• Melania Rosati

Sul "lungotevere" i versi di Franco126 con Asp126 & Ugo Borghetti.

Rieccomi in un altro venerdì, ascolto canzoni. Le nuove. Me ne piace una, anzi più di una ma questa settimana è un pezzo pop/rap che attira la mia attenzione più degli altri. Il rap non è quello che in genere prediligo ascoltare, ma credo che abbia iniziato a incuriosirmi di preciso da quando mi ritrovai in un ex fabbrica a Berlino ad ascoltare tizi di cui nemmeno ricordo il nome ma che ho ben impressi nella mente perché erano davvero troppo troppo forti. Dunque, detto quanto, il pezzo di cui accennato è Lungotevere di Asp126 & Ugo Borghetti e con la collaborazione di Franco126, prodotto dal capitolino Mattia Castagna, alias il Fettina e Wism&Perenne. Penso sia un bel pezzo. Vero è che ho una buona fetta di canzoni di Franco126 in playlist che ascolto molto volentieri ed è anche vero che in questa canzone, così come in altri pregressi featuring, la sua identità risulta essere sempre l’aggiunta di una nota che non dispiace affatto.

Parole raccontate appunto lungo il Tevere ma, dove mi trascina questo singolo è in un bar, non in uno qualsiasi. Sono esattamente lì dove ho visto correre i miei anni tra le facce della gente che dormivano nei bicchieri, sempre troppo pieni di problemi o troppo vuoti di possibilità, opportunità perse o mancate come storie d’amore sfuggite di mano, la stessa in cui vedevo mantenere un bicchiere di plastica davanti al bancone di quel bar di una periferia a sud-est della città. Ritorno alle parole di quella gente che raccontavano la realtà sempre per quella che è , senza alcuna patina, quella con tante e troppe imperfezioni e con pochi spunti di felicità, quella da conquistare nonostante tutto. Storie di persone che, anche se non troppo regolari, diventavano così vere davanti al bancone del bar. Ecco, questa canzone mi riporta esattamente li in quel bar . Al bar di mio padre.

Buon ascolto!


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