egoistico scopo è vivere una vita agiata e tranquilla; per queste caratteristiche Don Abbondio è la figura che rappresenta al meglio quel settore della società italiana menefreghista, razzista e fascista che non ha paura di sfruttare degli innocenti per fare i propri interessi economici e politici, ma dall'altro canto teme e china la testa di fronte agli abusi di potere e alla mafia. Oltre a questi individui, Brunori però ci dice che Don Abbondio siamo anche noi quando, per voglia di tranquillità o per paura di vedere le cose come stanno, facciamo finta di niente e non protestiamo davanti a queste prepotenze.

"Don Abbondio nel mio sguardo Che si poggia sempre altrove Per paura che agli indizi Poi si aggiungano le prove" (da "Don Abbondio")

La facciata prosegue con "Il Costume Da Torero", il perfetto contraltare gioioso e fanciullesco al disincanto e alle atmosfere cupe che caratterizzano il brano precedente. In questa fiduciosa traccia il cantautore, insieme ad un coro di bambini, ci canta della speranza di un mondo "migliore di com'è", un mondo dove si ha la consapevolezza che possono esistere e convivere sia momenti felici, tranquilli, che momenti difficili e tristi, senza che quest'ultimi siano visti in maniera negativa. Questa idea di mondo migliore sembra un'idea innocente, utopica ed effimera, ma per questo Brunori, nell'ultimo verso, ci comunica il modo tramite il quale, nel nostro piccolo, possiamo contribuire a questa speranza, ossia per far si che "il mondo possa crescere", prima di tutto bisogna partire da noi, perché solo capendo e migliorando noi stessi si possono buttare i semi per un cambiamento più grande e profondo.

"La realtà è una merda Ma non finisce qua Passami il mantello nero Il costume da torero Oggi salvo il mondo intero Con un pugno di poesie" (da "Costume Da Torero")

La penultima traccia di questo lato è "Secondo Me", forse il brano dalle arie più romantiche dell'intero disco che ci mostra ogni persona viva o scriva il mondo secondo il proprio punto di vista. Questa idea di libertà di visioni differenti sta alla base di una società democratica, poiché tutti devono essere liberi di pensare quello che vogliono, sempre che questo ideale inviolabile non leda i diritti delle altre persone e si basi su concetti ben radicati e supportati da motivazioni solide. Nonostante questo e nonostante l'importanza di avere e sviluppare un proprio pensiero autonomo, a tutti è capitato di domandarsi, soprattutto davanti alle persone a noi più care, amate, "chissà com'è invece il mondo visto da te".

"Se c'è una cosa che mi fa spaventare Del mondo occidentale è questo imperativo di rimuovere il dolore" (da "Secondo Me")

Il brano che chiude questa facciata e di conseguenza questo disco è "La Vita Pensata", la canzone che più mi ha colpito nel profondo fin dal primo ascolto. In questo pezzo, per certi versi molto personale, il cantautore canta sopra una semplice chitarra di come non si deve vivere cercando il senso della vita, non si deve vivere solo pensando, ma di come "la vita va vissuta", poiché la nostra esistenza non può essere fatta solo di contorti ragionamenti mentali, ma deve essere fatta di incontri con altri individui e situazioni nate per puro caso o nella maniera meno logica e razionale possibile. Questo brano mi colpisce ogni volta che l'ascolto poiché mi ha fatto capire che vivendo solo seguendo la propria ragione, la propria mente senza buttarsi mai, senza lasciarsi guidare dall'ignoto, alla fine porta a chiudersi in se stessi, ad avere difficoltà nell'instaurare rapporti con le altre persone, insomma porta a vivere all'interno di una propria prigione mentale.

"Ma l'ho capito finalmente Che io del mondo non c'ho capito niente Che voglio fare il furbo e invece sono Un fesso come sempre" (da "La Vita Pensata")

Lato D

Quest'ultima facciata non contiene alcuna canzone, ma presenta ben 20 minuti di silenzio durante i quali Brunori, come esplicitato sull'etichetta con la sua solita ironia, invita l'ascoltatore a riflettere sul capolavoro che ha appena ascoltato.

"A Casa Tutto Bene" è stato pubblicato per la prima volta in formato fisico, ossia musicassetta, cd e lp, il 20 gennaio 2017 per Picicca Dischi. La prima edizione in vinile di questo lavoro si riconosce per il codice PIC025LP e per la presenza di due vinili classici color nero; invece, a seguito del successo e della continua richiesta del formato vinilico, nel 2020 è stata pubblicata per Picicca ed Universal Music una ristampa, quella in mio possesso, facilmente individuabile dal colore dei dischi, non più nero, ma azzurro o blu chiaro.