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“Ultras” - la magia di Napoli con il sound di Liberato

di Melania Rosati


Quando si parla di Liberato c’è sempre qualcosa di inaspettato ad attenderci dietro l'angolo. Ed è proprio senza alcun preavviso è arrivato il suo nuovo album “Ultras”, che dà il nome all’omonimo film di debutto di Francesco Lettieri, già in precedenza regista di diversi videoclip del misterioso artista napoletano.

Il nuovo lavoro di Liberato è strettamente correlato alla realizzazione del film di Lettieri per il quale compone la colonna sonora che anticipa l’uscita dei singoli “We Come From Napoli” e "O core nun tene padrone", entrambi realizzati in collaborazione con Robert Del Naja dei Massive Attack e Gaika.



La tracklist di “Ultras” si compone di 14 brani che percorrono un viaggio in una nuova dimensione musicale e raccontano sentimenti di una Napoli vissuta in strada, mescolati in un dancefloor internazionale. È nuovo concept quello che ci propone Liberato, che sembra affacciarsi e puntare all’Europa ma restando pur sempre fedele alla tradizione partenopea che ora appare scomposta nello suo stile trip-hop.


Il disco è strutturato in due parti cadenzate dalle tracks "Grazia" , "Graziella" e "Graziocazz", un crescendo di sfumature musicali che rappresentano il filo conduttore di una realtà, quella degli Ultras, raccontata nel lungometraggio di Lettieri, dal 20 marzo in visione sulla piattaforma Netflix. Scandite dalle note di un piano ed interrotte da quelle di un sintetizzatore sono le tracce “Rione Terra” e “Luntan’”, entrambe dalle sonorità cupe e malinconiche, sembra vogliano rappresentare uno spiraglio o una speranza riposta nel lato oscuro di un quartiere che rimane all’ombra ed impaziente ha voglia di venire alla luce perché è troppo distante dal sole e troppo stretto per contenere un mondo concentrato al suo interno. Dunque sono per lo più tracce strumentali che sembrano comunicare bene i messaggi legati alla realtà napoletana di Liberato . Seguono e complentano l’ep le due tracce “Vien ccà” che rappresentano l’apice sonoro di tutto il disco; “Cchiù fort’” e “A mamm’ e chi ‘nnallucc’” che insieme sono un mix di groove e suoni sintetici , impossibili da non ballarle, così come "Amma stù vicin'” . Infine, altra sorpresa di questo disco, è un vero e proprio omaggio alla canzone classica napoletana, si tratta del brano "Funiculì funiculà" che viene rivisitato e riproposto in una versione elettronica.



Ma chi è Liberato?

In tanti se lo chiedono , testate giornalistiche scrivono di lui, ipotesi curiose e svariate sono state avanzate sul suo fenomeno ma nessuna voce de relata possiede una base solida di certezza e nessuno sa chi davvero sia Liberato. Con migliaia di fan al suo seguito , l’immaginario di Liberato è davvero vasto e chiunque esso sia o qualunque siano le sue generalità, di lui si può dire che è un’identità forte e a dir poco unica nel mondo della produzione musicale indipendente italiana che conquista, incuriosisce e lascia il segno. La sua musica dal sound hip-hop/elettronico è composta di versi che si rifanno alle tematiche vicine alla scuola dei neomelodici napoletani e con Liberato viene alla luce un progetto di facile comunicazione che esplode sul web e si diffonde velocemente a tutta la nazione.


Un esordio che arriva dal web.

È, infatti, proprio dal web che inizia la storia del mistero di Liberato, quando nel Febbraio del 2017 viene caricato un videoclip sul suo canale YouTube. Si tratta del singolo “Nove Maggio” , un titolo che sembra già contenere forti segnali ed annunciare avvenimenti futuri ricollegati al percorso musicale dell’artista. Protagonista del videoclip è una ragazzina dei quartieri napoletani con in background i luoghi emblematici della città di Napoli, inquadrata dalla regia di Francesco Lettieri, presente sin dall’inizio, ma di Liberato nemmeno l’ombra. Sarà poi nella data del 9 Maggio dello stesso anno che, sempre nell’etere virtuale del web, verrà lanciato il secondo singolo dal titolo "Tu t'e scurdat' 'e me", (a cui seguiranno i singoli “Intostreet" e "Je te voglio bene Assaje") dove Liberato si mostra di spalle e incappucciato e narra una storia d’amore tra due ragazzini di diverse estrazioni sociali. Si diverte a confondere le idee ma Napoli continua ad essere presente e questo sembra darci conferma delle sue origini e della sua provenienza che lo stesso confermerà in seguito in un’intervista, rilasciata via email al magazine Rolling Stone, nella quale Liberato nulla ci dice in merito al sua vera identità, ma testualmente afferma: “mi chiamo Liberato, sono nato a Napoli e faccio musica” . È tutto ciò che sappiamo sul suo conto, il resto dovremmo immaginarlo.



“Nove maggio” …un titolo, una data, un appuntamento.

Quando nel maggio del 2017, arriva il momento della sua prima esibizione live, preannunciata dalla line-up del festival milanese MI AMI, Liberato fa ancora sollevare un gran polverone attorno al suo nome. La grande attesa dell'esibizione dell’artista sul palco del festival lascia nuovamente confusi, quando durante la sua esibizione saranno gli artisti Calcutta, IZI, Priestess e Shalbo ad interpretare le sue canzoni, mentre dal canto suo Liberato dichiara di essere stato presente tra la folla del pubblico a godersi lo spettacolo. Se tutto questo fosse o meno una progettazione costruita a tavolino non sembra essere affatto un’idea banale perché Liberato funziona, sa creare suspance e attesa, proprio come una perfetta serie televisiva, che ci lascia nella fervida attesa di scoprire il seguito. Ed il sequel arriva a distanza di un anno, quando l’artista dà appuntamento a tutti i suoi fan per un concerto gratis sul lungomare di Margellina a Napoli . È il 9 maggio 2018 , il sole tramonta e il misterioso artista con il cappuccio arriva su un gommone via mare per esibirsi dinanzi a più di ventimila persone accorse sul lungomare per ascoltare la sua musica . È una concatenazione di elementi: un titolo, una data, un appuntamento. Tutto combacia e tutto funziona perfettamente, quello di Liberato è ormai un fenomeno che ha fatto centro. Al di là delle critiche circa l’autenticità o meno della sua musica, al di là di tutto ciò che lo circonda, Liberato rimane un artista che, nel suo stile, continuerà a stupirci.



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