8 canzoni che parlano di presidenti per prepararsi al clima elettorale

A partire da domani parlamento e grandi elettori italiani inizieranno a confrontarsi ufficialmente su quale sarà il futuro presidente della Repubblica italiana. Tra nomi improbabili, battute invecchiate male e soliti giochi di palazzo all'italiana, ci siamo chiesti come venisse dipinta la figura dei presidenti (siano essi del Consiglio, della Repubblica, primi ministri, ecc) nella musica, italiana e non.


Ecco quindi una playlist senza alcuna pretesa di completezza di brani che abbiano affrontato l'argomento nel corso degli ultimi anni. Prima di partire, però, goditi questo video di un Mattarella selvatico felice.



#8: "Signor Presidente" - Talco.


Partiamo subito con una vena leggermente riottosa verso un presidente in particolare (questa volta del consiglio italiano), con la lettera a cuore aperto dei Talco che, rileggendo la celebre intervista Johnson & Farrell del settembre 2003 a Berlusconi (sì, Boris Johnson - al tempo direttore del The Spectator - e Nick Farrell che intervistano l'allora presidente del consiglio italiano nella sua villa privata, qui il racconto di Farrell a distanza di anni), gli dedicano una lettera richiamando le principali linee storiche del periodo fascista italiano, la resistenza e fischia il vento, viste le presunte dichiarazioni del presidente in merito.


Qui, per pura curiosità, un recente articolo del The Spectator sulla possibile rielezione di Berlusconi come presidente.



#7: "Perfect Government" - Mark Curry.


La versione originale è quella del 92 di Mark Curry, ma venne poi ripresa dai NOFX due anni dopo in una cover molto più decisa dell'originale.

Si sussegue una serie continua di domande, che spaziano tra dubbi sulla realtà quotidiana e domande esistenziali sulla politica e la sua vera natura. L'unica risposta che viene data è la sintesi di una visione piuttosto rassegnata del fare politica:


"It's all about the money, political power is takin Protecting the rich denying the poor"


#6: "Il presidente" - Dargen D'amico.


La musica e le canzoni di Dargen sono come un buon vino che invecchiando migliorano e diventano sempre più attuali. Tratto dall'album "Vivere aiuta a non morire", con "Il presidente" viene tratteggiato ironicamente il prototipo di presidente americano intriso delle sue contraddizioni e macchie sulla coscienza.


Il Presidente americano dice di essere africano ma non recita mai bene e da qui nessuno ci crede. "Vi assicuro vi darò di più di quel che avete: se oggi avete solo fame, vi farò avere anche sete"


#5: "Padre nostro" - Teatro degli Orrori.


Una preghiera del tutto diversa dall'originale quella del Teatro degli Orrori, che riprende la formula letteraria del "Padre Nostro" cristiano e cattolico modernizzandola e aggiungendogli diversi mali contemporanei da cui liberarsi.


"Non soltanto Dio non governa il mondo Ma neppure io posso farci niente, non è compito mio, ci penserà qualcun altro"


#4: "Legalize the Premier" - Caparezza ft. Alborosie.


Ancora un riferimento all'ex premier Berlusconi e a tutto il berlusconismo nella celebre "Legalize the Premier" del sogno eretico di Caparezza.


"Sono un presidente in erba ma me ne fotto della maria, perchè io lotto ma per la mia legalizzazione"

Richiamando la lotta anti-proibizionista dei rasta man, il premier è descritto anch'egli in lotta ma per una legalizzazione ben diversa: quella da ottenere lottando tra i diversi capi d'imputazione per riaffermare la propria autorità di presidente del consiglio, da qui il titolo "Legalize the Premier".



#3: "Un giorno in pretura" - Fedez.


Chi lo ascolta da tempo lo sa già: la discografia di Fedez è ricca di idee, critiche sociali e politiche che hanno attratto spesso ire e denunce dal mondo politico e non solo. Tra le ultime uscite "Un giorno in pretura", tratta dall'ultimo album "Disumano" in 3 minuti e qualche rima al posto giusto critica abbondantemente tre quarti dell'attuale panorama politico italiano. Anche in passato con "Non sono partito" - diventato successivamente inno non ufficiale del Movimento 5 stelle - citava direttamente: "Caro Napolitano te lo dico con il cuore o vai a testimoniare oppure passi il testimone", insomma critiche ad un certo modo di fare politica da parte di Fedez non sono mai mancate.



#2: "Io e il presidente" - I Giganti.


Gruppo storico degli ultimi decenni, I Giganti negli anni '70 pubblicarono brani di denuncia sociale e di tematiche attuali al tempo ma condivisibili ancora oggi, come il concept album "Terra in bocca - poesia di un delitto", di forte accusa alla mafia e ai complessi giri di affari della Sicilia del tempo. In "Io e il presidente", la carica massima dello Stato viene vista come un punto di arrivo di qualsiasi cittadino, con uno sguardo speranzoso che al giorno d'oggi sembra mancare sempre di più.


"In un paese libero a me piace pensare che oggi io non sono nessuno, domani sono presidente della Repubblica"


#1: "La rappresentante di lista" - La Rappresentante di Lista.


Una delle voci più belle del panorama italiano, già dieci anni fa, con delle allegorie bucoliche ci raccontava di presidenti ed elezioni attraverso figure retoriche degne dello stile cantautorale alla De Andrè:


"Quando passo in via degli uomini mi sento sempre la protagonista: alle prossime elezioni sarò io la rappresentante di lista"