• Enrica Barbieri

Un viaggio grazie alla musica: Venerus e il suo live stream concert per la Milano Digital Week


Sabato 30 maggio, nella giornata di chiusura della Milano Digital Week, Venerus ci ha regalato un suggestivo live stream concert all'interno del Museo Nazionale Scienza e Tecnologia di Milano, tra le rotaie di antichi treni a vapore dell'Ottocento.

Questo è stato il primo concerto dal vivo in streaming realizzato in Italia , promosso da Radar Concerti e Milano Digital Week, in collaborazione con Asian Fake e DICE.fm, piattaforma sono stati resi disponibili i biglietti per partecipare all'evento.


"Forse è anche strano suonare". Un commento che si sente in sottofondo, prima dell'inizio di questa serata, riassume perfettamente la sensazione che si prova a trovarsi dietro ad uno schermo, al posto che sotto ad un palco, ad attendere un concerto, come la difficile messa alla prova di suonare davanti ad una videocamera, rispettando le distanze di sicurezza ed avendo come pubblico solo gli addetti ai lavori e gli organizzatori dell'evento.

Andrea si incammina a passi lenti verso il pianoforte, si presenta con un volto ricoperto da disegni di piccoli fiori, e accompagnato in sottofondo da una melodia mistica, immersiva e azzeccata per accogliere il pubblico, per farlo venire a conoscenza di quello che è l'universo dentro cui la musica di Venerus trova fondamento. Tutta la serata, inoltre, ha creato avuto come illuminazione una luce calda, rossa, che ha conferito quel tocco in più al già suggestivo scenario, dove la classe del cantautore è emersa ed è stata apprezzata.

Accanto a lui, troviamo il fedele accompagnatore Mace e Enrico Gabrielli, conosciuto di persona per la prima volta in occasione di questa esibizione.

"Non ti conosco" è il brano che apre le danze. Scelta azzeccata, una traccia con poche parole, ma che si inseriscono perfettamente come accompagnamento alla melodia, che in questo caso fa da padrona. Il riverbero degli strumenti ci rimanda immediatamente al contesto dei concerti, provandoci così a far sentire meno la mancanza della musica dal vivo.

"Siamo qui riuniti per provare a ricordarci cosa vuol dire suonare insieme", così commenta Andrea sorridendo.

Il concerto continua con l’esecuzione di "Al buio un po' mi perdo", uno dei pezzi più celebri di questo cantautore dalle sonorità internazionali.

"Forse è normale / Sentirsi soli in un momento così" così inizia "Canzone per un amico", l'ultimo brano pubblicato dall'artista milanese il mese scorso e che rappresenta un messaggio d'amore universale, una canzone che nasce dai tempi misteriosi e incerti che stiamo vivendo dove una semplice lettera ci fa riscoprire l'importanza dei rapporti interpersonali e del riuscire a comunicare le proprie emozioni.



Risulta così difficile, anche se a distanza, non mettersi a ballare con il sottofondo di "Love Anthem No 1.", il brano da il titolo al suo ultimo EP “Love Anthem” pubblicato lo scorso anno.

"Questo luogo simboleggia il viaggio che può fare la musica": tra le rotaie di un treno a vapore dell'Ottocento, ascoltiamo le parole di Venerus, proprio pochi attimi dopo rispetto al lancio del razzo della Crew Dragon di SpaceX nello spazio. Due viaggi diversi, uno interiore grazie alla musica, e uno reale, verso il futuro e l’ignoto, che porterà due astronauti americani in orbita.

Un’altra canzone presentata durante questa esibizione è "IoxTe" racchiude in sé il concetto di delicatezza, è una dichiarazione d'amore semplice ma che ti arriva al cuore.


"Forse ancora dorme" è la traccia che chiude la serata, un brano che descrive la contrapposizione di emozioni contrastanti in una notte confusa, che precede i ringraziamenti di Andrea Venerus nei confronti dei musicisti che l'hanno accompagnato, degli organizzatori e del pubblico che ha assistito al live.

Un concerto che si visualizza in diretta grazie ad uno dispositivo, che si commenta con gli amici inviandosi messaggi e nel quale le fotografie sono sostituite da screen-shot dello schermo. Questo però non ha tolto all'esibizione l'emozione che la voce di Venerus trasmette, dove le sonorità, che abbracciano l'R&B e l'hip-hop , con un sax baritono che ha avuto un posto privilegiato, sono accompagnate da poche parole ma essenziali.


È stato particolare prender parte a questo concerto, che probabilmente è stato il primo di tanti. Non è cambiata però l'attesa del vedere un artista salire su un palco per esibirsi, la partecipazione, anche se a distanza, che ho provato cantando insieme a Venerus le sue canzoni, e la malinconia percepita quando il concerto è finito e mi sarebbe piaciuto, invece, che Andrea tornasse a sorpresa per cantare qualche altro brano. Non avevo mai avuto l'occasione di vedere un concerto dal vivo di Venerus, mi dispiace di non esser stata sotto ad un palco, ma sono allo stesso tempo contenta di esser riuscita a prender parte a questa serata così speciale, ad aver supportato un artista così talentuoso e raro da trovare, e nel mio piccolo, il settore dell'industria musicale in questo momento di difficoltà.

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