• Marco Anghileri

Ci siamo tuffati nella malinconia "Verdeacqua" di Qualunque - INTERVISTA

Hai presente quella musica allegrotta che ti fa ballare e prendere bene? Ci piace e le vogliamo bene, ma vogliamo più bene agli artisti come Qualunque, perché sono come noi, sanno cosa farti provare e cosa dirti quando le cose non vanno come dovrebbero. Il cantautore, al secolo Luca Milani, ha pubblicato un album intitolato “Mafalda, il meteo e tutto il resto”, candidato al Premio Tenco come migliore opera prima, e seguito dall’EP “Il primo lunedì dell’anno”. Il nuovo lavoro in studio è anticipato dai singoli “Mozzicone”, “Mafalda” e “Verdeacqua”. Ho preso quest'ultimo pezzo e ho decontestualizzato alcune frasi per fare questa chiacchierata con l'autore, che ha anche realizzato una bellissima versione unplugged per l'occasione, alla fine dell'intervista.

Ciao Luca, benvenuto su IndieVision! Mi gioco subito la domanda classicissima: da dove nasce l’idea del nome "Qualunque”?

Ciao! Dunque, il nome Qualunque è un modo di dire che io, Luca Milani, in realtà non conto più nulla nel momento in cui una mia canzone esce e la ascoltano altri. Mi piace pensare che, nonostante io faccia musica molto intima e personale, le cose che canto vengano condivise in parte anche dal mio pubblico che quindi ascolti la mia voce e rielabori ciò che sente secondo il proprio personale punto di vista. Quindi Luca Milani, alla fine del processo, non conta più nulla.


Quanto tempo fa hai scritto la tua prima canzone?

Aiuto, la primissima canzone probabilmente l’ho scritta a 12-13 anni ma sicuramente era una cosa terrificante ahah

La prima canzone come Qualunque invece è nata nel 2015 ed era una follia assoluta che non sentirete mai.


“Verdeacqua” è il terzo singolo estratto dal tuo nuovo lavoro, come stai vivendo questo periodo di produzione, dalla scrittura alla pubblicazione?

I pezzi che sentite in questi mesi, i singoli usciti e quelli che ancora devono arrivare, li ho scritti tra il 2018 e il 2019, praticamente non appena ho iniziato ad andare dalla psicologa. Sostanzialmente tutto ciò che è venuto fuori sono riflessioni fatte in quella stanzetta magica che mi ha aiutato tanto. A livello di pubblicazione invece è tutto molto strano, perché ok far

uscire il pezzo su Spotify, le interviste, gli articoli, le recensioni, però manca un po’ il contatto e il riscontro con la vita vera. Quante persone vengono poi a sentirmi dal vivo? Quali pezzi piacciono di più? Che faccia hanno le anime che hanno iniziato ad ascoltarmi con queste nuove canzoni?

Tutte domande che ora restano un grande punto interrogativo.


Ora iniziamo a “fare a pezzi” la tua canzone, partiamo proprio dal titolo: se dovessi scegliere un colore da dare alla tua musica, quale sarebbe? Perché?

Anni fa ti avrei detto sicuramente “Blu”. Adoro la malinconia e ci ho sempre sguazzato alla grande. Oggi però vedo una luce in fondo al tunnel e quindi questo blu si sporca di un colore più chiaro e nasce, manco a dirlo, il “Verdeacqua”.


“Ti giuro che ho smesso di fare il depresso” : la tristezza è un tema ricorrente nei tuoi brani, è voluto?

Beh diciamo che scrivo quando mi sento apatico. Immagina una domenica, ti alzi e sei scoglionato, non hai voglia di fare nulla ma non sei sereno. Non vuoi davvero riposare o rilassarti, ti accorgi che questa apatia è frutto di qualcosa che non va. In quel momento io scrivo per trovare le parole per descrivere cosa non va, consapevolizzarlo e risolverlo quando possibile. Quindi sì. Per risponderti la tristezza nelle mie canzoni è voluta, ad oggi è l’unico metodo che ho trovato per esorcizzare un po’ di mostri.


“Non so come fare a diventare grande ma so bene come fare a perdermi nei viaggi” : qual è il viaggio che hai sempre sognato di fare, ma non hai ancora fatto? Tra quelli fatti, invece?

Ti dirò, i viaggi non sono niente che mi renda davvero felice. Trovo che viaggiare sia però incredibile quando la compagnia è gradita. In sostanza non sono un'amante dei viaggi ma delle persone con cui si viaggia. Il viaggio che sogno di fare pertanto è il prossimo viaggio con la persona che amerò.

Tra quelli già fatti invece mi torna subito in mente una bellissima gita Milano - Venezia - Bologna quando suonai a casa di chi mi segue nell’estate del 2018.


“Sei un bomber” : hai un idolo sportivo?

Partiamo con la premessa che sono un grande appassionato di esports. Quindi tutti i miei idoli sono probabilmente sconosciuti ai più. Il mio bomber del cuore è senza dubbio Reynor del Team Qlash.

Per non lasciarvi con l’amaro in bocca però ti cito anche qualcosa di più tradizionale, da piccolo impazzivo per Dida, al tempo portiere del Milan.


“Al Magnolia le sorrido” : per noi che siamo della zona sicuramente il Circolo Magnolia è un punto di riferimento. Qual è stato il concerto più bello che hai visto lì? E in generale invece?

Il concerto più bello visto al magnolia è stato un live dei Sick Tamburo. In generale invece devo per forza citare OGNI live dei Fask ai quale io sia mai stato. Amore assoluto.


“Tu non saprai mai quante serie tv che ho guardato” : la migliore e la peggiore quali sono state?

Questa domanda è fondamentalmente impossibile. Però sicuramente una delle migliori che io abbia visto negli ultimi mesi è “The OA” (la stagione due mi ha fatto esplodere il cervello).

La peggiore invece non la posso dire altrimenti vengono a casa mia coi forconi.


“Non ci vuole rabbia per proteggersi” : qual è la cosa che ti fa più arrabbiare?

I prepotenti. Odio la prepotenza e la prevaricazione degli altri in ogni contesto. La cosa più triste di tutte è che oggi questa cosa avviene pubblicamente sotto gli occhi di tutti all’interno di una certa scena politica...


“Le mani fredde nella felpa” : se dovessi collocare il prossimo album in una stagione, quale sarebbe?

Autunno sicuramente.



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