• Giulia Gallo

I Selton si dedicano a riflessioni esistenziali in “Sigaretta in mano a Dio”

Qualche giorno fa, i Selton hanno annunciato il loro nuovo album: si chiama “Benvenuti” ed uscirà ad aprile, a 4 anni di distanza dal loro ultimo album in studio, il fortunato “Manifesto tropicale”. Si tratta di un disco molto atteso, che in realtà doveva vedere la luce già l’anno scorso e che poi, a causa della pandemia, è stato posticipato e per cui la band aveva già rilasciato alcuni singoli, ovvero “Pasolini”, “Estate” (feat. Priestess) e “Fammi scrollare” (feat. Willie Peyote & Emicida).



Per riaprire idealmente questo percorso, i Selton hanno quindi deciso di rilasciare “Sigaretta in mano a Dio”, scritta insieme a Dardust e prodotta da Ceri Wax e Tommaso Colliva. La canzone propone una riflessione esistenziale non comune per un singolo apripista, sviluppando i temi del tempo che passa e di come sia importante non lasciarsi troppo condizionare dal proprio luogo di appartenenza, dalle proprie granitiche convinzioni o perfino dal proprio segno zodiacale, che sono in grado di non farci vedere concretamente “l’altro” da noi (come hanno diffusamente spiegato i ragazzi in questo post).


Non esiste un Dio che ci fa diventare più umani, Non c’è nessuno che lo possa fare al posto tuo.

La speranza espressa qui è quella di cercare di condurre una vita che sia davvero in mano nostra, evitando di indugiare sui piccoli stress e fastidi che ogni giorno ci può mettere davanti, per coglierne la parte più autentica. Un po’ sulla scorta del Carpe diem oraziano e della Canzona di Bacco di Lorenzo de’ Medici.


Bruciamo di fretta come sigarette in mano a Dio Giriamo la notte, questa luna piena la offro io.

Il ritmo e il sound mescolano malinconia e riflessività a ritmi di danza spensierati, rappresentando un’evoluzione di stile che unisce i colori percussivi dei “vecchi” Selton con influenze nuove e accattivanti. Forse i fan più hardcore ci si dovranno abituare, ma fossilizzarsi in una forma precisa, si sa, non ha senso per un artista.


La nuova direzione presa dalla colorata band italo-brasiliana è quindi chiara, e sembra volgere verso nuovi orizzonti sonori e sperimentali assai interessanti. Non resta che aspettare il nuovo album (con, si spera, qualche altro assaggio)!