Zeep, il suo primo ep "Astronavi & Carriattrezzi" raccontato track by track - Intervista

Gli alti e bassi della vita, la ricerca costante della felicità e delle piccole gioie quotidiane e il sapersi guardare dentro alla ricerca di quel qualcosa in più: tanti gli elementi che si mescolano bene tra loro in "Astronavi & Carriattrezzi", primo ep in studio del cantautore sardo Zeep. Nel suo nuovo lavoro c'è sperimentazione, crescita stilistica e anche il sapersi mettere in gioco con ben due featuring, Loomy in "Niente di Speciale" e Sgribaz in "Lettera".

Quattro canzoni ben diverse tra loro ma con la stessa forza di base, quella di un artista emergente che ha ben in mente la sua precisa idea di musica. Brani più intimi e di sfogo come "Lettera" e "Niente di speciale" e brani più spensierati come "Davvero" e che parlano di "amori normali", come lui stesso li definisce, in "Roma (bella ma stronza)". Non gli abbiamo fatto domande specifiche, ma gli abbiamo lasciato carta bianca per parlarci della nascita dei quattro brani che costituiscono l'ep in attesa, magari, che questo 2022 ci porti un suo primo album.



Davvero:

È il pezzo che avevo voglia di scrivere da una vita, ma ogni volta che ci provavo non era abbastanza. Quando ho mandato il provino a Kaizèn gli ho scritto: “Questa è una delle mie canzoni più belle”; lui non era convintissimo che fosse così e io non so se quella frase sia la verità, ma oggi è il mio pezzo più ascoltato, e forse mi basta. Quando è entrato in Indie Italia ero come un bambino il giorno di Natale, perché avevo portato il me adolescente su Spotify insieme ai grandi.


"Le sere nei bar, noi senza un'età e senza mai nulla da dirci davvero"

Roma (Bella ma stronza):

Avete presente che quasi tutte le canzoni parlano di amori impossibili? Quelle robe da Romeo e Giulietta, noi contro il mondo, la distanza. Io avevo voglia di parlare di un amore normale. Per me dire: “Ceni con me stasera? Che c’ho il frigo vuoto, ma per te farei la spesa. Ne vali la pena”, è più forte di dire “Ti regalerei le stelle, il sole, i diamanti”. È più vero, è una cosa che posso fare e che magari ti strappa un sorriso, perché sai quanto sono pigro. E poi nel finale c’è una mezza citazione a Dargen D’amico che in pochissimi hanno colto: “Non chiedo mica di volermi bene, chiedo solamente di passare Agosto insieme”.


"Se mi vieni incontro ci mettiamo meno, sono alla stazione che aspetto il tuo treno"

Lettera:

Io coi miei parlo spesso, quasi ogni giorno, ma non parlo tanto, ed è raro che dica un “ti voglio bene”. Ma non perché sono uno stronzo, chiariamoci, è che proprio mi viene male. Sai quelle cose che quando le dici ti senti un po’ scemo? Allora ho scritto una canzone per raccontare un po’ delle cose delle quali non parlo mai, perché con la musica mi viene meglio. Il feat con Sgribaz è stato spontaneo ed è nato proprio quando ci siamo beccati per la prima volta, quando io avevo già un mezzo provino registrato col cellulare. È la canzone meno ascoltata dell’EP, ma è anche uno dei miei pezzi più intimi.


"E c'è differenza tra esistere ed essere vivi"

Niente di speciale:

Quando scrivo butto fuori non solo le mie esperienze, ma tutto quello che vedo e che sento; posso farmi ispirare da un film, da un libro, da una chiacchierata con amici. La prima frase di questa canzone è nata così, dopo una serata a bere gin tonic e parlare con un’amica. A volte non sai da dove arrivano le parole, soprattutto in estate quando senti mille discorsi e rivedi gli amici di sempre, e allora certe canzoni si scrivono da sole. Io e Loomy ci siamo conosciuti tramite i social un po’ di tempo fa ed era da allora che volevamo fare un pezzo insieme; queste mi è sembrata una buona occasione per farlo.


"Dicono che il vento spettina i capelli e porta via i pensieri, quelli che non vuoi. Dicono che il tempo spettina i ricordi e ti accarezza i sogni, quelli in fondo all'anima"